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25 novembre 2004 L'arresto di Marco Tumino e il passato che ritorna. Le anomalie di una operazione giudiziaria e il dubbio agghiacciante di una trama nella testimonianza di un amico.
A seguito di un'inchiesta promossa dalla Procura di Modica, retta da Domenico Platania, il 5 novembre sono stati arrestati Marco Tumino, modicano, e il suo amico Marco Gurrieri, ragusano. L'accusa per entrambi è gravissima: associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione personale. A Gurrieri viene contestato inoltre il reato di violenza carnale. Il primo, arrestato per motivi analoghi qualche anno fa, è figlio dell'ingegnere Angelo Tumino, ucciso 32 anni fa a Ragusa in un contesto di trame che determinò pochi mesi dopo l'assassinio del giornalista Giovanni Spampinato. Da tempo "Accade in Sicilia" si occupa di quei due delitti: il primo rimasto impunito malgrado esistessero le condizioni per la definizione delle responsabilità; il secondo, compiuto materialmente da Roberto Campria, reo confesso, e tuttavia ancora oggi non privo di insoluti. Per la verità, da parte nostra, non si è ravvisato alcun nesso possibile fra quegli eventi remoti e l'arresto recente di Marco Tumino e di Marco Gurrieri. Ma un amico dei due arrestati, che ha richiesto, e ottenuto, di non essere reso per il momento identificabile, ha rilasciato una testimonianza che se corroborata da fatti potrebbe avere effetti notevoli, e che merita comunque di essere portata alla conoscenza pubblica nei modi in cui è stata espressa. Il primo contatto di L. B. con "Accade in Sicilia" è avvenuto attraverso due lettere, datate rispettivamente 15 e 21 novembre. E' seguito un incontro in un giorno successivo nel corso del quale L.B. ha fornito per iscritto ulteriori elementi, atti a dimostrare l'estrema debolezza dell'accusa verso i due amici, la sostanza quindi, a prescindere da tutto, di un'insopportabile ingiustizia. Tali documenti vengono pubblicati qui di seguito. E' il caso di dire a questo punto che Marco Tumino il 12 maggio 2004 è stato intervistato da "Accade in Sicilia", nell'ambito dell'inchiesta anzidetta. Dovrebbe conoscere dettagli determinanti, per esserne stato diretto testimone, sulla giornata dell'assassinio del padre, mai chiariti fino in fondo. Ma gli esiti di tale intervista non sono apparsi soddisfacenti. Tumino ha premesso che una amnesia gli ha cancellato per intero il ricordo del periodo. Le sue risposte non mancano tuttavia di incoerenze, che hanno fatto insorgere dei dubbi. Si pone in particolare un interrogativo: è lecito pensare che il figlio dell'ingegnere Tumino sia da decenni soggetto a pressioni da parte di qualcuno? L.B., per nulla convinto dell'amnesia, è deciso nel dire che l'amico corre serissimi rischi per le cose che sa di quel passato. E la villa bunker in cui Tumino vive da qualche decennio, da lui stesso progettata, potrebbe esserne un forte indizio. Il caso è evidentemente complesso, non offre appigli definitivi. Si cercherà quindi di capire. Comunque stiano le cose, se si tratta di un abuso, come adombra L.B., è importante che non si compia in silenzio. Carlo Ruta
Lettera del 15 novembre Sarete sicuramente già al corrente del recente arresto di Marco Tumino, il "figlioletto" (come lo descriveva Spampinato) dell'ing. Angelo Tumino, assassinato a Ragusa nel '72, data anche l'eco sui mezzi di informazione locale, con pubblicazione delle foto dell'arresto. Lo accusano di avere messo su un'organizzazione per lo sfruttamento delle badanti polacche e per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Anche un miope come me, però, prova legittimamente qualche sospetto a vedere tutto questo spiegamento di forze quando lo "sfruttamento", per come descritto dai giornali, si riferisce appena al 10 per cento dello stipendio delle badanti (quando in altre parti d'Italia ci sono delle agenzie legalmente riconosciute che chiedono alle neoassunte il 30% dei primi mesi di paga). Insospettisce anche l'arresto, in contemporanea con quello del Tumino, di un suo amico, un quieto e inoffensivo dipendente Enel, descritto, sempre sui media, come complice del Tumino e "giustiziere delle badanti disobbedienti", accusato di violenza sessuale e lesioni. Troppo rumore per nulla. Troppo rischio per poca "sostanza". Diverso sarebbe se le polacche avessero fatto le prostitute, ma ad accudire gli anziani non è che si guadagni molto. 10 per cento di poco è pochissimo, quasi quasi era il Tumino a essere sfruttato, dato il suo indubbio impegno e la professionalità nel gestire il suo "ufficio di collocamento". Qui le cose sono due: o il Tumino, per chissà quale motivo, ha minacciato di farsi tornare la memoria di quando era bambino e ha pestato i calli di qualcuno molto in alto, e stanno cercando di intimorirlo facendogli gustare i piatti della casa circondariale, e analogo trattamento hanno riservato all'amico suo, caso mai sapesse qualcosa, e in questo caso vuol dire che, ahiahi, le forze dell'ordine sono in mano a chissà chi... oppure li hanno messi dentro sempre in seguito a qualche minacciata azione del Tumino, ma nel senso opposto, cioè per proteggerli da qualcuno che potrebbe far loro molto male. La possibile alternativa è sconcertante, cioè che le polizie di Ragusa e di Modica siano pilotate da polacche senza scrupoli che fanno e disfanno della vita di più o meno onesti cittadini italiani, o che i poliziotti siano degli inetti, ma questa possibilità, per quanto non del tutto remota, appare alquanto improbabile. Mi chiedo, però, se io che sono miope vedo qualcosa, com'è che chi ha la vista lunga non vede o non vedrebbe ? Quindi propendo per la prima ipotesi. L.B.
Torno a scriverle in merito alla vicenda dell'arresto, avvenuto all'inizio di Novembre, del figlio di Angelo Tumino. Ho di recente letto tutto il "dossier" pubblicato su Internet all'indirizzo web "www.accadeinsicilia.net" relativo al delitto Tumino e a quello successivo di Spampinato. Lei, in particolare scrive: «Fra poche settimane uscirà un rapporto a stampa, in cui verranno vagliati documenti che per trent'anni sono rimasti strettamente riservati, incluso il rapporto dei carabinieri sulla vicenda Tumino, che è stato detto finora misteriosamente scomparso. Anche sotto questo profilo, si sarà quindi in grado di testimoniare appieno le responsabilità, non del tutto estinte, della magistratura ragusana.» Pochi giorni dopo che lei aveva scritto queste parole, Marco Tumino, il figlio dell'ingegnere ucciso, viene arrestato, con un blitz delle squadre mobili di Modica e Ragusa, insieme ad un suo amico ragusano, con gravi accuse di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e violenza, anche sessuale, nei confronti di alcune polacche. Non ho dubbi sul fatto che Marco Tumino avesse rapporti con donne polacche, da tempo era convivente di una polacca, conosceva bene la lingua, e probabilmente è anche vero che aiutava delle persone a trovare lavoro come badanti. Si è scritto sui giornali che chiedeva loro il 10% dello stipendio come compenso per il suo interessamento. Ho letto un resoconto su internet di un libero professionista del Nord, collaboratore di un'agenzia di lavoro interinale, che candidamente ammetteva di farsi dare, per i primi mesi, il 30 per cento dello stipendio di una colf o badante sudamericana come compenso per averle trovato un lavoro. Tutto legale, ovviamente. Il presunto complice di Marco Tumino, che conosco personalmente, è un impiegato, senza famiglia a carico, senza bisogno alcuno di denaro, una persona comunissima, reo solamente di essere un vecchio amico di Marco Tumino. Ebbene, questo onesto e tranquillo impiegato, del tutto incensurato, si è visto arrestare e accusare di violenza sessuale nei confronti di una polacca che probabilmente nemmeno conosceva, qualcuna che magari lo aveva visto a casa di Tumino e riconosciuto quale suo amico. E' possibile venire arrestati, più di un anno dopo i fatti contestati, in base alle dichiarazioni di una singola persona, che magari poteva avere un vantaggio (permesso di soggiorno) a dichiararsi perseguitata ? E' possibile che Tumino e il suo amico siano stati intimiditi nell'eventualità fossero chiamati a testimoniare riguardo al delitto Tumino e potessero fare qualche rivelazione compromettente? E inoltre, è possibile che qualcuno abbia costruito delle prove contro questi due per dimostrare di essere molto potente e di non temere nessuna riapertura del caso Tumino e Spampinato ? L.B.
L'arresto di Marco Tumino e Marco Gurrieri. Un intrigo poliziesco? Interrogativi di L.B. sull'operazione del 5 novembre 2004
Sulla mancanza di prove Marco Gurrieri ha ricevuto da Marco Tumino sul proprio cellulare o telefono di casa telefonate il giorno della presunta violenza o nei giorni immediatamente precedenti e successivi? Ha ricevuto telefonate da telefoni pubblici? Risulta che Marco Tumino abbia ricevuto telefonate da Marco Gurrieri in quei giorni? La ragazza oggetto della presunta violenza è stata vista da qualche testimone quel giorno a Modica? Esistono testimoni che hanno visto Marco Gurrieri quel giorno a Modica? Sul c/c bancario di Marco Gurrieri risultano movimenti anomali di denaro, o versamenti non riconducibili al auo stipendio d'impiegato? Il quadro psicologico di Marco Gurrieri è compatibile con i fatti attribuitigli? Si ricordi che non ha nessun precedente con la giustizia, tantomeno per episodi di violenza. Sulla correttezza delle procedure da parte deglio inquirenti Essendo Marco Gurrieri uno dei pochi, se non l'unico amico di Marco Tumino, è possibile che anche in assenza di prove sostanziali si siano voluti "vedere" i fatti contro il buon senso o la logica? Perché tra la denuncia e l'arresto di Marco G. si è lasciato trascorrere un tempo talmente lungo da rendere difficile a Marco Gurrieri dare prova d'innocenza? Come mai prima del riconoscimento da parte della ragazza polacca Marco Gurrieri era stato descritto alto 1,75 e di corporatura media, quando in realtà Marco Gurrieri è molto più alto e di corporatura estremamente magra? Con quante persone è stata messa a confronto la ragazza? Può essere che lei lo abbia realment visto a casa di Marco Tumino e che il presunto violentatore gli somigliasse, ma a distanza di tempo la ragazza faccia confusione tra i due? Sull'attendibilità de testimoni Le ragazze che hanno denunciato gli episodi di violenza, hanno avuto il beneficio di un permesso di soggiorno quali collaboratrici di giustizia in seguito alle loro denunce? E' vero che è molto difficile ottenere un permesso di soggiorno? Qualcuno ha svolto indagini, anche in collaborazione con polizie straniere, su eventuali precedenti d queste persone? Sulla presunta mancanza di imparzialità degli organi di PS Marco da tempo subiva persecuzioni da parte della polizia a Modica. Qualcuno in seno alla magistratura può aver visto la denuncia di alcune polacche come l'occasione per intimidire ulteriormente Marco Tumino, che già dimostrava da tempo di vivere in costante stato di autodifesa. Basta guardare casa sua per capirlo. Può darsi che lui sappia delle cose che devono per sempre restare nascoste. A questo punto, con l'arresto del suo amico Marco Gurrieri, l'impianto accusatorio sta gondiandosi senza il supporto di prove oggettive, le accuratissime indagini di cui hanno parlato i giornali con ogni probabilità si limitano ai racconti di fantasia concordati tra due furbe ragazze polacche o che qualcuno ha loro suggerito, e a qualche trascrizione di intercettazioni telefoniche sulla cui legalità ho dei dubbi. Si è voluta battere la pista dell'associazione a delinquere, anche quando appariva evidente che Marco Tumino non aveva contatti quasi con nessuno se non col suo unico amico Marco Gurrieri, e anche quando la cosa appare poco verosimile considerate le scarse risorse economiche in gioco. L.S.
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