Interventi

 

 

Da trent'anni la provincia di Ragusa tutta respira, assorbe, si avvelena di quelle ceneri.

 

Roma, 5 maggio 2005

Per chi non ha visto, per chi ha visto e non ricorda, per chi ha visto e ricorda altro, ricordo la scena del funerale di Rif-Raf di Ken Loach: aperta l'urna cineraria, le ceneri investono i presenti, penetrando i polmoni, le viscere, il sangue, il cervello di tutti.
E' lecito che "l'inspiegata" morte dell'ingegnere Tumino, come chiedono i parenti, venga spiegata e verità sia fatta? Più che ragionevole.
E' lecito che chi ieri, per imperizia o servilismo, armò la mano che uccise Giovanni Spampinato, oggi usi l'argomento di chi non ha argomenti: "gli assassini vanno cercati nelle redazioni dell'Ora e dell'Unità"? Non è ragionevole.
E' lecito dare merito, vigente l'articolo 21 della Costituzione, a chi onora col proprio lavoro la propria professione? E' ragionevole.
E' lecito vederlo diffamato, umiliato, spogliato, minacciato e zittito? Non è ragionevole.
Lo scrittore e saggista Emanuele Trevi in Istruzioni per l'uso (1994) annota: "Ci crediamo furbi (babbi, ndr), perché spingiamo via le ceneri nella direzione giusta del vento, via da noi. Ma un refolo ci tradisce".
Da trent'anni la provincia di Ragusa tutta respira, assorbe, si avvelena di quelle ceneri. Non se ne libererà continuando a metabolizzarle o, Dio non voglia, con altro sangue.
Il terzo morto già c'è stato: l'oscuramento di "Accade in Sicilia". Non basta?
Si faccia ciò che in trent'anni non ha saputo fare il dottor Agostino Fera, che merita di assumersi le proprie responsabilità per quanto fatto. Parrebbe ragionevole.

Francesco Crescimone (regista, Roma)