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31 marzo 2005 Ponte di Messina: un'opera inutile e dannosa. In un dossier di 250 pagine WWF, Legambiente e Italia Nostra spiegano perché l'infrastruttura non è "realizzabile".
Gli ambientalisti sono fortemente contrari alla realizzazione del ponte di Messina. Non è certo una novità. Il fatto nuovo è che, da un mese a questa parte, chi considerava che dietro l'opposizione al ponte ci fosse la pura retorica celante l'avversità al progresso, ha un ottimo motivo in più per ricredersi. Lo scorso 19 febbraio
WWF, Italia Nostra e Legambiente hanno presentato alla stampa i dati raccolti
nelle 250 pagine di dossier in cui spiegano perché dicono "no"
alla costruzione del ponte sullo Stretto. Lo stesso fascicolo è
stato fatto pervenire al Ministero per l'Ambiente. Queste, in breve,
le critiche alla costruzione del ponte che emergono dal dossier. Molto più gravi
sono comunque i rischi sismici legati alla realizzazione dell'infrastruttura.
Nel 1908, a Messina, si registrò un disastroso terremoto di magnitudo
pari al grado 7,1 della scala Richter. Nel mondo però, ricordano
gli ambientalisti, si sono verificati terremoti che sono arrivati fino
a magnitudo 8,9. Alcuni di essi sono durati anche più di un minuto:
quello avvenuto pochi giorni fa in Asia ne è la testimonianza più
eloquente e drammatica. Nel loro approfondito
rapporto, gli ambientalisti sottolineano poi la superficialità,
oltre che l'esosità, degli studi compiuti dalla società
che si dovrà occupare della realizzazione dell'infrastruttura.
Ben 100, secondo WWF, Italia Nostra e Legambiente, le lacune dei progetti
fatti redigere in precedenza. Non abbiamo sin qui parlato degli appetiti della mafia, con tanto di inchieste giudiziarie in corso, in merito alla costruzione del ponte. Quando si parla di infrastrutture da realizzare in Sicilia, la cosa è sottintesa. Gianni Monaco
Fonti: www.wwf.it; www.verdi.it (consultazione: marzo 2005)
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