| 21 marzo
2005
di Dean Andromidas. Traduzione di Marco Saba Questo articolo, postato da Ernesto Burgio, è apparso, in lingua inglese, nell'edizione del 18 marzo 2005 della EIR (Executive Intelligence Review): {http://www.larouchepub.com/other/2005/3211hapoalim.html}
La mattina del 6 marzo scorso, la polizia israeliana ha perquisito la filiale 535 della Banca Hapoalim, la maggiore banca israeliana, ed ha arrestato 22 impiegati e direttori di banca, in quella che la polizia israeliana chiama la più grande operazione anti-riciclaggio nella storia del paese. Nello stesso tempo, dall'altra parte della città, lo stesso giorno, la polizia ha perquisito gli uffici dell'oligarca russo in esilio Vladimir Guzinsky, alla ricerca di prove incriminanti relative al riciclaggio di denaro. Inoltre è stato annunciato che l'ambasciatore israeliano a Londra, Zvi Hefetz, ex socio d'affari di Guzinsky, sarà interrogato a proposito della sua possibile posizione all'interno del caso. Un professore di economia israeliano ha detto a EIR che tutti sapevano che la filiale 535 era uno dei centri più importanti del riciclaggio. La domanda è: "Perché la cosa viene fuori adesso?". Egli ha commentato che il coinvolgimento di Guzinsky e Hefetz punta direttamente a Sharon. "Hefetz venne nominato ambasciatore a Londra da Sharon" nonostante il fatto che egli parli un'inglese stentato e tutti sanno quanto Guzinsky sia vicino a Sharon. Questo caso mostra al mondo intero il "nesso tra crimine e politica in Israele". Ma c'è molto di più che la semplice dimostrazione dell'infinita corruzione di Sharon. Una fonte dell'intelligence israeliana ha detto a EIR: "Questo non è un caso locale, è un caso internazionale; è il fatto più importante attualmente in Israele". Lo statista americano Lyndon LaRouche ha collegato lo scandalo all'imminente collasso del dollaro. Parallelamente a questo collasso, alcune fonti della finanza svizzera e inglese puntano all'attacco da parte dell'amministrazione Bush al Medioriente e a certi altri sviluppi che hanno scatenato un terremoto nei centri internazionali del riciclaggio di denaro. Quando accadono questi terremoti, le automobili esplodono, i maggiori partecipanti vengono assassinati e le banche subiscono delle irruzioni. Una fonte anziana della City di Londra collega il caso della Banca Hapoalim al recente assassinio del primo ministro libanese Rafik Hariri, dicendo: "La mia opinione su quanto sta accadendo in Israele e nel Libano è che non si tratta solo diqualcosa che ha a che vedere con la sfera geopolitica, ma anche con quella finanziaria. Il retroterra di questi sviluppi è il fatto che la parte greca di Cipro è entrata nell'Unione Europea nel maggio 2004. Quello che seguì fu la dismissione di Cipro come centro finanziario per la criminalità organizzata, per i trafficanti di droga e per i riciclatori di denaro sporco, specialmente per quanto riguarda il settore russo di queste attività. Quindi occorreva trovare dei centri alternativi per queste attività. Nella regione, Beirut e Tel Aviv diventano delle alternative attraenti, cosa che può spiegare i recenti avvenimenti nelle due città". Il brutale assassinio di Hariri non ha solo fatto saltare la pacifica risoluzione della crisi siro-libanese, ma ha distrutto il progetto di Hariri di far ridiventare Beirut il maggior centro finanziario internazionale che rappresentava, prima della guerra civile degli anni 1970 e 1980, per i capitali europei e del sud-ovest asiatico. Nei mesi precedenti la sua morte, Hariri aveva viaggiato in Russia dove aveva proposto che la Russia stabilisse una banca per il commercio estero a Beirut. Aveva anche proposto una larga cooperazione nei settori del gas, della raffinazione del petrolio e dei progetti immobiliari in Russia, nel Libano e nel resto del sud-ovest asiatico. Se il Libano finisce
ancora una volta in una guerra civile, questi flussi di capitali, che
avrebbero potuto essere impiegati per uno sviluppo economico reale nella
regiona, saranno impiegati per pompare artificialmente l'infausto sistema
finanziario Un analista finanziario
svizzero ha convenuto con quanto descritto, ma ha aggiunto che anche Ginevra
è un maggiore - se non il preferito - centro finanziario del crimine
organizzato. Egli ha fatto riferimento al recente assassinio, simile ad
una esecuzione mafiosa, del banchiere francese Edouard Stern nel suo appartamento
di Ginevra. Stern non era un banchiere Così come per i neo-conservatori ed i loro complici finanziari, la cui politica è di impadronirsi del petrolio e delle risorse naturali di una regione lasciandola nel caos e nella guerra. Come uno degli stati delle crociate di Venezia, Tel Aviv sta divenendo il centro finanziario "globalizzato" della regione. I lacché, come Sharon ed il ministro delle finanze israeliano Benjamin Netanyahu, sono fin troppo compiaciuti nell'ubbidire. Questa politica neo-conservatrice ha raggiunto il suo apice con la nomina a governatore della banca centrale israeliana dell'americano-rodesiano Stanley Fischer. Un ex vice-direttore del Fondo Monetario Internazionale, Fischer è un protetto della scuola fondamentalista di Chicago sul libero mercato. Per più di 20 anni, Fischer è stato il "sicario economico" di George Shultz, con il compito di trasformare Israele in un'area fondamentalista dell'economia del libero mercato. Come vicedirettore del FMI negli anni 1990, Fischer più di qualunque altro fu responsabile del collasso del processo di pace, imponendo politiche fondamentaliste di libero mercato nella regione (vedi EIR, 21 gennaio 2005). La galleria delle canaglie dietro alla Banca Hapoalim... Uno sguardo a chi si nasconde dietro alla Banca Hapoalim rivela la galleria delle canaglie dei libero-marchettari e dei loro compari che stanno guidando questa politica e che controllano sia Sharon che Netanyahu. La Banca Hapoalim (BH) in ebraico vuol dire "Banca dei Lavoratori" e faceva parte della federazione sindacale "Histadrut",nel tempo in cui lo Stato israeliano giocava un ruolo centrale nell'economia. Venne privatizzata (NdT: anche in Israele devono riciclare i proventi del signoraggio) nel 1997, quando Netanyahu era primo ministro. Un pacchetto azionario di controllo della banca finì al consorzio finanziario americano che dà ordini sia a Sharon che a Netanyahu. Questo consorzio,
che si intascò più del 30% delle azioni, era guidato da
Ted Arison, un ex trafficante di armi di quando Israele non era ancora
uno Stato. Arison fece la sua fortuna con la flotta "Carnival Cruise
Lines" che gestiva dei casinò galleggianti. Venne aiutato
in questo progetto da Meshulam Riklis, un altro gestore di casinò.
Riklis e Arison finanziavano Gli interessi di Arison sono rappresentati da Shlomo Nehama, che è il presidente della banca. Nehama è uno dei "consiglieri ufficiosi" di Netanyahu. Come disse un esperto israeliano: "Nehama è più importante di un consigliere ufficiale; quando Nehama parla, Netanyahu ascolta". Arison comprò il 20% della banca e trovò degli amici nel cosiddetto "Mega Group" che venne fondato da Charles e Edgar Bronfman e che comprende dei ricchi filantropi americani ebrei che sono anche i finanziatori della destra americana e della lobby pro-israeliana di destra. Tra questi troviamo: * Michael Steinhardt, membro del Mega Group, fondatore del Consiglio della Leadership Democratica (contraria a LaRouche), che è il mecenate dietro a Joe Lieberman. Il padre di Steinhardt era il commercialista del padrino della criminalità organizzata Meyer Lansky, attività per la quale finì in galera. Steinhardt usò i soldi del padre per creare una serie di enormi fondi altamente speculativi (hedge fund) che dopo rivendette, sul presupposto che avrebbe devoluto il suo tempo alla "filantropia".Come proprietario della "Israeli Maritime Bank", fece un mutuo sul ranch di Ariel Sharon dove è spesso un ospite. * Leonard Abramson,
fondatore della "HMO U.S. Healthcare". Poco dopo che Sharon
venne incaricato come primo ministro nel 2001, Abramson era uno degli
ospiti della fattoria di Sharon che parlava del lancio di una offensiva
di propaganda seguendo un piano dei falchi guerraioli israeliani che volevano
affondare definitivamente gli accordi di Oslo. Poco dopo esser * Charles Schusterman, membro fondatore del Mega Group e fondatore della società petrolifera indipendente "Samson Resources". Egli era uno dei maggiori finanziatori dell'American Israel Public Affairs Committee (AIPAC), la lobby della destra israeliana che è attualmente sotto indagine da parte dell'FBI con l'accusa di spionaggio. Poiché egli è deceduto, le sue azioni nella Banca Hapoalim sono oggi in mano agli eredi. * Lewis Ranieri, che
possiede il 3,4% della banca, non è un membro del gruppo Mega e
non si spaccia per un filantropo. Negli anni 1980, lavorando alla Solomon
Brothers, egli fu l'inventore dei titoli garantiti da ipoteche (NdT: simili
in Italia ai "MyWay4You"). Fu probabilmente il più grande
responsabile del collasso delle banche del circuito "Savings and
Loan" * Danny Dankner, un israeliano, è l'altro maggior azionista. I Dankner ed il loro impero commerciale di famiglia, sono tra i "baroni rapinatori" che hanno profittato immensamente dalla privatizzazione del settore statale israeliano, usufruendo dei loro compari: da Sharon a Netanyahu e giù giù nei gangli del governo israeliano. I Dankner hanno anche profittato vincendo dei contratti da Sharon per costruire insediamenti nei territori occupati. Gli osservatori finanziari hanno contestato il fatto che solo due settimane prima che la polizia irrompesse nella banca, questo consorzio vendette 250 milioni di dollari in controvalore di azioni della banca. Infatti, da ottobre, questi squali hanno pompato il valore delle azioni del 100% attraverso la mobilitazione di investitori istituzionali americani, per la maggior parte fondi pensione, per comprare azioni della Banca Hapoalim quando il prezzo era molto basso. Il fatto che l'alta direzione conoscesse che una indagine potenzialmente pericolosa era in corso, ha fatto inarcare le sopraciglia a più di uno dei protagonisti dei circoli finanziari e giudiziari. ... e la "Mafiya" Russa Fino ad ora nessuno di questi bei tomi, i veri zanza, è finito sotto indagine: solo i direttori di banca, gli addetti allo sportello, vari impiegati ed alcuni clienti sono stati arrestati. Ciononostante la polizia ha congelato i circa 400 milioni di dollari tenuti su più di 180 conti, appartenenti a 18 clienti, sospettati di essere stati usati per riciclaggio di soldi sporchi. Si ritiene che siano coinvolti circa 200 clienti. Molti dei sospetti includono degli oligarchi russi, dei padrini della Mafyia russa e degli uomini d'affari israeliani e stranieri. La Francia collabora pienamente e la sede di Parigi della Banca Hapoalim è nel mirino della polizia. I soldi della mafia russa hanno trovato alloggio in Israele, negli ultimi dieci anni, arrivando non solo all'interno del sistema bancario israeliano ma anche a finanziare le campagne politiche di vari politici israeliani ben in vista. Commentando questi
fatti, Guy Rolnik scrisse in un articolo del 9 marzo nel giornale Ha'aretz:
"All'inizio degli anni 1990, le grandi banche israeliane scoprirono
una nuova entità geografica... la Russia. Ogni pochi mesi, qualche
nuova celebrità russa, ovviamente ebrea, visitava Israele portando
decine di centinaia di milioni di dollari. Le banche non annoiavano questi
I sospettati più interessanti, in quest'ottica, sono vari oligarchi russi che vivono in Israele perché ci sono dei mandati di cattura, per loro, in Russia ed in altri paesi. Questa lista è impressionante: * Vladimir Guzinsky, ex barone dei media russi e banchiere. Egli è ricercato dalle autorità russe per frode ed evasione fiscale. Questo non ha colpito la sua carriera affaristica in Israele, dove possiede il 30% del secondo più importante quotidiano israeliano: il Ma'ariv. Il suo socio è l'ex agente del Mossad e trafficante di armi dell'era Iran-Contra, Jacob Nimrodi. I due sono buoni amici di Sharon e Netanyahu. * Leonid Nevzlin,
che anch'esso venne esiliato in Israele a causa di un mandato di cattura
russo per omicidio, era un socio nella società capogruppo Menatep
con Mikhail Khodorkovsky, l'ex capo della compagnia petrolifera Yukos
Oil e che attualmente è sotto processo in Russia, dove è
accusato di vari crimini finanziari (NdT: da quando Khodorkovsky è
in stato * Arcadi Gaydamak è un russo-israeliano che è ricercato dai francesi per frode. Egli fece la sua fortuna nel traffico delle armi, specialmente in Angola. Dove arriverà questa indagine? Le autorità suggeriscono che almeno un'altra banca è sotto indagine. Un esperto economico israeliano ha fatto la congettura che l'indagine fosse un tentativo per "ripulire" la reputazione di Israele dall'etichetta di paradiso del riciclaggio, in modo da attrarre i grandi giocatori del mercato finanziario globalizzato. Naturalmente questo significa che i "rapinatori" che hanno approfittato maggiormente dagli sporchi accordi della privatizzazione e dall'economia grigia israeliana, verranno rietichettati come "baroni rispettabili". Se questo è il caso, un buon inizio per la pulizia sarebbe di disfarsi di Sharon. Una recente indagine di mercato, commissionata dal quotidiano Ha'aretz, ha rivelato che il 62% degli israeliani considera Sharon come "corrotto".
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