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25 febbraio 2005 Si va alla costituzione di un comitato per la riapertura dell'istruttoria sul delitto Tumino. E' il primo passo perché si faccia giustizia e piena luce sulla vicenda, che causò l'assassinio, ancora non del tutto chiarito, del giornalista de L'Ora Giovanni Spampinato.
Sabato 19 febbraio, per iniziativa della Società dei Libertari si è discusso a Ragusa, presso il Centro Servizi Culturali, del caso Spampinato. L'interrogativo che hanno posto gli organizzatori era il seguente: "Giovanni Spampinato si sarebbe potuto salvare se al tribunale di Ragusa avessero svolto delle serie indagini su Roberto Campria?". E la risposta sicuramente è stata data. Si è sviluppato infatti un ampio dibattito, in cui, sulla scorta di dati oggettivi e documenti, sono state evidenziate le responsabilità gravissime dei magistrati e degli investigatori che condussero l'istruttoria del delitto Tumino, su cui il giornalista indagava, e in conseguenza del quale venne ucciso. In sostanza, si è preso atto che esistono gli elementi perché l'inchiesta venga riaperta ufficialmente. Ma non ci si è fermati alla denunzia. Su proposta del direttore di "Sicilia libertaria", Pippo Gurrieri, è stata decisa infatti la costituzione di un comitato per reclamare la riapertura in tempi brevi dell'istruttoria. Entro marzo verrà indetta quindi la prima riunione, volta a stabilire il calendario operativo.
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