29 dicembre 2002

Parco Mistico di Segesta

Cristaldi perde il pelo, ma non il vizio

Parco Mistico di Segesta, storia di ordinaria arroganza del potere, di uso spregiudicato di personaggi simbolo della cristianità, in disprezzo della storia e della sacralità dei luoghi, di piccoli interessi di bottega paesana, infine storia di un Assessore regionale che fa finta di mediare tra culture e logiche inconciliabili. In un primo tempo si trattava di tre statue di Padre Pio, di Maria Teresa di Calcutta e dell'attuale Papa da collocare su un costone roccioso che domina la valle della Fusa e il corso del fiume Kaggera, di fronte ai resti del santuario arcaico di Mango (VI-V sec.a.c.), in una zona adiacente al parco archeologico di Segesta, in un contesto di natura incontaminata, dove anche le pietre trasudano religiosità, sacralità e storia millenaria, che ha visto susseguirsi antiche civiltà, da quella elima, a quella greca, a quella arabo-normanna. Oltre alle tre statue il progetto iniziale dell'Amministrazione di Calatafimi prevedeva sotto il costone roccioso la realizzazione di una scalinata e di uno spiazzale che era collegato tramite una strada ad un terminal (parcheggio) nelle vicinanze della strada statale 113; la strada doveva attraversare con dei ponti il fiume Kaggera e costeggiarlo.

Il sindaco di Calatafimi, l'on. Cristaldi aveva fatto ferro e fuoco in difesa dei tre faccioni: aveva minacciato denunce contro gli "imbecilli" ambientalisti che coprivano interessi mafiosi e che combattevano contro un'ipotesi di sviluppo di turismo religioso; e poi, bisognava registrare una scelta di civiltà: è o non è il Mediterraneo un mare cristiano? Con queste e con altre argomentazioni si voleva difendere un progetto di cultura americaneggiante, di una disneyland religiosa in terra di Sicilia, in cui la religione veniva piegata a fini speculativi, mercificata e strumentalizzata, in nome di un ipotetico sviluppo, tutto da dimostrare.

Ma la lucida testardaggine di pochi ambientalisti, diventati poi molti, un tam tam mediatico con migliaia di e-mail di protesta, arrivate da tutto il mondo agli uffici della Sovrintendenza di Trapani, ben 10.000 firme raccolte contro il progetto, una manifestazione ai primi di giugno a Segesta, organizzata dal coordinamento contro il Parco Mistico, con migliaia di partecipanti e poi le campagne stampa e la mobilitazione delle associazioni ambientaliste, di diversi intellettuali e di tanti cittadini comuni, hanno fatto fallire il progetto.

Messa in quel modo era un'operazione impresentabile, goffa, rozza e provinciale, alla quale potevano credere solo alcuni cittadini di Calatafimi-Segesta, paese amministrato dal baffuto on. Cristaldi e poi, s'era fatto troppo rumore!

C'era infine il fondato sospetto che il progetto, in maniera non troppo celata, volesse soddisfare interessi di qualche Assessore della Giunta Cristaldi: erano già pronte per essere vendute le icone con le tre statue e venivano avviate le procedure burocratiche per realizzare strutture alberghiere, mentre venivano deliberati dalla giunta comunale cambi di destinazione d'uso di strutture industriali.

Mentre Cristaldi minacciava denunce, Rifondazione Comunista, nei mesi scorsi, sporgeva denuncia alla magistratura di Trapani.

Ad Agosto l'iniziativa veniva stoppata dall'Assessore regionale Fabio Granata, che non poteva seguire il suo compagno di partito Cristaldi, in quell'operazione che risultava indifendibile a livello palermitano: le tre statue con i faccioni dovevano sparire, erano troppo pacchiane, per l'Assessore che si è costruito l'immagine di politico sensibile alla difesa dei beni culturali!

Sembrava che gli ambientalisti avessero vinto la battaglia, ma non era così!

Cristaldi è tornato alla carica: eliminate le immagini ha ripresentato quello che inizialmente era uno stralcio del primo progetto, come un progetto ex novo, lasciando inalterata la previsione della strada e del terminal; la strada viene giustificata come collegamento tra la statale e il santuario di Mango, il terminal come parcheggio, per eliminare quello attualmente esistente dentro l'area sottostante al tempio, resta inalterata però la previsione di strutture alberghiere, alcune delle quali, come sottolineato in un comunicato del coordinamento contro il Parco Mistico, "appartenenti di fatto, se non di nome, a membri della stessa giunta municipale di Calatafimi.

Ma le bugie hanno le gambe corte: l'esigenza di eliminare il parcheggio interno sotto il tempio, che è giusta, potrebbe essere soddisfatta da un parcheggio vicino allo svincolo dell'autostrada, come previsto dal P.R.G. di Calatafimi, mentre per andare al Santuario di Mango, ci sono addirittura ben due strade, una all'interno del parco archeologico, che costeggia la rete di recinzione, l'altra appena fuori l'area del Parco, che è stata attraversata dalla manifestazione ai primi di Giugno.

L'area in oggetto è poi soggetta ad una serie di vincoli di diverso tipo: forestale, idrogeologico, paesaggistico, archeologico, mentre la zona circostante il fiume Kaggera è destinata dal Piano Regolatore di Calatafimi a Parco Fluviale.

Rispetto a questo nuovo progetto la Sovrintendenza di Trapani si mostra possibilista, dando un assenso di massima e rimangiandosi quanto affermato in un suo precedente documento del 5 Giugno, in cui la strada veniva definita "una violenza sulla storia e sul paesaggio, ancora dotato di forte naturalità, del tutto improponibile."

Lo stesso Assessore Granata, in un recente incontro a Palermo, si è dichiarato sostanzialmente favorevole, accusando gli ambientalisti di massimalismo, perché non si contentano di vincere, ma vogliono stravincere e rimandando il tutto ad un tavolo di confronto tra Comune di Calatafimi, Sovrintendenza di Trapani e Comitato contro il Parco Mistico, che doveva realizzarsi entro Natale, ma che ancora è di là da venire.

Ma non pare ci sia alcuna possibilità di mediazione tra due posizioni e due logiche inconciliabili: gli ambientalisti ritengono che il progetto sia del tutto inutile ed abbia solo fini speculativi; inoltre arrecherà, se realizzato un danno all'Erario, per cui minacciano di rivolgersi alla Corte dei Conti; ma quello che è più importante, si realizzerebbe in una zona che illustri studiosi, come il professore Mertens, direttore dell'Istituto germanico di Archeologia di Roma, ritengono di grande interesse per la sua importanza archeologica, non ancora studiata, e su cui non si deve intervenire perché si rischierebbe di eliminare tracce di antichi insediamenti anche elimi; invece andrebbero finanziati nuovi scavi archeologici, valorizzato e salvaguardato l'esistente, piuttosto che pensare a sedicenti ipotesi di sviluppo con interventi che avrebbero un impatto negativo sui luoghi. Evidentemente, non c'è alcuna possibilità di mediazione con le logiche di chi detiene le redini del potere, le cui coordinate culturali sono del tutto opposte. Quand'anche la strada fosse di 1000 metri, invece di 1700, ovviamente non cambierebbe niente, nella sostanza!

Gino Scasso

scassogino@tiscalinet.it

N.B. Chi volesse inviare e-mail di protesta può indirizzarle ai seguenti indirizzi: liberasegesta@libero.it che è l'indirizzo del coordinamento contro il Parco Mistico; soprintp@tin.it e fgranata@ars.sicilia.it , che sono rispettivamente l'indirizzo della sovrintendenza di Trapani e quello dell'Assessore regionale ai beni culturali Fabio Granata.

 

 

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