13 luglio 2005

 

Comunicato stampa di "Non solo Portella"

 

L’Associazione dei familiari vittime delle stragi del ’47 in Sicilia è stata ricevuta dalla Commissione Nazionale Antimafia, nel palazzo San Macuto di Roma. L’Associazione era rappresentata dallo storico Giuseppe Casarrubea e si è avvalsa anche della competenza professionale del prof. Nicola Tranfaglia circa le prospettive della ricerca e l’urgenza di acquisire nuove fonti di documentazione, disseminate in numerosi archivi pubblici e privati in Italia e all’estero. La Commissione, che opera tramite il Comitato istituito un paio di anni fa per le indagini su Portella della Ginestra e gli assalti contro le Camere del lavoro avvenuti il 22 giugno di quello stesso anno, si è dimostrata interessata all’allargamento delle fonti di consultazione necessarie a far piena luce su quei tragici fatti, ancora ad oggi impuniti. Casarrubea ha consegnato al Comitato un elenco di circa venti archivi italiani, che andrebbero scandagliati a completamento delle ricerche compiute da Tranfaglia, dallo stesso Casarrubea e dal dott. Mario Cereghino negli ultimi cinque anni. Stupirebbe, infatti, che ci si debba occupare degli archivi stranieri, con costosissime spese di viaggio per nutrite delegazioni, quando, poi, restano ignorati o in stato di totale abbandono, i documenti nostrani, recuperabili e utilizzabili a bassi costi.

Allo stato della ricerca –ha precisato il professor Casarrubea– i materiali rintracciati con oggetto “Portella della Ginestra” si sono dimostrati depistanti e privi d’utilità storiografica o giudiziaria. Al contrario, oggi, si è in condizione di fornire alle istituzioni dello Stato veramente interessate alla verità, le mappe nominative e circostanziate dalle cui connessioni esclusive è possibile, di fatto, compiere passi in avanti.

Le audizioni di Tranfaglia e Casarrubea giungono dopo la presentazione, da parte di quest’ultimo, alla Procura della Repubblica di Palermo, di un ampio dossier concernente le motivazioni per la riapertura delle indagini.Se ciascuno fa la sua parte – ha commentato lo storico partinicese – sarà facile giungere ad esiti analoghi a quelli che hanno portato alla condanna all’ergastolo di dieci gerarchi nazisti responsabili della strage di Sant’ Anna di Stazzema.

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