6 marzo 2006

Caso Ellepi-Provincia Regionale: il documento ufficiale con cui la Procura di Ragusa ne chiede l'archiviazione conferma le oscurità dell'affare miliardario. Ignazio Andolina, già dirigente amministrativo presso il tribunale di Ragusa, fa istanza al procuratore generale di Catania per la riapertura e l'avocazione del caso.

 

Si è venuti in possesso di un documento di indubbia importanza, riguardante l'affare miliardario Ellepi-Provincia Regionale, di cui si è lungamente occupato questo diario informativo. Si tratta della richiesta di archiviazione firmata il 2 agosto 2004 dal procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ragusa Agostino Fera, convalidata dal gip Vincenzo Saito appena il giorno successivo. Il documento costituisce di fatto una clamorosa conferma di quanto viene documentato in questa sede dall'ottobre 2004. In sostanza, lo stesso Fera dà pienamente atto della "fumosità" della transazione. E tuttavia, curiosamente, non ritiene necessario il rinvio a giudizio per i protagonisti dell'affare. Tale "fumosità" è stata a suo tempo testimoniata e argomentata con cognizione di causa dall'ex funzionario della Provincia Regionale Sebastiano Agosta, finito, per una serie di contingenze, dentro quegli eventi. E gli esiti sono stati davvero surreali: l'Agosta è stato querelato dal procuratore di Ragusa, oltre che da una persona interessata ai fatti. L'emersione dell'atto giudiziario, che si propone qui di seguito, ha sortito una prima rilevante iniziativa, a opera di Ignazio Andolina, già cancelliere capo al tribunale di Ragusa. Si tratta di una istanza indirizzata al Procuratore generale di Catania, per la riapertura e l'avocazione dell'istruttoria. Anche questo documento viene qui reso pubblico.

Carlo Ruta

La richiesta di archiviazione

 

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa

 

Richiesta di archiviazione artt/411 c.c.p., 125 e 126 D.Lv. 271/89.

Al Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Ragusa

 

Il Pubblico Ministero Dott. Agostino Fera

- visti gli atti del procedimento penale n. 1054/02 R.G.N.R. nei confronti di Giampiccolo Giuseppe + 4

- rilevato che le minuziose indagini espletate con l'ausilio anche di due consulenze tecniche, una di natura finanziaria e l'altra estimativa, hanno consentito di ritenere che in effetti la procedura di acquisto dell'immobile da parte della Provincia Regionale di Ragusa non sia stata del tutto lineare, in quanto, nonostante le risultanze della consulenza tecnica, non si comprende come un immobile del valore di circa lire 300.000.000 possa essere stato modificato, ristrutturato, adeguato alle esigenze richieste e approntato fino a raggiungere un valore stimato congruo di lire 1.500.000.000. Tuttavia appare piuttosto improbabile in caso di giudizio dinanzi al Tribunale poter sostenere l'accusa con successo nei confronti di tutti gli indagati variamente coinvolti nell'inchiesta viste le risultanze degli accertamenti condotti con estrema cura dai verbalizzanti, che però appaiono vanificati dalle risultanze della consulenza tecnica collegiale disposta al fine di verificare la correttezza delle operazioni di compravendita e di valutazione dell'immobile. Che l'operazione sia stata in qualche modo fumosa non v'è dubbio, rilevandosi anche dai rapporti di dare e avere intercorsi tra l'originaria proprietaria dell'immobile e la società ELLEPI acquirente quasi contestualmente all'emanazione del bando, ma anche le indagini espletate per accertare eventuali responsabilità per corruzione o per favoritismi sono rimaste senza esiti certi, per cui l'ulteriore prosieguo procedurale appare inutile, dispendioso e purtroppo inefficace per l'accertamento della verità.

Piuttosto appare opportuno trasmettere copia degli atti dalla Procura Regionale della Corte dei Conti per valutare la ricorrenza di responsabilità di natura contabile a carico dei funzionari dell'Amministrazione Provinciale ed eventuali concorrenti.

P.Q.M.

gli artt. 408/41 c.p.p. 125 D.Lv 271/89.

Il P.M. chiede che il G.I.P. presso il Tribunale di Ragusa voglia emettere decreto di archiviazione degli atti del proc. penale n. 1054/02 N.R. nei confronti di Giampiccolo Giuseppe restituendo il fascicolo a quest'Ufficio perché venga trasmesso alla Corte dei Conti.

Ragusa, lì 2 agosto 2004

Il pubblico Ministero

Procuratore della Repubblica Dott. Agostino Fera

 

 

Istanza di Ignazio Andolina, già dirigente del Palazzo di Giustizia

 

Sig. Procuratore Generale di CATANIA

Oggetto: Istanza di riapertura delle indagini. Proc. Penale n. 1054/02 P.M. Ragusa nei confronti di Giampiccolo Giuseppe + 4- Decreto di archiviazione del 3 agosto 2004.

Ho appreso ora che il procedimento penale di cui all’oggetto, relativo ad una vicenda che ha suscitato e continua a suscitare nell’opinione pubblica motivi di scandalo e sconcerto, è stato archiviato con provvedimento del GIP del 3 agosto 2004.

Nella parte motiva della richiesta di archiviazione a firma del Dott. Fera si evince che egli si è ad essa indotto non avendo ritenuto di poter sostenere l’accusa, senza però specificare in ordine a quale reato, in sede di giudizio dinanzi al Tribunale precipuamente per le seguenti considerazioni:

A- a fronte di due consulenze estimative che avrebbero valutato congruo il prezzo della compravendita, sarebbero inutili ulteriori accertamenti al fine di rilevarne eventuali illeciti rigonfiamenti a favore degli indagati;

B- anche le indagini espletate per accertare eventuali fatti corruttivi sono rimaste senza esiti certi .

Tale motivazione mi spinge, quale privato cittadino, a chiederLe di instare avanti il Giudice delle Indagini preliminari per chiedere la riapertura delle indagini, e, questa conseguita, di avocare al Suo ufficio le indagini medesime, rilevando quanto segue.

Quanto al punto A:

E’ lo stesso P.M. richiedente che, manifestando esplicitamente forti dubbi sulla riconosciuta congruità del prezzo di vendita, lascia intravedere la necessità di un’ulteriore perizia estimativa, nuovamente a mezzo di un collegio di consulenti, scelti però in ambienti estranei a quello locale, che svolgano possibilmente funzioni pubbliche e che diano, per comprovata esperienza professionale, solide garanzie di affidabilità.

Non solo, ma è lo stesso Dott. Fera che, avendo disposto che gli atti venissero inoltrati alla Procura Generale della Corte dei Conti, dimostra di avere, evidentemente, consapevolezza piena della inattendibilità delle consulenze alle quali, “obtorto collo”, si è adeguato, laddove sarebbe stato necessario e utile, proprio al fine di sgombrare il campo da ogni possibile dubbio, procedere ad una “super” perizia collegiale, anzichè compiere, come in pratica ha compiuto, un vero e proprio atto di capitolazione davanti all’evidenza dei fatti che hanno ruotato attorno alla vicenda, da lui stesso definita non “lineare”, con grave discredito per l’efficienza della Giustizia.

In ogni caso, a parere del sottoscritto istante, gli atti offrivano già abbondanti elementi di accusa per il reato di cui all’art. 323 c.p. ed è abbastanza incomprensibile che, almeno in tale direzione, il procedimento non sia stato portato avanti.

Quanto al punto B:

Io non sono in grado, sconoscendoli, di valutare gli atti, ai quali accenna il P.M., espletati al fine di acquisire elementi di responsabilità per il reato di corruzione.

Sono, però, in grado di indicare fatti sui quali è senza dubbio necessario ed utile indagare. Sono fatti dei quali ho avuto notizia attraverso il sito internet www.leinchieste.com attraverso il quale ho, in particolare, avuto notizia, per via di un’intervista ivi pubblicata rilasciata da uno dei denunzianti, il geometra Sebastiano Agosta al responsabile del sito medesimo, lo scrittore e giornalista Carlo Ruta, nella quale si racconta di un episodio accaduto tra l’intervistato e l’avvocato Carmelo Di Paola ad un tavolo di un noto bar cittadino. Di tale episodio, a quanto pare, tra gli atti del procedimento non c’è traccia, ma non so dire per quale ragione.

Anche Lei, sig. Procuratore Generale, potrà averne conoscenza attraverso la copia che allego a questa mia istanza. Sono certo che ne trarrà parecchi validi motivi da sottoporre all’esame del G.I.P. per il rilascio dell’autorizzazione alla riapertura delle indagini, nel corso delle quali, occorrendo, potrebbe mettere a confronto i due personaggi: il geometra e l’avvocato.

Con ossequi. Ignazio Andolina

Ragusa 4 marzo 2006

Ignazio Andolina Via Archimede 17/d 97100 Ragusa

 

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