Lettere civili

di Stefania Spadaro

Email:cicciocarfi@virgilio.it

 
 

 

Stefania Spadaro è una donna vittoriese che ha deciso di rivoltarsi, di prendere posizione contro le inciviltà che traversano la sua città, la Sicilia, il nostro tempo. Negli anni scorsi ha subito la perdita più devastante, quella d'un figlio, in un incidente stradale che ha sortito un strano iter giudiziario, connotato, ancora una volta, dalle inadempienze di coloro che per primi dovrebbero garantire la legalità. Stefania ha elaborato il proprio dolore in un modo denso, oggettivandolo in una riflessione caparbia, in un confronto serrato, in un esercizio di parola che ritrova il suo cardine appunto nelle cause giuste. Adesso, da noi sollecitata, collabora a "Le inchieste" con una pagina propria.

   

 

11 settembre 2005

Pensavo fosse giustizia e invece era un abbaglio

di Stefania Spadaro

 

Un giorno, un mio carissimo amico ha chiesto la mia opinione sulla giustizia. A me? Proprio a me? Sarebbe come chiedere a un vampiro di descrivere le proprietà e le virtù dell'aglio!
Passando in rassegna ogni occupante di tale diabolico ingranaggio (che mi ha stritolato a puntino) mi verrebbe voglia di abbandonarmi a uno sfrenato, incessante e liberatorio turpiloquio. Ma non cedo: è un piacere che voglio condividere solo con me stessa.
Tuttavia, mettendo da parte il mio caso personale, cosa posso rispondere? Mi rendo conto che sono proprio ignorante in materia. Devo prima "nutrirmi" sull'argomento, per poi ruminare, e, alla fine "rimettere" la mia opinione…
Allora, per prima cosa cerco nel vocabolario il significato del termine.
E' strano, in tanti anni non mi era mai capitato di ricercare questo termine. Forse, pensavo di conoscerne il significato. In effetti, fino a un paio di anni fa, avevo lo stesso concetto di giustizia di coloro che vivono in pace col vicino e con il resto del mondo. Non sapevo neppure a cosa servissero gli avvocati. Poi la sorte, il caso, il destino (o per colpa di un meschino) ha voluto illuminarmi… Ma, con tutta franchezza, avrei preferito mantenere il concetto da povera illusa anziché pagare a caro prezzo il mio disincanto …
Giustizia: è una delle virtù cardinali. Ah! Le virtù cardinali! Se non ricordo male sono quattro: prudenza, temperanza, fortezza, giustizia. Mi chiedo, ma cosa c'entra la giustizia insieme alle altre virtù? Devo necessariamente approfondire! Mi collego ad internet, digito la parola e, di che cosa ti parlano? Di ingiustizia. Mi sono chiesta: come mai se uno vuole conoscere il concetto di qualcosa ti rispondono parlandoti dell'esatto contrario? Giustizia e ingiustizia formano una dicotomia? Se cerco notizie sulla musica, sull'arte …ti rispondono di musica di arte …Ma se chiediamo che cos'è la giustizia ti parlano di ingiustizia.
Ingiustizia? Che cos'è? E' forse imbattersi in un PM che dovrebbe accusare l'indagato e invece accusa la vittima? Significa, forse, aggiungere a ciò un GIP che dovrebbe raccogliere e valutare le prove, sia quelle accusatorie, sia quelle in contraddittorio, e, invece non lo fa? Oppure essere relegati a una condizione di assoluta impotenza di fronte a un magistrato che pur di ricavare bianchezza da ciò che è nero ricava, dalle prove, convinzioni e interpretazioni quanto meno singolari? O, peggio, di interpretazione in interpretazione, arrivare a conclusioni profondamente aberranti e contrastanti con principi e orientamenti fondamentali? E, ancora, ancora…?
Questi cari giudici, con quanta leggerezza assolvono i delinquenti e condannano a morte le vittime di costoro! Eh già! Ci hanno convinto che in Italia la pena di morte sia stata abolita. Non è vero! E' stata affinata la modalità di esecuzione. Niente ghigliottina, impiccagione,… iniezioni letali. No! Troppo veloci, troppo liberatorie. Perché non adottare un subdolo mezzo di tortura chiamato innocentemente ingiustizia? Giusto! Il danno lo procura ma… non si vede! Le ferite sono interne. Il condannato vive male. Trascorre le giornate a rodersi il fegato e aspetta con ansia che succeda qualcosa che lo tiri via da quell'orrido incubo. L'unica cosa che riesce a "soddisfarlo" è rivedere un film di Monicelli, ( uno a caso), che magari porta il titolo di "un borghese piccolo piccolo".
Ma a questo punto mi chiedo: qual è la formazione culturale dei giudici? Nel loro percorso formativo non è previsto un "esame" psichiatrico? Magari, si accorgerebbero che il futuro giudice non ha ancora superato quella fase dello sviluppo caratterizzata dall'egocentrismo o, peggio ancora, dall'egoismo. Queste sono fasi concepibili e assolutamente prive di "spiacevoli" conseguenze nei bambini, ma chi se le trascina fino all'età adulta può nuocere alla società e, un giudice ha il potere di farlo meglio di qualunque altro! Per un giudice le cose sono assai diverse…
Essere egoista significa pensare solo a se stesso e, per un giudice significa pensare solo alla propria carriera e infischiarsene della giustizia.
Basta! Basta così! Mi scoppia la testa! Il mio carlissimo amico non poteva chiedermi qualcos'altro? Era meglio se mi accontentavo della dicitura del vocabolario, anche se… approfondire l'argomento mi è servito, quantomeno, a comprendere perché la giustizia sia stata collocata fra le virtù cardinali.
Prudenza: caspita! Significa parlare di giustizia evitando di beccarsi una denuncia.
Fortezza : significa avere la forza di sopportare e affrontare le ingiustizie.
Temperanza: significa moderazione nel caso in cui hai subito una ingiustizia e avresti voglia di fare un bel carpaccio di carne…umana.
Giustizia?
Però, non era meglio specificare che fra queste quattro virtù una è fittizia e le altre servono a giustificarla?
E Falcone, Borsellino e tanti altri? Perché hanno sacrificato la loro vita in nome della giustizia?
Forse erano troppo giusti per continuare a vivere in questo mondo? (o, forse, servivano a un dio per giudicare qualcuno?) Forse il loro sacrificio non è stato inutile?
No, no, no! Troppo pessimismo! Sono sicura che alla fine sarà sempre la giustizia a trionfare!
Quindi, carica di ottimismo e di speranza, per rilassarmi, andrò a cucinare qualcosa. Ma prima mi soffermo a guardare il tramonto… Che bello! Vedo il cielo rossastro, il sole all'orizzonte che lentamente si inabissa, gli uccelli che volano…
Ma, un momento! Non sono uccelli. Sono (i soliti) asini che volano!!

 

   

5 settembre 2005

Il vademecum della "cosa"
(in caso di lutto a Vittoria)

 

E' per me un dovere civile raccontare come una madre, oltre a subire la perdita del proprio amatissimo figlio, è costretta a subire i comportamenti indecorosi, vili, cattivi e abominevoli da parte di parenti, (pseudo)amici, e conoscenti. Non me ne vogliano i vittoriesi. Io non mi riferisco a tutti. Sono esclusi coloro che rideranno per quanto sto per dire. Sarà un riso amaro, ma, onesto e leale. Mi riferisco a coloro che si indigneranno: si sentiranno tirati in ballo, questo sarà il motivo della loro rabbia. Considerazioni inutili, visto che nessuno si riconoscerà in quanto sto per dire: è umano, troppo umano.
Già la morte di un figlio è di per sé terribile e devastante. Se poi avviene in una città di provincia come Vittoria: è ancora peggio.
La tradizione vuole che per tre giorni casa tua si trasformi in un grande magazzino: c'e chi viene, c'e chi va e…chi ritorna. E, se qualcuno non è legato alla tradizione? Non importa, scatta in automatico! Tanto, chi è distrutto dal dolore non se ne accorge, non può reagire, vede solo davanti a sé una bara bianca. Ecco perché oggi non transigo e non ammetto alcuna giustificazione a certi aberranti comportamenti.
Tuttavia, il mio dovere civile non voglio che si limiti solo a raccontare.
Eh no! Voglio andare a fondo alla cosa : ho deciso di stilare e rendere pubblico il vademecum per l'occasione. Ovviamente i beneficiari di questo vademecum non sono esseri umani.
Non trovo giusto equipararli a nessun animale ( amo troppo gli animali: perché fare loro un torto simile?)
Non possono essere paragonati a feccia, fango, escrementi, in quanto tali cose hanno pur sempre almeno una qualità positiva. Uno sforzo mentale non indifferente! A chi o a che cosa paragonarli? Devo rifarmi al titolo di un famoso film di Carpenter : "la cosa".
La "cosa": un essere vivente che aggredisce animali ed esseri umani. Possiede "solo" le qualità di essere spietata, crudele….e grassa (c'è anche la versione slim). Ma …non voglio dilungarmi troppo. Descrizione in ordine cronologico:
Apprendere la cattiva notizia? E' facile oltre che repentino: quando si tratta di morte, corna, e disgrazie varie il tam tam del gossip procede a una velocità pari (se non superiore) a quella del suono.
1) Precipitarsi a casa del defunto e, se si ambisce spostare l'attenzione su di sé, mostrare subito segni di cedimento fisico (svenimenti ,convulsioni,crisi ipertensive ecc.) In alternativa rifarsi al dramma, melodramma (a seconda delle capacità filodrammatiche interpretative). Tale comportamento può essere adottato dai parenti più intimi ( es. nonna paterna). Conoscenti e (pseudo)amici si possono limitare a fare un accurato censimento ( è giusto pensare anche ai vivi) delle persone presenti e di quelle che via via arrivano.
2) Presentarsi almeno con un proprio simile per poter fare una critica accurata. Criticare lo spettacolo già sul posto appaga la "cosa"allo stesso modo in cui il serial Killer del "silenzio degli innocenti" confezionava il tubino di pelle umana.
3)Procedere, dopo le prime formalità, a passare in rassegna tutti i movimenti e gli spostamenti dei congiunti del morto.
4) Violentare adeguatamente la casa in tutti i propri aspetti (pratici, intimi..) Nel caso in cui a una spettatrice non interessa lo "spettacolo", bensì l'ampiezza della casa, una zia potrebbe improvvisarsi, nelle vesti (decisamente extralarge!) di cicerone, per una visita guidata dell'appartamento.
Capitolo sostentamento:
Quando attraverso le lacrime si perdono liquidi e minerali è necessario reintegrarli con una buona colazione. Non importa se la disgrazia è avvenuta solo qualche ora prima: si può sempre ricorrere alla scusa dei bambini o di una pillola da ingerire (necessariamente a stomaco pieno) magari con il cornetto preso a scrocco nella pasticceria sotto casa.
5) Scrutare in modo capillare l'occupante della bara in modo da trovarsi "preparatissimi" alle interrogazioni dei propri simili. In assenza di mutilazioni sfergi o quant'altro può essere utile: inventatevele.
Capitolo funerale: il tripudio
Vista l'ampiezza dell'argomento è meglio "snocciolare" i punti fondamentali, o, quantomeno, quelli più significativi.
Mi rimbomba in testa una frase: " dove c'e dolore c'e festa". Che vuol dire? Riflettendo meglio, so cosa vuol dire. Per la"cosa" significa dare il meglio di sé e mettere in atto l'epilogo del vademecum.
6) Non perdere per nessuna cosa al mondo un tale interessante spettacolo doloroso.
7) Non rimanere nell'anonimato fra centinaia di persone e, magari, tentare (invano) di prendere sottobraccio la madre.
8) Nel caso in cui sono presenti rappresentanze di carabinieri, polizia, ecc. non lasciare trapelare la vostra smania di protagonismo e di gaudio, ripetendo a viva voce "E cu siemmu nuddu?" ( trad: Caspita! Come siamo importanti…) la madre potrebbe inorridirsi….e, magari, punirvi rendendo pubblico il vostro vademecum!
Ma, ahimè, io conosco le "cose"di Vittoria, e so che anche nella punizione troveranno i presupposti per … "farmi una grande festa"!

 

   

29 agosto 2005

Lettera aperta

 

Antefatto della seguente lettera di Stefania Spadaro, risalente al 2004, è l'incidente mortale verificatosi la sera del 2 agosto 2003, nel quale ha trovato la morte il figlio Francesco, mentre percorreva una strada del Vittoriese con uno scooter Booster: investitore un giovane di Acate, R.S., il quale, a dispetto delle effettive responsabilità, ampiamente accertabili, ha potuto fruire di benefici non indifferenti, risoltisi infine in una condanna soltanto virtuale.

 

Due sono le parole che la maggior parte dei siciliani temono: denunciare e testimoniare. Io sono siciliana e non solo non temo tali verbi, ma anzi ho la profonda convinzione che per mettere in atto le due cose non è necessario avere coraggio ma basta avere la consapevolezza di appartenere al genere umano: basta essere uomini. Voglio testimoniare il dolore dilaniante di una madre a cui qualcuno ha impunemente tolto il diritto di vedere il proprio figlio crescere e diventare uomo. Voglio testimoniare e denunciare il terrorismo psicologico a me perpetrato per nove mesi imponendomi di credere che mio figlio è morto a causa della sua incoscienza. Voglio denunciare tutti coloro che hanno sottomesso le proprie coscienze ai propri interessi. Voglio denunciare tutti coloro che, rivestendo il ruolo di spettatori partecipi, non hanno fatto altro che nutrire le proprie curiosità e morbosità su una circostanza ben presto dimenticata. Non ho parole ma insulti e maledizioni per tutti coloro che sono stati strumenti e collaboratori di inesattezze e incompetenze. Ricorderò sempre i giusti e coloro che hanno agito secondo coscienza e spirito di umanità. Provo solo disprezzo per quanti fra colleghi, parenti e pseudoamici hanno approfittato della mia impotenza e fragilità per dire e fare cose che oggi non avrei mai permesso. Denunciare tutto ciò significa fare un atto di verità sperando che vicende di questo tipo non debbano più manifestarsi fra gli uomini. Ai figli di coloro che mi sono stati vicini posso solo dire: "siate orgogliosi dei vostri genitori". Viceversa ad altri figli non posso che dire:" commiserate i vostri padri e le vostre madri e guardateli con vergogna". Questo è il prezzo che dovranno pagare per le loro azioni. A quanti mi dicono che gli è mancato il coraggio per affrontare il mio dolore io rispondo che gli è mancato semplicemente il cuore. Non ci vuole coraggio per consolare una madre addolorata ma volontà di donare. È inaccettabile e imperdonabile vivere la perdita incolmabile ed innaturale di un figlio con dignità e pudore contravvenendo alle "ferree regole" della spettacolarizzazione e strumentalizzazione del dolore. La peggiore falsificazione è stata quella di infangare la memoria e la personalità di un ragazzo che non può più difendersi dalle illazioni dilaganti e dai giudizi gratuiti. Vergogna, vergogna, vergogna: questa e la storia dell'uomo. Che la verità resti indelebile nelle coscienze.

 

   

25 agosto 2005

Sono felice!

 

Sono felice di vivere in un angolino del mondo dove tutti siamo felici perché la civiltà, la bontà, l'altruismo, il rispetto, il senso civico e il senso del dovere ci sovrastano. Qui non esiste la violenza, il razzismo, la corruzione, la pedofilia … la mafia. Qui tutti i mali del mondo non esistono! Mi rammarico quando apprendo che in tutto il resto del mondo succedono fatti gravi e raccapriccianti. Quanti casi di violenza e di abuso in seno alle famiglie di tutto il mondo! Invece qui violenze e abusi anche se accadono, grazie al senso del pudore, non emergono: chi sa tace per rispetto della privacy familiare. Non è omertà: è altruismo. Quei pochi casi denunciati hanno come protagonisti gli extracomunitari, gente diversa da noi e poco riconoscente a tutto il bene che vogliamo loro.Li raccattiamo nelle spiagge, li sfamiamo e, come se ciò non bastasse, li raduniamo in quelle "oasi di felicità" (volgarmente chiamate comunità) da dove qualcuno di loro (irriconoscente!) non capisco per quali motivi, preferisce scappare. Il razzismo? Qui non esiste! Anche se "qualcuno" di noi, premettendo di non essere razzista, sostiene con estrema convinzione che la caratteristica della pelle scura è quella di emanare cattivo odore, non vuol dire che è razzista : è semplicemente illuminato di una verità che, chissà per quali fini, viene spesso ignorata. Qui la corruzione non esiste! Non ci serve! Qui gli stipendi si moltiplicano da sé allo stesso modo con cui qualcuno, all'occorrenza, moltiplicava il pane e i pesci. Un esempio? Con lo stipendio di un appartenente alle forze dell'ordine ci si può permettere una casa principesca in città, una villa al mare ... una macchina di lusso (tutto tranne il chirurgo plastico). Qualche malelingua dice che basta un compenso per "ritoccare" o per ottenere qualcosa. Sono solo illazioni! E poi, non capisco perché lo Stato si deve intromettere (per fortuna qui non accade) se la malerba ringrazia l'artefice che riesce a farla diventare grano. E che dire della pedofilia? Qualcuno ha mai denunciato un caso del genere? E' mai stato condannato qualcuno? Allora, se due più due fa quattro, vuol dire che qui non esiste! Quanto alla mafia, posso affermare che è stata sconfitta (e intanto sudo!). Può fare eccezione la giustizia ? E' tutto un blaterare continuo nel resto del mondo. Noi, nel nostro angolino (targato RG) siamo fortunati! Perfino in Turchia viene condannato ingiustamente il lupo che divora l'agnello. Per fortuna i nostri Giudici vedono a fondo la cosa e hanno il coraggio di condannare l'agnello perché ha la colpa di avere la carne tenera e buona …
Per questi motivi e per tanti altri, ma soprattutto per uno in particolare: SONO FELICE!
Solo un dubbio mi assale: finirà mai questa mia felicità?

 

   

Un vergognoso primato

 

E' stata scoperta (oserei dire come la scoperta dell'america) una associazione per delinquere finalizzata al turismo sessuale e allo sfruttamento della prostituzione minorile. Fin qui niente di nuovo, abituati ormai come siamo a questo abominevole fenomeno che è emerso negli ultimi decenni. La novità non solo consiste nel fatto che il turismo sessuale si sposta o, per meglio dire "emigra" là dove la preda è più a buon mercato, ma che le bestie migranti siano per lo più italiani. A Fortalesa , in Brasile erano 1000 i turisti sessuali che l'organizzazione riusciva a portare ogni anno, ma, il dato sorprendente e triste è che l'83% di questi sono italiani. Gli italiani: popolo di santi, poeti e navigatori e purtroppo oggi dobbiamo aggiungere anche di pedofili. Che triste involuzione ha subito il nostro paese! Noi italiani famosi in tutto il mondo per Dante, Leonardo, Michelangelo e tanti altri che fra uomini e donne hanno primeggiato nel mondo ognuno nel proprio ambito per il loro valore. Persino chi ha inventato la pizza era italiano! E oggi quale sarebbe il nostro primato? Purtroppo, anche se inaccettabile,triste e vergognoso la verità è che siamo un popolo di pedofili. I pedofili: bestie migranti, assolutamente non paragonabili a certi animali che incarnano, malgrado loro, taluni aberranti vizi umani, quali, porci, sciacalli, mandrilli… in quanto hanno dignità, sensibilità, intelligenza e, oserei dire "umanità "da vendere. In effetti il termine bestia anche nel senso più spregiativo è troppo benevolo per questa categoria di uomini per cui è convenevole adoperare il classico termine fiabesco che si usa per etichettare i pedofili: orchi. Una volta gli orchi erano personaggi che i bambini incontravano nelle fiabe. Adesso i bambini li incontrano nei giardini, al mare, vicino casa, addirittura dentro casa. Fortunatamente la maggior parte dei bambini è tutelata dai propri genitori, dalla società, dallo stato. Ma i bambini di Fortalesa non hanno la stessa fortuna dei bambini europei. Vivono in un contesto di ignoranza, miseria,abbandono… E dove esistono questi ingredienti sociali… ecco che spuntano gli orchi! Altro che diritto alla felicità! Questo è un privilegio dei bambini europei. Le " meninas" di Fortalesa ringraziano pure gli orchi " made in italy", quando, malgrado la concorrenza che esiste tra loro per conquistare lo straniero, vengono prescelte a discapito di altre. A Fortalesa un viaggetto organizzato a "puntino" viene a costare meno di un soggiorno nella riviera romagnola. Tutto è compreso nel prezzo e, una ragazzina, chiamata in gergo "pasta al sugo" viene a costare effettivamente quanto una pasta al sugo al ristorante. Certo, un povero orco-impiegato deve rinunciare a qualcosa durante l'anno, magari fa sacrificare qualcosa alla moglie e ai figli ma… ne vale la pena: alla fine i sacrifici vengono ripagati con una bella "abbuffata" di pasta al sugo! Sicuramente hanno delle mogli attente e presenti nella loro vita visto che per i loro viaggetti inventano delle scuse anche banali. Una devianza come la pedofilia non può passare inosservata a una moglie… normale. Tale devianza viene generalmente "nutrita "da materiale pedopornografico e da una "particolare" propensione ad "amare" molto i bambini…. Ma, a parte le mogli, lo stato italiano che cosa fa o ha intenzione di fare per arginare questo vergognoso fenomeno? Indagini e controlli possono bastare? Non sarebbe il caso (forse!) fare campagne di sensibilizzazione al reale problema anziché portare avanti la ridicola campagna delle inutili adozioni a distanza? Cosa significa adottare un bambino a distanza? Non significa forse mettere la coscienza a posto mandando un assegno e lavarsene le mani per tutto il resto dell'anno?Forse sarebbe più appropriato definire questa iniziativa "pathos a distanza". Personalmente non credo agli asini che volano. Se tutti gli assegni, che a livello mondiale vengono spediti, arrivassero a questi bambini, costoro starebbero meglio dei nostri figli . Mi sembra dolorosamente paradossale la giustificazione che gli esperti danno a questa iniziativa. " Non è giusto strappare i bambini dal loro contesto" ma, forse, non è questa la migliore soluzione? Che cosa se ne farebbe una bambina di Fortalesa di un assegno? Mi assale il dubbio che una bambina dall'infanzia violata anziché usare quei soldi per comprare una bambola, un libro o quant'altro una bambina può desiderare, troverebbe un espediente per comprare una audace lingerie da usare quando si prostituisce. Lo stesso concetto è applicabile per quei bambini che sono rimasti orfani a causa dello tsunami (anche lì i pedofili non sono mancati all'appello!). Può bastare un assegno per colmare il bisogno di affetto, calore, coccole….protezione? Credo proprio di no. In questi giorni, fra le notizie dolorose e raccapriccianti provenienti dall'indonesia una in particolare mi ha colpito: una tartaruga centenaria ha "adottato" un piccolo di ippopotamo. E' proprio il caso di dire che ancora una volta gli animali ci danno lezioni di vita e di umanità! Fortalesa è solo la punta di un iceberg .Là dove esiste miseria, ignoranza , corruzione…. c'è abuso e sfruttamento e, nel mondo, ci sono state, ci sono e ci saranno tante Fortalesa.

 

   

Che bufala!

 

Finalmente ora ho capito!
Per avere un po' di attenzione si deve mentire, meglio se spudoratamente! E' questa la conclusione a cui sono arrivata dopo aver visto su raitre uno speciale dedicato alla crisi agricola del vittoriose. Quella povera famiglia ******* costretta a lasciare i piaceri della loro casa al mare per fare quelle riprese patetiche. Quella pasta con olio che la bambina tentava di mangiare ma che non l'avrebbero mangiata neppure i cani di quella famiglia, abituati come sono, a mangiare avanzi succulenti. Ma fra tutta quella miseria stonava il capello fresco di tinta della signora! E poi, con quale coraggio mi parlano di "fame" persone che inquadrate da tergo mostravano opulenti deretani? Sono "morti di fame"si, ma in senso lato! Con quanta dignità e pudore truffano lo stato. Sono proprietari di aziende e fanno il giochetto sporco che si chiama "fregare la disoccupazione". Le modalità di questo gioco sono le seguenti. In queste famiglie il proprietario, il "padrone" è uno solo: gli altri componenti della famiglia sono tutti suoi dipendenti e per lo più dipendenti disoccupati. Poi, in seguito alle loro richieste ogni anno vincono qualcosa!!! Per partecipare a questo gioco è necessario avere una buona dose di sfacciataggine e di "accattonaggio genetico". Se potessero farebbero risultare disoccupati anche i loro cani da guardia, che in verità sono disoccupati visto che nessuno della categoria dei produttori fa un torto all'altro!Ma questo è niente! Sono esenti da tutto. Percepiscono contributi se grandina, se arriva una tromba d'aria, se piove poco o se piove troppo , se fa troppo freddo o,viceversa, se fa troppo caldo…. Sono esenti dal ticket sanitario, pagano in minima parte le tasse comunali, l'affitto e, con le opportune richieste, i libri scolastici e gli occhiali sono gratis. A questo punto mi chiedo, come mai Aiello non ha lanciato questo appello :" Italiani, non mandate contributi alle vittime dello tsunami :mandateli a questi morti di fame! " La crisi c'è, è vero, ma non in questi termini e, soprattutto, se c'è coinvolge tutti i settori. Se volete un po' di verità sulla crisi agricola parlate con il sindaco Crocetta l'unico che ha osato pronunciare la parola chiave di tutto il problema, l'unico che ha osato nominare gli innominabili: i posteggianti. Definizione personale di posteggiante: individuo malavitoso, lobotomizzato, assolutamente privo di qualità morali e dedito a truffare sistematicamente i produttori e lo stato. Fra gli indigenti di Acate (per i quali l'amministrazione ha stanziato 12000 euro) figura anche la famiglia dell'assassino di mio figlio. Una "strana" indigenza visto che sono proprietari di un box al mercato ortofrutticolo e di svariati mobili e immobili. Eppure il capofamiglia percepisce l'assegno della disoccupazione! E' proprio il caso di dire " zucchero non guasta mai bevanda" Se da una parte c'è la categoria dei produttori che non si vuole rassegnare all'idea di non poter più scialacquare nei lussi ( se la fam. ***** è indebitata, perché non vende le maniglie d'oro delle proprie porte?) dall'altra c'è quella dei posteggianti che minimamente vengono intaccati dalla crisi, anzi ci speculano. Liberi dai controlli fiscali, e da qualsiasi altro opportuno controllo da parte delle forze dell'ordine - che in realtà vanno a visitarli ma, evidentemente, per altri motivi sicuramente importanti (essere vegetariani non è un buon motivo?) - operano e agiscono in tutta tranquillità... Denunciare le loro truffe fiscali? Non serve a niente anzi,…è controproducente.
Stamattina leggendo il giornale una notizia mi ha incuriosito: furto avvenuto al mercato ortofrutticolo. Subito mi sono posta alcune domande. Come è possibile introdursi in un luogo sorvegliato da vigilantes e presidiato dai vigili urbani? Ammesso che qualcuno si può introdurre come può agire indisturbato? Come mai il camion era provvidenzialmente munito di chiavi inserite nel cruscotto? Perché lo stesso quantitativo di merce viene pagato ai produttori qualche centinaio di euro, ma se viene rubato vale 30000 euro? Meno male che la merce era assicurata! Meno male che i ladri hanno avuto paura e hanno abbandonato il camion la mattina stessa! Meno male che esistono gli asini che volano!


   

Vivere e morire a ….Vittoria

Il nome della mia città è palesemente indicativo:Vittoria
Potrebbe quasi suscitare commozione. Invece a me suscita sgomento. Perché ?
Per la sua collocazione geografica. Per il semplice fatto che si trova in Sicilia, e, nella mia terra , la parola vittoria si associa agli aspetti sociali più infimi …Vittoria della mafia, vittoria dell'omertà, vittoria dell'indifferenza, vittoria della povertà di valori. Io sono nata e cresciuta a Vittoria e…qui le cose non sono mai cambiate. Si sono camuffate attraverso una leggera infarinatura di legalità. Hanno subito un processo di modernizzazione e, dall'opulenta ostentazione siamo passati a una versione più sottile e sfuggente .
La mafia e l'omertà non si manifestano come una volta: si respirano… aleggiano nell'aria. Mafia e omertà mi richiamano l'insoluto dilemma dell'uovo e della gallina: è nata prima la mafia o l'omertà? Che pessima idea ho avuto oggi! Ma… le pessime idee…a me piacciono tanto!
Mi piace, (ed è sempre utile) anche semplificare le cose ,usando le associazioni e le similitudini, quindi, oserei dire che l'omertà sta alla mafia come il cacio sui maccheroni. Potrebbe mai esistere la mafia se non esistessero i "quacquaraquà"?
Singolare questo appellativo! È senza dubbio un termine onomatopeico, sembra il verso della papera e….in fatto di versi, noi siciliani, siamo unici! Mi viene in mente la classica scena di una persona omertosa mentre annaspa nella codardia. L'omertoso, mentre lo fa, balbetta, suda, getta lo sguardo fisso a terra oppure cerca un altro punto da fissare… per concentrarsi meglio. Le risposte che dà sono sempre uguali : non so, non ricordo… E anche se gli chiedi " Ma tu, sei un uomo ?" La risposta è sempre la stessa : non so… non ricordo. E che dire della mimica facciale e dei corrispettivi versi ! Tanti maahh, beehh, uuuhmm, eeehmm: sono i sintomi spia da incontinenza omertosa. Provate a chiedere qualcosa a un gruppo di omertosi! Avrete l'impressione di stare in una stalla di mucche, pecore… e altri animali .
Purtroppo gli individui omertosi formano la collettività ,la società e, non si rendono conto di essere un mezzo per rendere sicura la prepotenza e la prevaricazione e, che fanno pagare ad altri il prezzo della loro inutilità. Tuttavia, a Vittoria gli omertosi sono comprensivi… direi generosi. Qui, un "pallone gonfiato" (e non solo in senso metaforico) riesce, grazie all'omertà travestita da cameratismo, ad essere insignito di una bella patacca (ovviamente il senso è esclusivamente metaforico). Certo, il pallone gonfiato non riesce ad immaginare le risate di tutti i Vittoriesi ( e, sono tanti!) che sanno la verità e, che, quando si congratulano con lui, lo deridono.
Quanti bei travestimenti può adottare l'omertà! Quella dei vicini di casa si traveste in rispetto della privacy. Quella delle caserme in cameratismo. Quella dei magistrati in ambizione alla carriera. Allora può succedere che, in caso di incidente mortale, la gente comune non si vuole intromettere nella questione privata delle famiglie coinvolte, in caserma fanno cerchio al collega " birbantello" e, i poveri magistrati, se non vogliono complicarsi la vita , gliene dobbiamo fare una colpa?
Succedono tante cose strane a Vittoria. A volte, anche dei miracoli. Per esempio, oggi Vittoria si è svegliata…
Tira una insolita aria di…denuncia. Qualcuno ha "infestato" la città di manifesti - denuncia. Ne ho letto uno, dice:" INFERMIERI Lo stipendio non vi basta? Fate come alcuni vostri colleghi dell'ospedale Guzzardi di Vittoria: moltiplicatelo con le MAZZETTE del Caro Estinto. Basta una telefonata, che ce vo'! ". No, non ci posso credere! Chi può essere stato l'autore? Un infermiere invidioso del collega che intasca le "mazzette" e, a dispetto suo scialacqua nei lussi? I titolari delle agenzie funebri che si rifiutano di pagare le mazzette? Oppure, il parente di qualcuno ricoverato all'ospedale temendo che, il proprio Caro, diventi improvvisamente "Estinto"?
Finalmente! Era ora che qualcuno rompesse il muro dell'omertà! Adesso, chi di competenza farà le indagini necessarie per porre fine a questo triste fenomeno; i giornali e le emittenti private daranno il giusto risalto alla notizia… Ma… Asini, dove siete?
Non vedo volare nessun asino. Non vedo più i manifesti- denuncia: sono spariti in un nanosecondo. Beh! Allora vuol dire che come al solito nessuno indagherà, nessuno se ne occuperà… non succederà un bel nulla.
Come al solito sarà un'altra Vittoria… sì, dell'omertà!

   


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