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L'assurda
morte di un cane |
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aprile 2004 Un cane che muore fra l'indifferenza di coloro che per primi dovrebbero averne cura è emblematico di quanto la società cosiddetta civile possa mostrarsi traversata da una irredimibile inadeguatezza, per non dire altro. La mattina del 28 marzo, intorno alle ore 11, Antonino Di Prima e la sua compagna, Rita Mari, mentre passeggiano a Marina di Marza, scoprono che nel giardino di una villetta non abitata, recante il cancello chiuso, è adagiato un cane pastore tedesco agonizzante. Resisi conto subito della situazione, si mettono a contatto con i responsabili della LAV in provincia, che a loro volta avvisano il comando della polizia municipale di Ispica. Ma i vigili, giunti sul posto alcune ore dopo con il veterinaio Spadaro di Modica, non si assumono la responsabilità di penetrare nel giardino e, a onta dei mezzi di cui pure dispongono, non intendono far nulla per rintracciare il proprietario, Vincenzo Maltese, residente a Rosolini. Evidentemente, si trovano impediti da una cultura, da una precisa visione delle cose, prima che dalle leggi, che, pur silenti in materia di diritti degli animali, consentono di operare laddove esiste una flagranza di reato, nel caso una situazione di maltrattamento palese. Indignati da tali condotte, Antonino e Rita non demordono. Si rivolgono ad altre istanze. Sostano lungamente sul posto. Vi si recano il giorno successivo, quando la creatura è allo stremo. Alla fine debbono tuttavia arrendersi all'evidenza: quella del cinismo e dell'incongruo di certa ufficialità. Dopo 36 ore di agonia il cane viene eliminato da un veterinaio, per ordine del Maltese di Rosolini. La morte del giovane "pastore tedesco" lascia tuttavia una traccia. Antonino e Rita, che hanno documentato la vicenda con agghiaccianti immagini fotografiche, hanno denunziato l'accaduto alle autorità di legge. Ed è opportuno che i responsabili paghino il dovuto. C. R.
Dal documento che la LAV di Ragusa ha emesso sulla vicenda "Di chi ci dobbiamo fidare? La Polizia Municipale di Ispica e il veterinario dell'Ausl hanno fatto tutto ciò che era di loro competenza? In flagranza di reato di maltrattamento (art. 727 Codice penale) perché non hanno forza il cancello o informato il magistrato di turno? Il comandante dei Vigili Urbani di Ispica sa che un animale prova dolore e sofferenza ...? Come è possibile che in una situazione così grave il comandante della Polizia municipale di Ispica non riesca ad intervenire con urgenza e competenza? Perché il vicesindaco non è riuscito a trovare una soluzione e perché non ci ha ricontattato? Un cane ha qualche legge italiana che lo protegge dal genere umano?".
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