|
Una strana
lettera del 1947 |
|
Portella della Ginestra non trova un senso plausibile, se non come parte di un disegno di contenimento, puntato a deviare il corso della politica, in direzione atlantica. Nella trama convergono tuttavia una congerie d'interessi. E la trasversalità del gioco, impedisce una condotta univoca: di qui il ricorrere delle sbavature. In tale quadro, una voce fra le più motivate in senso eversivo è certo quella del Fronte antibolscevico, di ispirazione monarchica e fascista, costituito a Palermo nel '45. E da tale cerchia, con cui Giuliano e i suoi luogotenenti sono venuti a contatto, parte verosimilmente la lettera di rivendicazione che qui si presenta, indirizzata qualche giorno dopo l'eccidio alle autorità e ai giornali. Il Fronte viene sciolto di lì a poco, certo per rimediare a una serie di errori a caldo dell'eccidio. Questo documento, che segna un'importante scopertura, viene assunto agli atti a Viterbo e in altre sedi processuali, ma nonostante la consonanza con alcuni messaggi di poco successivi, a firma di Giuliano, non viene ritenuto degno di considerazione. Carlo Ruta
All'Alto Commissario per la Sicilia; Ai Comandanti: la Legione dei CC.RR. e la Questura; e perché lo pubblichino nei loro quotidiani: "Giornale di Sicilia, Sicilia del Popolo, La Voce della Sicilia, La Regione, L'Ora" Palermo In tutti i quotidiani dell'Isola variamente commentato è stato il 'cosiddetto eccidio' di Portella della Ginestra. Hanno voluto in ogni modo naturalmente per fare cosa gradita ai "compagni" drammatizzare su ciò che credevano avesse dovuto essere scritto nei 'Brevi di nera' di ogni giornale esclusivamente come un episodio semplice. Invece è stata data grande importanza a questo avvenimento. Ed è quello che noi speravamo. Intendiamo mettere in evidenza un fatto di capitale interesse E cioè che: in ogni periodo elettorale la Sicilia ha mostrato una grande maturità politica tale da permettere che tutto si svolgesse con la calma più assoluta e l'ordine più perfetto. A fede di ciò parla chiaro l'ultimo periodo pre-elettorale. Non si poteva però restare indifferenti davanti all'avanzare diabolico della canea rossa la quale allettando con insostenibili e stolte promesse i falsi lavoratori, poiché non sono lavoratori i venditori di fumo, i vagabondi, canea rossa che ha sfruttato e si è servita del suffragio dato da questo tipo di lavoratori per fare della Sicilia un piccolo congegno da servire al funzionamento della grande macchina sovietica. La nostra protesta dunque suoni monito a coloro che oggi tanto si stanno interessando alla questione dei "compagni caduti" poiché se la nostra prima azione si è limitata a così poco, continuando questi rastrellamenti e queste misure restrittive si potrebbe degenerare in cose peggiori a danno evidentemente di coloro, che prese alcune posizioni, non vogliono ravvedersi. Ci hanno segnalato già i nomi coi rispettivi domicili, di tutte le autorità che stanno attivamente conducendo questa inchiesta sicuri come siamo che non approderanno a nessun risultato positivo e che povera gente gemerà stoltamente, come sempre, in carcere. Trattandosi di una questione a sfondo prettamente politico consigliamo alla polizia di restare apatica e assente da questa lotta, poiché diversamente, con nostro grande dolore, saremo costretti ad usare le armi anche contro di essa polizia. Se hanno da vendicarsi vengano i compagni comunisti, con il loro sangue si tingerà di rosso l'azzurro mare, non mai le candide coscienze del popolo siciliano. CHI RIPUDIA LA DITTATURA E LOTTA PER LA LIBERTÀ!!!!!
prima pagina ........... Giuliano e lo Stato
|