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Non solo Portella Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Portella della Ginestra, della mafia e di altre stragi compiute in Sicilia |
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Elenco delle principali iniziative portate avanti dall'Associazione
1 - Il 6 novembre del '97 viene fondata 'Non solo Portella', l'Associazione dei familiari delle vittime della strage di Portella della Ginestra (1 maggio 1947) che organizza anche i familiari dei sindacalisti e dirigenti politici uccisi in Sicilia dal 1944 in poi. Suoi scopi fondamentali sono: rendere giustizia ai familiari delle vittime e battersi per l'abolizione del segreto di Stato sulle stragi 2 - Si avviano le prime indagini medico-balistiche sui corpi dei feriti ancora viventi. 3 - Si approfondisce la ricerca storiografica che ha consentito di avvalorare ulteriormente l'ipotesi, scientificamente fondata, della presenza quel 1° maggio 1947 di altri soggetti, oltre la banda Giuliano, sul pianoro di Portella. Di detti soggetti - o almeno di un gruppo di essi- si conoscono ormai nomi, cognomi e funzioni. 4 - Si riscontra che esiste una perfetta coincidenza tra indagine di documentazione storiografica e le indagini medico-balistiche effettuate. 5 - Si favorisce, grazie agli interventi delle Amministrazioni locali di Piana degli Albanesi e di San Giuseppe Jato, l'organizzazione dei familiari anche in vista dell'avvio della fase processuale. 6 - 26 gennaio 1998: l'Associazione e il sindaco di San Giuseppe Jato Maria Maniscalco chiedono al Presidente della Provincia di avviare una procedura per la riapertura del processo di Viterbo. 7 - 23 febbraio 1998: l'Associazione organizza col comune di Piana degli Albanesi un incontro con i familiari delle vittime. L'incontro è presieduto dal sindaco Antonino Di Lorenzo. 8 - L'Amministrazione provinciale di Palermo, guidata da Pietro Puccio, nomina un collegio di avvocati penalisti per la riapertura del processo di Viterbo, conclusosi con la sentenza della II^ Corte di Appello di Roma nel 1956: una sentenza che negava l'esistenza dei mandanti e attribuiva solo alla banda Giuliano le responsabilità delle stragi di maggio-giugno del 1947. 9 - Si avviano i primi passi per favorire il coordinamento delle azioni dei familiari delle vittime della strage di Portella con le Associazioni nazionali dei familiari delle vittime delle altre stragi verificatesi in Italia dal 1969 in poi e ancora senza mandanti. 10 - Si studia la possibilità di realizzare, su iniziativa del Comune di San Giuseppe Jato, e con la fattiva partecipazione del Comune di Piana degli Albanesi e della Camera del Lavoro di Palermo (e della CGIL Nazionale), un film sulla strage di Portella della Ginestra che dovrebbe avere riconosciuta la qualifica di film di interesse nazionale, in grado di fornire all'opinione pubblica l'informazione esatta sui fatti accaduti, naturalmente senza intenti meramente didascalici, e nel quadro della fiction cinematografica. 11 - La Casa Editrice Franco Angeli di Milano pubblica nel 1997 e nel 1998 due volumi di Giuseppe Casarrubea sulla strage di Portella ('Portella della Ginestra: microstoria di una strage di stato' e 'Fra Diavolo e il governo nero: doppio stato e stragi nella Sicilia del dopoguerra'). Le ricerche sono orientate sul versante delle responsabilità internazionali e istituzionali. 12 - La Commissione Antimafia, presieduta da Ottaviano del Turco, con atto deliberativo del 28 aprile 1998 abolisce il segreto sulle carte a suo tempo acquisite presso il Senato della Repubblica e fino ad allora inaccessibili. Sono una minima parte delle carte secretate dallo Stato: dovrebbero essere invece accessibili, perchè si facciano altri passi avanti nella conoscenza della verità i fascicoli top-segret relativi agli anni '43-'50 giacenti presso i ministeri dell'Interno e della Difesa, e presso l'Ufficio di gabinetto della Presidenza del Consiglio dai Ministri. E' auspicabile che il gesto compiuto da Del Turco serva a mettere in moto un meccanismo a catena. 13 - Il Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi con circolare del 2 maggio 1998 impegna alla desecretazione degli atti inerenti la strage di Portella della Ginestra i Ministeri dell'Interno, della Difesa, delle Finanze e dei Beni Culturali ed Ambientali. 14 - 1 agosto 1998: l'Associazione chiede al vicepresidente del Consiglio Walter Veltroni, ai ministri dell'Interno, della Difesa, degli Esteri, ai presidenti delle Commissioni Nazionale e regionale antimafia, al presidente dell'ARS di essere informata sullo stato delle procedure riguardanti la desecretazione degli Atti in possesso dei vari Dicasteri. 15 - 31 luglio 1998. L'Associazione si riunisce in assemblea nella sala consiliare del comune di San Giuseppe Jato con la presenza dei sindaci Maria Maniscalco e Giuseppe Cipriani di Corleone e delibera un ordine del giorno col quale si chiede al Presidente del Consiglio dei ministri, ai ministeri dell'Interno, della Difesa, di Grazia e Giustizia, degli Esteri, al presidente della Commissione nazionale antimafia, di mettere a disposizione dell'Associazione e di quanti lo desiderano, tutti gli atti in possesso dei vari Ministeri riferibili alla strage di Portella della Ginestra e a quelle che la precedettero e seguirono. Cipriani illustra anche ai presenti una proposta di legge regionale per il riconoscimento dei familiari delle vittime, e spiega che detta proposta sarà inserita in un Testo Unico antimafia. 16 - L'Associazione sottoscrive il 22.12.'98 una lettera di sostegno per la realizzazione di un film di Pasquale Scimeca su Placido Rizzotto, sindacalista di Corleone assassinato dalla mafia il 10 marzo 1948. Il relativo progetto, supportato da numerosi altri soggetti pubblici e privati, è stato già finanziato. 17 - Il Ministro di Grazia e Giustizia, con nota prot. 761 del 30 novembre 1998 comunica all'Associazione, tra l'altro: "E' mio impegno personale far sì che finalmente sia fatta luce su uno dei fatti più tragici della storia del movimento operaio italiano". 18 - Il Ministero di Grazia e Giustizia, con nota prot. 131-1-1/1999 del 20.1.1999 comunica al Capo di gabinetto della Direzione generale degli affari penali (Uffcio I), a seguito di nota riservata del 12 gennaio (prot.Gab./1/99-S.P./9) l'esistenza di alcuni documenti sulla banda Giuliano. 19 - Il Capo di gabinetto del Ministro di Grazia e Giustizia, Loris D'Ambrosio, comunica al Presidente dell'Associazione 'Non solo Portella' di avere impartito "direttive alle strutture competenti per consentire il più rapido accesso alla documentazione riferibile alla strage di Portella della Ginestra e già individuata presso le articolazioni centrali o periferiche del Ministero". Lo stesso capo di gabinetto di simpegna a "comunicare al più presto i tempi e le modalità più agevoli a consentire la consultazione richiesta". 20 - Il Ministro di Grazia e Giustizia, Oliviero Diliberto, con nota prot. Gab/1/99-S.P..32 del 3 marzo 1999 comunica al Presidente dell'Associazione 'Non solo Portella' che presso l'Ufficio I della Direzione generale degli Affari Penali è depositata la documentazione riferibile alla strage di Portella della Ginestra, consentendo l'accesso "relativamente agli atti di pertinenza di questa Amministrazione". Il Ministro si riserva di comunicare "l'esito di ulteriori ricerche attivate da altre articolazioni ministeriali parimenti interessate". 21 - Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali-Archivio Centrale dello Stato comunica all'Associazione, con nota prot. 569 del 15 febbraio 1999 un elenco di quattro pagine concernente tra l'altro gli omicidi di Accursio Miraglia, Nicolò Azoti, Calogero Cangelosi, Epifanio Li Puma, Placido Rizzotto e varia documentazione sulla strage di Portella della Ginestra. 22 - La prefettura di Palermo con nota prot. 1215/99/gab/S.d.S. del 17 marzo 1999 comunica all'Associazione che il Ministero dell'Interno ha reso noto che la documentazione sulla strage di Portella giacente presso la prefettura e la questura di Palermo è consultabile, a seguito di specifica direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri (Romano Prodi). La nota precisa inoltre: 1) che il dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero dell'Interno invierà alla suddetta questura la documentazione rinvenuta ai propri atti; 2) che il Ministero dell'Interno ha avviato ricerche presso gli uffici centrali e periferici "al fine di individuare qualsiasi documentazione che abbia attinenza con le stragi che precedettero e seguirono quella di Portella della Ginestra". 23 - La prefettura di Palermo con nota prot. 1653/99/gab/S.d.S dei 21 aprile 1999 indirizzata all'Associazione comunica che "a seguito di approfondite ricerche d'archivio, è stata rinvenuta, presso questa Prefettura, ulteriore documentazione, relativa ai seguenti eventi, riconducibili all'eccidio di Portella della Ginestra: strage di Alia, omicidio del sindacalista Nicolò Azoti, uccisione dei sindacalisti Calogero Cangelosi, Epifanio Li Puma e Placido Rizzotto". 24 - 1 maggio 1999: la Biblioteca comunale di Piana degli Albanesi pubblica due volumi sulla strage di Portella della Ginestra (atti del convegno del cinquantenario del 1 maggio 1997), di cui un volume di documenti è redatto dal presidente dell'Associazione. 25 - L'ARS approva la legge 6 agosto 1999 che recepisce il precedente disegno di legge di iniziativa di Cipriani, Capodicasa ed altri parlamentari per il riconoscimento dei familiari delle vittime. La legge viene pubblicata nella G.U. della Regione Sicilia col n. 20 il 17 settembre 1999. 26 - Il Ministero della Difesa, tramite il Capo di gabinetto del Ministro comunica all'Associazione (prot. 2/61328/9.1.10/99 del 28 ottobre 1999) e per conoscenza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri che presso quel gabinetto, nonché presso l'Ufficio storico del Comando dell'Arma dei Carabinieri e il Servizio Informazioni e Sicurezza Militare (SISMI) è stata rinvenuta documentazione attinente alla strage di Portella della Ginestra. La stessa viene declassificata e messa a disposizione dell'Associazione. Si assicura l'impegno alla prosecuzione delle ricerche. 27 - Il Ministero per i Beni e le attività culturali, tramite il capo di Gabinetto, con nota prot. 22542 del 6 dicembre 1999 comunica alla Presidenza del consiglio dei Ministri e per conoscenza all'Associazione che è stata rinvenuta ulteriore documentazione a seguita di ricognizione negli Istituti Archivistici statali. Da accertamenti effettuati su detti materiali risulta sottratto il fascicolo 29/CS chiuso nella cassaforte del gabinetto del Ministro dell'Interno concernente una dichiarazione di Gaspare Pisciotta sull'uccisione di Salvatore Giuliano. 28 - Il capo di gabinetto del Ministro della Difesa con nota prot. 2/27500/9.1.10.2000 del 10 maggio 2000 comunica all'Associazione il rinvenimento di ulteriore documentazione presso l'Ufficio storico dell'Arma dei CC. E il Servizio per l'informazione e la sicurezza militare (SISMI). Non è poco se pensiamo a oltre cinquant'anni di immobilismo istituzionale. Auguriamoci che uno sforzo collettivo e sinergico ci aiuti adesso in un percorso di conoscenza della verità che consegni alla giustizia i responsabili di stragi e delitti mai puniti. Giuseppe Casarrubea, presidente Associazione 'Non solo Portella'
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La nostra memoria per il nostro futuro. Manifestazione a Partinico Il 27 giugno 2002, presso il palazzo dei Carmelitani di Partinico, in occasione del 55° anniversario degli assalti contro le sedi di sinistra e le Camere del Lavoro di diversi comuni della provincia di Palermo, si è tenuto un incontro sul tema "La nostra memoria per il nostro futuro", con la partecipazione del Segretario Nazionale della CGIL, Carlo Ghezzi, nonché dei dirigenti sindacali Giuseppe Romancini, Gerry Vergara, Pino Gagliano, Francesco Cantafia ed Enzo Campo. Alla manifestazione, organizzata dalla CGIL e dal SPI-CGIL di Palermo, nonché dalla Camera del Lavoro di Partinico, hanno presenziato i familiari delle vittime organizzati nell'Associazione "Non solo Portella" che da anni rivendica il diritto alla verità sulle stragi, ancora impunite, che nel 1947 colpirono il movimento dei lavoratori nella provincia di Palermo. A Portella della Ginestra, il 1 maggio di quell'anno si ebbero undici morti e trenta feriti; a Partinico, il successivo 22 giugno due morti e dieci feriti. La stampa del tempo classificò subito quei fatti come espressione del terrorismo neofascista, ma le indagini giudiziarie, inficiate da depistaggi e omissioni, condussero ben presto alla pista 'Giuliano' e lo trasformarono in un bandito che avrebbe agito di sua spontanea ed esclusiva iniziativa. Grazie alle ricerche e agli studi storici di Giuseppe Casarrubea, in parte fondati sugli atti desecretati nel 1998 dal governo Prodi, oggi sappiamo molte più cose di prima su quel primo tragico avvio della nostra Repubblica. Un passo in avanti nella direzione segnata sul 'sasso di Barbato' il 1° maggio 1997 da Sergio Cofferati, Walter Veltroni e Giancarlo Caselli: consegnare alle nuove generazioni che non sanno la memoria delle battaglie per la democrazia compiute nella nostra terra; abolire ogni segreto di Stato sulle stragi; dare a ciascuno la consapevolezza del presente; immaginare e sognare un mondo migliore fondato sulle conquiste e sul loro sacrificio dei nostri padri. Il futuro è anche questo: sapere guardare al passato con occhi diversi. 11 novembre 2003 Il 5 dicembre alle ore 9 avrà inizio presso la sezione distaccata del Tribunale di Partinico (prov. di Palermo) il processo intentato dal generale dei carabinieri in pensione, Roberto Giallombardo, contro Giuseppe Casarrubea, accusato di diffamazione per avere scritto (rilasciando poi una dichiarazione televisiva) sul conflitto a fuoco tra i militari del Giallombardo e un gruppo di uomini composto da tre confidenti delle forze dell’ordine in Sicilia e due incensurati. I fatti avvennero ben 56 anni fa, e precisamente la notte tra il 26 e il 27 giugno 1947. Tra gli uccisi vi furono il famoso Fra’ Diavolo (Salvatore Ferreri), confidente dell’ispettore capo di polizia Ettore Messana e i fratelli Pianello di Montelepre, confidenti del tenente colonnello dei CC. Giacinto Paolantonio. Questi banditi parteciparono alle stragi di Portella della Ginestra e di Partinico (1° maggio e 22 giugno 1947) ma il conflitto a fuoco che li sterminò, di fatto impedì che le loro testimonianze su quanto sapevano come confidenti portassero un barlume di luce sui mandanti e persino sugli esecutori materiali di quelle stragi. Invitiamo tutti i cittadini che non vogliono dimenticare e quanti vogliono difendere il diritto sacrosanto della libertà della ricerca tutelato dall’art.33 della Costituzione italiana, a seguire il processo. GIUSEPPE CASARRUBEA Presidente ANTONELLA AZOTI Segretaria NICO MIRAGLIA Vicepresidente
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