25 novembre 2005

Salvare Ignac Aradi. Proposta di email per il ministro della Giustizia


Vi invitiamo ad inviare il testo che segue per e-mail al Ministro della Giustizia, Roberto Castelli, indirizzando a staff@giustizia.it.

C. Mastino

 


On. Ing. Roberto Castelli
Ministro della Giustizia
via Arenula, 70
00100 Roma RM


Onorevole Signor Ministro,

le scrivo per sottoporle il caso di Ignac Aradi, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Sassari, per il quale, con due successive richieste, il Governo Ungherese ha domandato l'estradizione. Di queste richieste, la prima ha ricevuto parere favorevole dalla Sezione di Corte d'Appello di Sassari e, in seguito a ricorso, dalla Corte di Cassazione. La seconda verrà discussa a breve e il suo esito, stante la giurisprudenza costante, è pressoché scontato. Perciò, in tempi brevi, Lei dovrà pronunciarsi e prendere l'ultima decisione in merito.

Le voglio manifestare, Signor Ministro, la mia più profonda preoccupazione per la vita di Ignac Aradi, nel caso Lei decida di consentirne l'estradizione. Aradi, prima di fuggire in Italia era un informatore della polizia ungherese, che ha contribuito all'arresto e alla condanna di circa trecento criminali. Successivamente, avendo perso i contatti con i funzionari di polizia che lo avevano incaricato di infiltrarsi, si è trovato da un lato ad essere accusato degli stessi crimini che aveva contribuito a sventare e, dall'altro, ad essere un bersaglio della malavita organizzata ungherese.

Siamo a conoscenza di come ben due taglie per complessivi tredici milioni di fiorini siano state poste sul suo capo da altrettanti boss e che molti sono in attesa del suo ritorno per poterlo uccidere. Del resto è un comune dato di esperienza che, dentro un carcere, di qualsiasi paese, anche quando vi sia buona volontà da parte dell'apparato statale di proteggere un detenuto, le possibilità di difendere una persona presa di mira dalla criminalità organizzata locale sono praticamente nulle. In queste condizioni il consenso all'estradizione da parte del nostro Paese equivarrebbe ad una sostanziale condanna a morte di questa persona di cui l'Italia si renderebbe responsabile.

Le chiedo, da cittadino e da uomo, nel nome degli ideali e dei principi della nostra civiltà, di non concedere l'estradizione di Ignac Aradi, consentendogli di rimanere in Italia e scongiurandone un'uccisione annunciata.
Cordialità,


nome e cognome

 

 

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