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Vittoria a un passo dal baratro. Un giornalista aggredito. Il presidente dell'Antimafia siciliana entra nel mirino delle cosche. Orrore in Italia per le immagini del palio su "Striscia la notizia". Intervengano le più alte cariche dello Stato prima che la parola passi ai sicari
Venerdì 17 ottobre. L'Antimafia siciliana promuove un'ispezione al comune riguardante alcuni concorsi: vengono sequestrati numerosi documenti. Il sindaco, per tutta risposta, addita il presidente della medesima quale artefice di una macchinazione, dichiarandolo ancora una volta nemico di Vittoria. Carmelo Incardona, con il suo gesto di rottura, entra di fatto nel mirino delle cosche, come lo fu il padre, ucciso nel 1989 per aver violato le consegne di mafia all'ortomercato. Sabato 19 ottobre. L'Italia intera s'indigna alla visione dei supplizi del palio vittoriese, trasmessi da "Striscia la notizia". Cavalli doloranti, feriti, spellati, rovinati a terra, tirati a forza per capo e coda, occultati malamente nei furgoni. Un orrore indicibile, emblematico del disastro civile vittoriese, che finalmente sta avendo eco nel paese. La città perbene prova vergogna. Un consigliere municipale, Giovanni Cirnigliaro, s'incatena per protesta. Domenica 20 ottobre. Un giornalista del "Diario" di Deaglio, Giuseppe Bascietto, viene aggredito da un gruppo di cavaddari, in piazza del Popolo, quando il sindaco di Vittoria Francesco Aiello prende a inveire nei suoi riguardi in un comizio. L'intervento di polizia e carabinieri scongiura il peggio. Prima del comizio, il giornalista era stato violentamente apostrofato dall'Aiello solo perché cercava di riprendere l'evento con una videocamera. Alcuni carabinieri, intervenuti su richiesta del sindaco, gli avevano imposto allora di non filmare: cosa del tutto inaudita, trattandosi di un evento politico, in una pubblica piazza. Si impone una inchiesta giudiziaria. Si annunzia una presa di posizione della FNSI. I segnali sono evidenti. I potenti boss dell'Ippari sono pronti a prendere la "parola". E' allora tempo che intervengano le autorità di Stato: il prefetto, il ministero dell'Interno, l'Antimafia nazionale. Occorre che venga valutata l'opportunità di sciogliere il consiglio municipale, su elementi che potrà fornire a iosa la stessa DDA catanese, da tempo impegnata su Vittoria. Si fa appello infine alla sinistra vittoriese che intende emendare le cose, in particolare agli ex sindaci Monello e Curciulo, all'ex assessore Giambattista Rocca, che ha avuto il coraggio di dimettersi dalla presidenza della Commissione Urbanistica quando lo si voleva complice di abusi. Che intervengano, facciano sentire la loro voce, mettano in campo il loro peso in città, nel sindacato, nella sinistra iblea e siciliana. Vittoria deve riscattarsi, ritornare a vivere.
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Dichiarazione del presidente della FNSI, Franco Siddi, per l'aggressione subita dal giornalista Giuseppe Bascietto, il 20 ottobre 2002, a Vittoria durante un comizio del sindaco Francesco Aiello
Roma. 25 ottobre 2002 La verità ha un grande bisogno di essere rivelata ma avere questa missione del proprio lavoro di giornalista diventa sempre più scomodo e persino, pericoloso, quando la ricerca riguarda fatti che suscitano inquietudine e che molti vorrebbero tenere sotto silenzio. Quanto accaduto nei giorni scorsi a un free lance di Vittoria in Sicilia, Giuseppe Bascietto, è motivo di profonda preoccupazione e di grande attenzione da parte della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. L'aggressione subita da Bascietto, da parte di un gruppo di facinorosi mentre era impegnato a documentare un evento di cronaca locale, dopo essersi occupato di delicate inchieste giornalistiche, è l'ultimo di una serie di inquietanti episodi che esprimono con comportamenti violenti il fastidio per l'informazione. Ma l'informazione non può essere vissuta come un pericolo e i giornalisti come un bersaglio. A Giuseppe Bascietto va la solidarietà non formale della FNSI, impegnata a dare voce ai diritti costituzionalmente protetti. E non c'è dubbio che i diritti che attengono alla libertà di stampa devono essere particolarmente tutelati, tanto più nell'informazione locale e nei luoghi di frontiera. Ogni tentativo di intimidire i giornalisti è inaccettabile. Attendiamo che le autorità preposte facciamo piena luce su quanto accaduto a Giuseppe Bascietto, già in passato destinatario di oscure minacce per le sue attività di giornalismo investigativo, e chiediamo rinnovati impegni istituzionali per una cultura di comprensione del delicato lavoro dei giornalisti e per appropriate iniziative di tutela, perché l'informazione possa essere esercitata come espressione della civiltà e non come atto di eroismo".
Prima pagina..........Il caso Vittoria
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