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Il Centrosinistra alle elezioni provinciali del 2003 Discussione a Palermo |
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11 marzo 2003 Lettera aperta di Claudio Riolo al coordinamento dei movimenti e ai partiti del centro-sinistra palermitano sulla "questione morale"
Con questa lettera voglio esprimere il mio disagio per la scelta, sancita dalla "convention" di febbraio e riconfermata successivamente, di candidare Luigi Cocilovo alla Presidenza della Provincia di Palermo. Condivido l'esigenza di una candidatura forte e autorevole, in grado di unificare e allargare lo schieramento necessario per battere il centro-destra, ma non credo che questo obiettivo possa essere raggiunto sottovalutando la questione morale. Non mi si dica che la questione andava posta prima e che ormai è troppo tardi. Chi era presente alla "convention" del 21 e 22 febbraio sa benissimo che la gran parte dei partecipanti probabilmente non conosceva o, certamente, non ricordava nel merito le vicende giudiziarie di Cocilovo, rese note solo successivamente sull'edizione palermitana di Repubblica da un articolo di Enrico Del Mercato (23 febbraio) e, con dovizia di particolari (fino ad oggi non smentiti da nessuno), da un intervento di Marco Travaglio (27 febbraio). C'era, dunque, in quell'assemblea un deficit di informazione, che in democrazia è prerequisito necessario per una scelta pienamente consapevole. Non voglio, qui, entrare nel merito di quelle vicende, ma mi limito a constatare che è stato lo stesso Cocilovo, ricorrendo in appello per ottenere "una formula assolutoria ancora più ampia" (la Repubblica, 1/3/03), a riconoscere implicitamente che la sentenza di assoluzione abbia lasciato delle ombre. Se dunque è lo stesso Cocilovo a non essere soddisfatto di quella sentenza, perché mai dovrebbero esserne soddisfatti i suoi potenziali elettori e, più in generale, l'opinione pubblica? Non sono assertore di alcun "moralismo giudiziario" e non voglio, certamente, trasformare una sentenza di assoluzione in "indizi di colpevolezza nel tribunale improprio del sistema mediatico", come sembra temere Giovanni Fiandaca. Ma rivendico, semplicemente, il diritto di mettere in dubbio l'opportunità politica, non la "legittimità" democratica, di una candidatura che, oggettivamente, espone il centro-sinistra a quelle stesse critiche che spesso abbiamo rivolto al centro-destra: ad esempio, quando, ispirandoci al principio di separazione tra responsabilità penale e responsabilità politica - approvato quasi all'unanimità dalla Commissione parlamentare antimafia nel '93 - abbiamo sottolineato, in occasione dei noti processi a importanti uomini politici, che le sentenze dei tribunali stabiliscono l'esistenza o meno di una responsabilità penale, ma non cancellano di per sé le responsabilità storiche, politiche e morali; o quando, come è avvenuto recentemente al Comune e alla Regione, abbiamo chiesto le dimissioni degli assessori Miceli e Pellegrino per dei comportamenti ritenuti, indipendentemente dall'esito di eventuali accertamenti giudiziari, censurabili sul piano etico-politico. E' del tutto evidente che il centro-sinistra, se vuole essere credibile agli occhi dell'opinione pubblica e degli elettori, non può usare due pesi e due misure, non può pretendere il massimo di trasparenza nelle istituzioni quando si tratta dell'avversario e, poi, non applicare lo stesso rigore nei confronti dei propri rappresentanti. Per queste ragioni avevo apprezzato la sensibilità e il senso di responsabilità mostrate da Luigi Cocilovo quando ha deciso di ritirare la propria candidatura. Per le stesse ragioni non ho condiviso le insistenti sollecitazioni dei partiti e dei movimenti che lo hanno indotto ad accettare, ed auspico quindi che questa scelta possa essere riconsiderata. Comprendo la preoccupazione di chi teme che rimettendo in discussione le scelte sancite dalla "convention" di febbraio si svilisca il significato innovativo di quella esperienza, ma in realtà non c'è un nesso logico tra le due questioni. Sulle primarie e sui metodi innovativi per allargare la partecipazione democratica si possono avere opinioni diverse e si deve continuare a discutere per andare avanti, e non certo per tornare indietro. Ma la questione morale dipende, più che dalle regole e dalle procedure, dalla volontà che ispira le scelte politiche. Ritengo, in conclusione, che si sia commesso un grave errore, ma che sia ancora possibile rimediare. Se ci fosse la volontà politica non sarebbe difficile stabilire tempi e modi per individuare una nuova candidatura credibile e autorevole, in grado di unire e allargare lo schieramento di centro-sinistra. In caso contrario si rischierebbe non solo e non tanto qualche nuova divisione palese tra le forze politiche, ma sopratutto la crescita invisibile e silenziosa del disincanto, della rassegnazione, del distacco dalla politica e dell'astensionismo tra coloro che, nel corso dell'ultimo anno, avevano creduto e contribuito al pur timido e parziale risveglio di alcuni settori della società civile palermitana. Claudio Riolo Palermo, 11-3-03
Caro Claudio, ma perché metti le mani avanti? Se la tua lettera è inviata a persone come me, il confronto non può che essere civile, senza censure, anatemi e dietrologismi. Tu manifesti, con toni accorati e sinceri, la preoccupazione che quelle che tu chiami "le ombre della vita politica di Cocilovo" possano non rendere forte la sua candidatura quale Presidente della Provincia per il Centrosinistra e ritieni che, se si persiste nel confermarla, questo provocherà disincanto e sconcerto in tutti i sinceri democratici che avevano creduto nel rinnovamento della politica ( all'incirca, mi pare). Io , semplicemente e pacatamente, non sono d'accordo con te. E non perché Cocilovo sia per me la figura ideale del politico, il miglior candidato possibile della mia parte. Ma semplicemente perché non penso di avere titoli per imporre al Centrosinistra (allargato ai movimenti) il MIO CANDIDATO IDEALE. Cocilovo è, invece, il candidato migliore che oggi questo Centrosinistra (del quale io liberamente faccio parte) può darsi. E questo proprio perché lo ha scelto con metodi democratici e condivisi. Ma non voglio sfuggire al problema che poni: Cocilovo sarà pure stato assolto, ma risulta essere un esponente del vecchio sistema politico. Quello che ci si augura di buttarsi alle spalle. Ma caro Claudio, anch'io ed anche tu siamo esponenti di quel vecchio sistema ed abbiamo scoperto che cercando solo di cambiare, non appunto il sistema, ma solo le persone, ci siamo trovati come vincitore Berlusconi, Cuffaro e Miccichè ( con il suo maestro di tennis Cammarata).Può pensarsi onestamente che anche Luigi Andrea Cocilovo voglia contribuire a cambiare sistema? Ti sembro ingenuo? Meno - credimi - di chi pensa che l'operazione di Marco Travaglio sia frutto dello scatto d'ira di pure coscienze offese. Ti rivelo qualcosa: l'articolo era sulla mia casella postale al 12 ore dalla conclusione della Convention e altro non diceva su Cocilovo che quanto riportato nel libro del 2001, che altro non era che i verbali delle risultanze istruttorie e processuali di indagini condotte da Giorgianni prima e da Matassa poi. Tranne la dimenticanza del fatto che lo stesso Cocilovo si era appellato alla sentenza (anzi: alla sua motivazione). Era un'operazione simile a a quella confezionata per screditare Di Pietro ( ti ricordi? la mercedes in regalo, i prestiti non restituiti, i poker con poste altissime?) L'articolo, la stessa domenica brandito come una rivelazione inedita, fu usato per tre giorni come strumento di graziose e democratiche pressioni verso i protagonisti della Convention e poi - visti gli scarsi risultati - pubblicato dopo quattro giorni. Cose che succedono in una città come la nostra, dove la politica ( ed i partiti) è debole, spesso rinuncia al suo ruolo e favorisce fenomeni di ambigua supplenza.....! Oggi, mentre ti scrivo, per fortuna il Centrosinistra ( partiti e movimenti) hanno già iniziato la campagna elettorale, mentre, dopo tanti anni, tocca al centrodestra lacerarsi ed inseguire. La tua richiesta di rivedere la candidatura - ancorché ovviamente legittima - mi sembra assolutamente fuori da ogni logica. Spero solo che tu non l'abbia avanzata proprio perché è irrealizzabile, così da consentirti dal tirarti fuori. Io ne sarei addolorato: persone te come sono una ricchezza per quella che considero la mia parte politica e oso sperare di vederti in campagna elettorale, per vincere (perché è giusto sperarlo) queste elezioni. A presto. Giovanni Rosciclione Palermo, 11 marzo 2003 Caro Giovanni, la tua civiltà è fuori discussione, ma su quella di altri non giurerei. Riguardo alla censura mi riferisco a Repubblica che ha cestinato decine di lettere e interventi di protesta ed anche, naturalmente, il mio contributo. Invece, riguardo ai dietrologismi vedo che anche tu ne sei affetto. Se leggi la sentenza ti renderai conto che non c'è alcun complotto. Ciò detto auguro a Cocilovo di ottenere dall'appello piena soddisfazione. Intanto non capisco per quale ragione il centro-sinistra non potesse candidare qualcuno meno esposto. Tra il candidato ideale e quello peggiore ci sono infinite possibilità. Sul metodo democratico ci sarebbe molto da dire. Oltre alla carenza di informazioni sui candidati, va sottolineato il fatto che ha votato meno della metà degli aventi diritto (praticamente un referendum senza quorum). Continuiamo a farci del male! Ciao. Claudio Palermo 12 marzo 2003 Caro Claudio, per quanto ti stimo non voglio lasciare zone d'ombra sulla mia posizione nel merito. Repubblica censurerebbe le lettere contro Cocilovo? Mi sembra un po' comico, essendo la Redazione di Repubblica la responsabile dello scoop ( sono ironico) di Travaglio. Forse ha ora la sindrome dell'apprendista stregone. Sono affetto da dietrologismi? Forse, ma ho letto e riletto la sentenza della quale tu parli e - ti stupirò - mi sono anche documentato sulle procedure introdotte dalla nuova procedura che viene soprannominata il giusto processo. L'obbligo - sacrosanto, con qualche eccezione da prendere in considerazione solo per i processi di mafia - di ribadire nelle fasi processuali le dichiarazioni rese in fase istruttoria e/o di indagini vale per i reati commessi da altri e non per quelli di cui si accusa il dichiarante. E' una cosa un po' folle, ma è così ( penso proprio per scoraggiare avventate dichiarazione a scopo ricattatorio). Così Cocilovo viene assolto, ma per il Mollica valgono le autoaccuse di corruzione, per le quali non è necessaria la conferma in fase dibattimentale. In alcuni casi il Tribunale,di fronte a questa contraddizione, accetta il ricorso di chi, assolto con quella procedura, chiede un'ulteriore indagine ( come è il caso di Cocilovo) ed, eventualmente procede per calunnia verso il dichiarante. Nel caso in questione il ricorso, non appoggiato dal PM, è stato rigettato. Travaglio è uno di quei free lance , che vende prodotti sulla cui confezione non è prevista data di scadenza, ma il paradiso delle anime belle della sinistra palermitana perché - mi chiedo - si accanisce su un caso inesistente sia in punto di diritto, sia in punto di morale? Rispondimi tu caro Claudio, io lo farei con dietrologia! Una dietrologia che farebbe la felicità dei miei più acerrimi avversari politici e che, quindi, (io almeno sino ad elezioni fatte) vorrei risparmiarmi. Il candidato ideale, il candidato peggiore.......! Io sono per una sinistra che non ha bisogno di verificare la propria identità con la sconfitta delle proprie idee, per questo, nelle elezioni, il candidato migliore è quello che vince ( o meglio quello che potrebbe vincere, se il nostro tafazzismo non fosse giunto al grottesco punto di accanirsi su palle ormai esauste....). Il mio candidato ideale ero...io! E, qui, caro Claudio la penso come te. Inoltre tu mi vuoi apparire così ingenuo da farmi credere di pensare davvero che alla Convention i candidati avrebbero dovuto presentare i curricula, come nelle domande per l'assunzione in un call center. Non ti faccio il torto di pensare che tu sia convinto di quest'affermazione. Infine: la Convention non si è svolta secondo tutti i canoni della democrazia liberale. Sì è vero, bisogna migliorare il metodo sia nei meccanismi che nelle regole. Ma, in ogni caso, mi sembra un bel passo avanti rispetto a come sino ad oggi si sono scelti i candidati delle coalizioni per elezioni con il maggioritario. Ma tu sei certo di essere così innamorato di metodi e regole della democrazia ? Con immutata stima Giovanni Rosciglione Palermo 13 marzo 2003
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