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Lo scelbismo e il banditismo in Sicilia Cronologia a cura di Carlo Ruta |
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1944 Decreto del ministro Fausto Gullo, che consente ai contadini, associati in cooperative, di entrare in possesso dei terreni mal coltivati e incolti. Verrà integrato due anni dopo dal decreto Segni. 1946 Il principe Alliata di Montereale sostiene finanziariamente le attività del separatismo siciliano. James Angleton, dal '43 coordinatore per l'OSS dell'"operazione Italia", e direttore della SSU, stabilisce contatti con gruppi terroristici di estrazione monarchica e fascista, in funzione "antibolscevica". A contatto con lui sono altri agenti americani: Frank Bruno Gigliotti, Offie Carmel, Brennan Earl, Henry Tasca. Aprile. Ha termine in Sicilia la guerriglia dei separatisti. Dall'amnistia che segue viene tuttavia esclusa la banda Giuliano. 1947 Gennaio. Viaggio di Alcide De Gasperi negli Stati Uniti. Al centro dei colloqui, come era stato già anticipato da un documento americano del novembre '96, i modi e i tempi della ricostruzione e l'esclusione delle sinistre dal governo. 2 febbraio. Viene costituito il terzo governo a guida di De Gasperi. Il siciliano Mario Scelba, prossimo a Luigi Sturzo e pure lui originario di Caltagirone, viene nominato per la prima volta ministro dell'Interno. 12 marzo. Nasce ufficialmente la dottrina Truman, con cui gli Stati Uniti d'America dichiarano di opporsi fermamente, in qualsiasi area del mondo, e in special modo in Europa, a ogni ulteriore espansione dell'influenza sovietica. 20-21 aprile. Si svolgono in Sicilia le prime elezioni per la costituzione dell'assemblea regionale. Il Blocco del popolo (comunisti e socialisti insieme) consegue uno strepitoso successo, con 567 mila voti, corri-spondenti al 29,13 per cento. Al secondo posto è il partito democristiano con 399 mila voti, e la percentuale del 20,52 per cento. 27 aprile. Secondo varie dichiarazioni nel periodo 1948-51 (Genovese, Terranova, Sciortino, Pisciotta e altri) nella mattinata di tale giorno Giuliano avrebbe ricevuto, latore Sciortino, una lettera con la quali gli si ordinava di sparare a Portella "sui comunisti". Presenti Fra Diavolo, informatore dell'ispettore Messana, e i fratelli Pianelli, informatori del comando carabinieri di Palermo). 1 maggio. Il segretario di Stato George Marshall invia all'ambasciatore a Roma, James Dunn, un messaggio, che verrà conosciuto nei primi anni Settanta, in cui si dice fra l'altro: "Il Dipartimento di Stato è profondamente preoccupato dal deterioramento delle condizioni politiche ed economiche italiane, che evidentemente stanno conducendo a un ulteriore aumento della forza comunista […]. Il Dipartimento desidererebbe quindi avere al più presto una vostra valutazione delle conseguenze che sul futuro dell'Italia, in particolare in vista delle elezioni dell'ottobre prossimo, possono avere alcuni inquietanti avvenimenti recenti…". 1 maggio. Strage a Portella della Ginestra con 12 morti e 27 feriti. Di primo acchito si pensa a un delitto di mafia. L'ispettore di pubblica sicurezza Ettore Messana, responsabile della lotta al banditismo, è comunque l'unico a mostrare, sin da subito, una perfetta cognizione dell'accaduto: "per me è tutta opera di Giuliano e della sua banda" si lascia scappare in prefettura, davanti all'onorevole Girolamo Li Causi. E nel pomeriggio trasmette un rapporto, del medesimo tenore, al ministro dell'Interno. 2 maggio. Tumultuosa seduta della Costituente. A commemorare i morti dell'eccidio è il democristiano Bernardo Mattarella. Accuse di Girolamo Li Causi all'ispettore di ps Ettore Messana, coordinatore della lotta al banditismo. Critiche al capo del Viminale, Mario Scelba. Replica secca del ministro: "Questo non è un delitto politico". 7 maggio. Il maggiore americano Michael Stern s'incontra con Giuliano, ufficialmente per un reportage, su incarico di una nota rivista degli USA, in realtà, come si evince da una lettera di Giuliano ritrovata anni dopo, per trattare di armi. 13 maggio. Viene provocata la crisi di governo con l'intento di estromettere i comunisti e i socialisti. Nel giro di pochi mesi, per volontà dell'Ammini-strazione USA, i comunisti verranno esclusi da tutti i governi dell'Europa occidentale. 31 maggio. Viene costituito il quarto governo De Gasperi, sorretto da democristiani, repubblicani e liberali. Al Viminale resta Mario Scelba, che fa presto a farsi fama di duro e decisionista: costituisce la celere, corpo d'élite della ps, dotandola di armamenti sofisticati, e la impiega nelle piazze, con esiti dram-matici. In tutta la penisola dal gennaio 1948 al luglio 1950 verranno uccisi, nel corso di scioperi e dimostrazioni, 62 lavoratori, 3.123 saranno feriti, e sa-ranno comminate 91.313 condanne. 22 Giugno. Nella notte vengono assaltate le sezioni comuniste di Carini, Partinico, Borgetto, San Giuseppe Jato, Monreale e Cinisi. Bilancio, due morti e diverse decine di feriti. Vengono lasciati manifestini a firma di Giuliano. 27 giugno. In un'imboscata dei carabinieri presso Alcamo vengono uccisi quattro banditi, fra cui Giuseppe e Fedele Pianello, della banda Giuliano, e confidenti del comando CC di Palermo. I due, informatori dei carabinieri, erano in qualche modo a conoscenza dei segreti di Portella. Poche ore dopo viene ucciso, presso la caserma di Alcamo, l'unico superstite: Salvatore Ferreri, informatore dell'ispettore Ettore Messana, presente anche lui all'eccidio del primo maggio. 29 giugno. Il governo De Gasperi sigla l'adesione al "piano Marshall" (European Recovery Program), che prevede cospicui aiuti economici all'Italia per la ricostruzione. 15 luglio. Alla Costituente Girolamo Li Causi mette nuovamente sotto accusa l'ispettore di PS, prendendo spunto dai rapporti che costui aveva stabilito con il Ferreri, autore di una lunga serie di omicidi. Così conclude: "Si ha la precisa sensazione che il banditismo politico in Sicilia sia diretto proprio dal-l'ispettore Messana". Pochi giorni dopo l'alto funzionario di polizia viene rimosso dall'incarico. A sostituirlo vengono chiamati via via altri ispettori: Coglitore, Modica, Spanò. E tutti lasceranno nel giro di qualche mese. Alla fine resta Ciro Verdiani, già agente dell'OVRA. 30 agosto. Il ministro dell'Interno Mario Scelba comunica che sono state rinvenute prove certe sulla paternità di Giuliano della strage del 1° maggio. Ottobre. Sul periodico "La Voce della Sicilia", Li Causi scrive: "Ma allora non è pienamente giustificata la esigenza che erompe dall'opinione pubblica, dall'animo della gente e dalla mente di ogni onesto cittadino, che non bisognerebbe fermarsi a Giuliano, ma risalire agli istigatori, ai mandanti? Altro che sipario abbassato, come pretenderebbe il regista Scelba!". Alle accuse il ministro dell'Interno reagisce denunziando alla Costituente presunte collusioni di Li Causi con Giuliano. Ma un giurì d'onore, nominato dall'assemblea parlamentare su richiesta del dirigente comunista, stabilirà nei mesi successivi che l'accusa è priva di fondamento. 1948 Il National Security Council, che fa capo al presi-dente degli USA, sancisce in via definitiva che "gli Stati Uniti devono fare uso completo di tutto il loro potere politico, economico e se necessario militare in modo da aiutare e prevenire che l'Italia possa cadere sotto la dominazione dell URSS". Febbraio-marzo. Si va verso le elezioni politiche generali in un clima di tensione straordinaria. Il coinvolgimento degli USA nelle cose italiane in quel frangente è considerevole. Il segretario di Stato USA George Marshall annunzia il 20 marzo che gli aiuti economici all'Italia verranno ritirati nel caso di una vittoria delle sinistre. 3 aprile. Il piano Marshall riceve l'approvazione dal congresso americano, con gran profitto, in Italia, per la Democrazia cristiana, che lancia lo slogan elettorale "Il pane che mangi è fatto al cinquanta per cento con farina americana". 18 aprile. Alle elezioni la Democrazia cristiana sfiora la maggioranza assoluta con 12.712.562 voti (48,5 per cento). Il Fronte democratico popolare, che riunisce socialisti e comunisti, ottiene 8.137.047 (31 per cento). Nel palermitano Giuliano si è mobilitato, apertamente, in favore della DC, sostenendo in particolare la candidatura di Bernardo Mattarella. 23 maggio. Viene costituito il quinto governo De Gasperi, sostenuto da democristiani, socialdemocratici, repubblicani e liberali. Mario Scelba viene con-fermato ministro dell'Interno. 14 luglio. Il segretario nazionale del PCI, Palmiro Togliatti, viene gravemente ferito nel corso di un attentato, avvenuto nei pressi di Montecitorio. A sparare un giovane catanese, Antonio Pallante. Manifestazioni e scontri in tutto il paese, con numerosi morti e feriti. In campo la celere di Scelba. 2 ottobre. A "L'Unità" giunge una lettera dattiloscritta a firma di Giuliano, dicente fra l'altro: "Se non fosse per la grande sincerità che la natura mi ha dato, oggi potrei mostrare una lettera che un amico intimo del signor Scelba, proprio alla vigilia delle elezioni, mi mandò e conteneva la promessa che sopra ho detto, lettera che io, dopo averla letta, per eventualmente non comprometterlo, ho stracciato". Un gruppo di deputati della sinistra chiede l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sulla mafia. 1949 11 marzo. In un clima di grave tensione, Alcide De Gasperi annunzia alle Camere la decisione del go-verno di associarsi al Patto atlantico e chiede ai due rami del parlamento il voto d'adesione. Il giorno seguente Scelba afferma che ogni manifestazione di piazza verrà repressa duramente. 4 aprile. Con l'adesione del governo italiano, viene siglato a Washington il Trattato del Nord Atlantico (NATO). 19 agosto. Eccidio di Bellolampo ad opera della banda Giuliano. Cadono sette carabinieri. 26 agosto. Il Viminale sopprime l'Ispettorato di pubblica sicurezza per la Sicilia e al suo posto istituisce il Comando Forze Repressione Banditismo, agli ordini del colonnello dei carabinieri Ugo Luca. Ottobre-dicembre. Eccidi di lavoratori vengono compiuti dalla celere di Scelba e dai carabinieri a Melissa, Torremaggiore e Montescaglioso. 24 dicembre. L'ispettore Ciro Verdiani, che dopo l'istituzione del CFRB continua a occuparsi "privatamente" di Giuliano, incontra il capobanda, con cui è a contatto epistolare da mesi, a Castelvetrano, nell'abitazione del capomafia Giuseppe Marotta. Verdiani pretende un memoriale del bandito. In cambio promette l'espatrio e altro. Evidentemente, qualcuno ha dato mandato in tal senso all'alto funzionario di PS. 1950 9 gennaio. A Modena sei scioperanti vengono assassinati dalla celere di Scelba davanti al cancello d'una fabbrica. Gennaio. Tramite i capimafia di Monreale, i carabinieri del colonnello Luca entrano in contatto con Gaspare Pisciotta. Lo scopo è quello di giungere nei tempi giusti all'assassinio di Giuliano. 27 gennaio. Viene varato il sesto governo De Gasperi (Dc, Psdi, Pri). Agl'Interni rimane saldamente Mario Scelba. 24 aprile. Giuliano, dimorante a Castelvetrano presso l'avvocato Gregorio De Maria, stende il primo memoriale, dichiarando che fu lui a ideare l'azione di Portella, allo scopo di dare una lezione ai comunisti. Il documento perverrà a Verdiani, a Roma, tramite il mafioso Domenico Albano. E Verdiani provvederà a farlo pervenire al procuratore di Palermo Emanuele Pili, presso l'abitazione privata, piuttosto che in via ufficiale. 12 giugno. Presso la corte d'assise di Viterbo ha inizio il processo nei confronti di Giuliano e la sua banda, per l'eccidio di Portella della Ginestra. 28 giugno. In un secondo memoriale, assai più dettagliato del precedente, il bandito di Montelepre scagiona in maniera esplicita Mario Scelba e altri politici di rango. Il memoriale viene contrattato da Verdiani, che si occupa della vicenda, a diretto contatto con Giuliano, con cui s'incontra di persona. In cambio del memoriale Giuliano Verdiani promette la liberazione dei familiari di Giuliano, intanto arrestati e usati come arma di pressione. In subordine l'espatrio. 5 luglio. Il Viminale annuncia che nel corso della notte Giuliano è stato ucciso a Castelvetrano. Il suo corpo giace nel cortile di casa De Maria. I comandi dei carabinieri danno la versione, che risulterà falsa, d'un conflitto a fuoco. 16 luglio. Su "L'Europeo" esce esce un'inchiesta di Tommaso Besozzi sulla fine di Giuliano (Di sicuro c'è solo che è morto). Il cronista annota tutte le incongruenze della versione ufficiale. Nessuna replica dagli organi istituzionali. 23 luglio. "L'Europeo" ritorna sulla vicenda con una clamorosa inchiesta di Nicola Adelfi: Giuliano tradito e ucciso nel sonno da Gaspare Pisciotta. Il giornalista asserisce di possedere "informazioni di primissima mano e che non potranno mai essere smentite". La fonte potrebbe essere Verdiani. 15 settembre. Sciolto il CFRB, viene ripristinata in Sicilia l'autorità dei questori e dei comandi territoriali dell'Arma. 30 dicembre. Nonostante sia sotto la protezione dei carabinieri, Gaspare Pisciotta viene arrestato a Montelepre dal questore Carmelo Marzano. 1951 15 gennaio. Gaspare Pisciotta, arrestato il 5 dicembre 1950 da agenti di pubblica sicurezza, dice al magistrato istruttore d'una lettera che Scelba avrebbe fatto pervenire a Giuliano, per invitarlo a sostenere la Dc in sede elettorale. Marzo-aprile. Ulteriori rivelazioni di Pisciotta sui nessi fra la banda Giuliano e le istituzioni dello Stato. Il luogotenente di Giuliano confessa inoltre di avere ucciso il capobanda nel sonno, in accordo con i comandi dei carabinieri. L'opinione pubblica italiana è in subbuglio. Arrigo Benedetti su Epoca: "Il melodramma è una gloria nazionale, ma se scende nella vita diventa una vergogna". Clamori anche all'estero. 16 aprile. Al processo di Viterbo, Gaspare Pisciotta indica alcuni noti personaggi politici quali mandanti dell'eccidio di Portella: "Coloro che ci hanno fatto le promesse si chiamano Bernardo Mattarella, il principe Alliata, l'onorevole monarchico Marchesano e anche il signor Scelba, ministro dell'Interno. I primi tre si servivano dell'onorevole Cusumano Geloso come ambasciatore … il tramite fra la banda Giuliano e il governo di Roma era l'onorevole Marchesano". 27 luglio. Settimo governo De Gasperi (Dc, Pri). Il Viminale viene affidato ancora a Mario Scelba. Settembre. Nuovo viaggio di De Gasperi negli USA per sollecitare ulteriori aiuti finanziari. 26 ottobre. Forte delle testimonianze rese da Pisciotta alla corte d'assise di Viterbo, Girolamo Li Causi al Senato investe il capo del Viminale con le seguenti parole: "Perché avete fatto uccidere Giuliano? Perché avete turato questa bocca? La ri-sposta è unica: l'avete turata perché Giuliano avrebbe potuto ripetere le ragioni per le quali Scelba lo ha fatto uccidere. Ora aspettiamo che le raccontino gli uomini politici, e verrà il tempo che le racconteranno". 1952 3 maggio. Si conclude il processo di Viterbo, con la condanna dei banditi. Malgrado le accuse e le chiamate in correità, nessuna richiesta di procedimento è stata avanzata dal pubblico ministero nei riguardi dei possibili mandanti politici. E la sentenza si limita a prenderne atto. Muore misteriosamente Cusumano Geloso, ex deputato monarchico dell'Assemblea regionale siciliana, variamente tirato in causa al processo di Viterbo quale mediatore di incontri fra politici e banditi. 10 ottobre. Gaspare Pisciotta invia una lettera al presidente della corte di assise in cui tira in causa, con determinazione, Scelba e Mattarella, oltre che i monarchici Alliata, Marchesano e Cusumano Geloso. Chiede inoltre di poter parlare dinanzi a una commissione parlamentare d'inchiesta. In carcere viene ucciso misteriosamente Giuseppe Passatempo, presente a Portella della Ginestra il 1° maggio 1947 e alle stragi del 22 giugno. Questo bandito, noto per la sua efferatezza, godeva della piena fiducia di Giuliano, come Pisciotta. L'ispettore Ciro Verdiani muore a Roma, poco prima del processo che lo vedeva accusato di favoreggiamento. Ufficialmente per suicidio. 1953 Luglio. Ottavo governo De Gasperi: un monocolore democristiano. Ministro dell'Interno è Amintore Fanfani. Alla Marina Mercantile s'insedia Bernardo Mattarella. 17 agosto. Governo monocolore dc presieduto da Giuseppe Pella. Al Viminale resta Amintore Fanfani. Mattarella viene nominato ministro dei Trasporti. 9 dicembre. La sezione istruttoria presso la corte di appello di Palermo, che a seguito di alcune denunce si occupa dei presunti mandanti politici di Portella della Ginestra, dichiara di non doversi procedere nei confronti di nessuno, e ordina l'archiviazione degli atti. 1954 18 gennaio. Primo governo Fanfani. Al ministero dell'Interno s'insedia Giulio Andreotti. Bernardo Mattarella rimane ai Trasporti. 9 febbraio. All'Ucciardone di Palermo, ove scontava l'ergastolo, viene avvelenato Gaspare Pisciotta, ufficialmente con un caffè alla stricnina. Il luogotenente di Giuliano non aveva mai smesso di minacciare ulteriori rivelazioni. Marzo. In un incontro riservato con l'ambasciatrice americana Claire Luce, di cui è assiduo frequentatore, Scelba afferma: "I comunisti possono sempre essere messi dentro nel caso lo si ritenga necessario. Ma non è ancora venuto il momento, e sarebbe politicamente pericoloso attaccare i comunisti senza essere preparati a un attacco totale". Primi di marzo. Muore misteriosamente, ancora all'Ucciardone, un altro bandito prossimo a Giuliano, Angelo Russo, detto "Angilinazzo". Il referto medico dice di infarto cardiaco. 10 marzo. Governo quadripartito presieduto da Mario Scelba, che trattiene per sé il Viminale. Mattarella è ancora ministro dei Trasporti. L'esecutivo rimarrà in carica fino il 12 maggio dell'anno successivo. 1956 10 agosto. Sentenza della corte di appello di Roma, investita a giudicare su Portella della Ginestra e altri delitti connessi, dopo il primo grado di Viterbo. Non si discosta in sostanza dal verdetto del '52, se non per qualche dettaglio: la clamorosa assoluzione di Giovanni Genovese e la riduzione della pena a Pasquale Sciortino, intanto estradato in Italia, e Nunzio Badalamenti. 1960 Viene ucciso il bandito Nitto Minasola. Conosceva i contatti di Pisciotta con Perenze e le modalità dell'assassinio di Giuliano. 1961 Viene assassinato il mafioso Filippo Riolo. Occupante una cella attigua a quella di Gaspare Pisciotta, viene indicato come colui che ha introdotto all'Ucciardone la stricnina con cui è stato avve-lenato il luogotenente di Giuliano. 1962 20 dicembre. Approvazione definitiva di un disegno di legge in quattro articoli che istituisce la Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia. È il risultato di una battaglia durata quattordici anni. 1963 15 febbraio. Si costituisce ufficialmente la Commissione, presieduta dal socialdemocratico Paolo Rossi. 1969 La Commissione d'inchiesta sulla mafia, presieduta dal DC Francesco Cattanei, su indicazione del vice-presidente Girolamo Li Causi chiede al Viminale di poter visionare documenti ufficiali e altro materiale sul caso Giuliano. La risposta è negativa: non esi-stono. In segno di protesta, Emanuele Tuccari si dimette dalla commissione. 1970. Viene ucciso il magistrato Pietro Scaglione. Aveva ascoltato Pisciotta pochi giorni prima che questo venisse avvelenato. Il colloquio non era stato però verbalizzato. 1972 La Commissione antimafia rende nota la Relazione sui rapporti tra mafia e banditismo in Sicilia, siglata dal senatore dc Marzio Berardinetti. Il profilo dell'indagine è minimale, e palese è l'urgenza di chiudere definitivamente il caso. 1993 Il reo confesso di mafia Gaspare Mutulo davanti alla Commissione antimafia, presieduta dal senatore Luciano Violante, afferma di sapere che mandante della strage di Portella fu, fra gli altri, il democristiano Bernardo Mattarella 1997 Cinquantesimo anniversario dell'eccidio di Portella. Nasce l'associazione dei familiari delle vittime "Non solo Portella", diretta da Giuseppe Casarrubea. Intende promuovere la ricerca a vari livelli, perché venga fatta definitivamente chiarezza sugli eccidi siciliani della primavera 1947, riguardo anzitutto ai responsabili. 1998 Dal governo Prodi viene tolto il segreto di Stato su parte dei documenti su Portella. Ma le carte più scottanti sono state distrutte o restano segrete.
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