| | Dell'autore
di questo codice, in origine Târîh gazîrat Siqillîah,
non si conosce il nome né l'origine. Secondo Michele Amari, che ne propone
il testo nella Biblioteca arabo-sicula, con certezza si può affermare
che egli fu cristiano e che visse probabilmente a Palermo, quale segretario o
computista in un diwân dei principi kalbiti dell'isola, verso la
metà del decimo secolo. Lo storico siciliano argomenta: "La quasi
prova è ch'egli usa la data costantinopolitana; che scrive l'arabo con
certo stento e con qualche forma volgare; che dicendo delle guerre tra Musulmani
e Cristiani non si riscalda per gli uni né per gli altri; e che fa eccezione
soltanto per applaudire al nero tradimento dell'emiro Hasan, il quale convitati
nel suo castello certi nobili caporioni palermitani, li fece scannare lì
lì, per governare più tranquillamente il paese".
Carlo
Ruta In
nome del Dio pietoso e benigno, nel quale io mi affido. Cronica dell'isola di
Sicilia dal tempo che la occuparono i Musulmani, e notizie di ciò che vi
è avvenuto: guerre, scambi di emiri, e simili cose.
Il principio del [conquisto] fu l'anno seimila trecentotrentacinque dell'era del
mondo usata dai Rûm nei loro scritti (1 settembre 826 a 31 agosto 827).
Quest'anno vennero in Sicilia i Musulmani, di mezzo luglio (827). L'anno 6339
(830-1) fu presa Mînâwh (Mineo) ed ucciso il patrizio Teodoto.
L'anno 6340 (831-2) fu presa Bân.rm (Palermo). L'anno 6350 (841-2) piombarono
in Sicilia le cavallette. L'anno 6353 (844-5) furon prese le rôcche
di Mûdiqah (Modica). L'anno 6354 (845-6) seguì la guerra tra
i Musulmani e i Harzanîtah (Charsianiti). Morirono de' Rûm novemila
(uomini). L'anno 6355 (846-7) fu presa L.tayanih (Lentini). L'anno 6356
(847-8) fu presa per la prima volta R.gus (Ragusa), e si durò una fame
spaventevole. L'anno 6362 (853-4) fu presa B.rîrah (Butera). L'anno
6366 (857-8) furon prese le navi di Ali (ibn Fadl). L'anno 6367 (858-59)
fu presa Qasryânih (Castrogiovanni). L'anno 6368 (859-60) sbarcarono
gli 'Al.nd.mîah (Cappadoci?). L'anno 6372 (863-4) s'arrese Nât.s
(Netum, Noto). L'anno 6373 (861-5) furon prese ai Rûm quattro salandre
in Siracusa. L'anno 6374 (865-6) Noto si arrese per la seconda volta.
L'anno 6375 (866-7) Ragusa si arrese per la seconda volta. L'anno 6378 (869-70)
fu presa Mâlitah (Malta) il ventinove del mese di agosto. L'annno 6380
(871-2) perì l'esercito de' Musulmani in Sal.rn.h (Salerno). L'anno
6386 (877-8) fu presa Sarqûsah (Siracusa) il ventuno del mese di maggio
(878) giorno di mercoledì. L'anno 6387 (878-9) fu ucciso Hrîsâf.
L'anno 6388 (879-80) i Rûm presero le navi dei Musulmani in un luogo che
chiamasi 'Alladah (Ellade?). L'anno 6389 (881-2) fu sconfitto B.rsâs
(leggasi Barsamius) in Tabarmîn (Taormina). L'anno 6393 (884-5) 'Al
Bûlîtî (decurione) recò il denaro del riscatto, e riportossi
i prigioni di Siracusa. L'anno 6395 (886-7) seguì la prima guerra tra
il Gund e i Berberi. L'anno 6397 (888-9) furon prese le navi dei Rûm
in Mîlâs (Milazzo); furono uccisi di quella gente cinquemila [uomini],
e il popolo di Riwûh (Reggio) fuggissi [dalla città]. L'anno
6398 (889-90) i Siciliani diedero addosso alla gente d'Affrica, ed uccisero 'At
Tâûlî del mese di marzo. L'anno 6404 (895-6) fu firmata
la tregua tra i musulmani e i Rûm, al tempo [del governo] di 'Abû
'Alî. L'anno 6406 (897-8) i Berberi diedero addosso al Gund, e consegnarono
agli Affricani 'Abû 'al Husayn (ibn Yazîd) co' suoi figliuoli.
L'anno 6407 (898-9) guerreggiarono [tra loro] varie fazioni. L'anno 6508 (899-900)
'Abû 'al Abbâs (Ahd 'Allah 'ibn 'Ihbrahîm) passò d'Affrica
in Mâzar (Mazara) il venticinque di luglio. L'anno 6409 (900-1) 'Abû
'al Abbâs prese Palermo: e seguì grande strage di dì otto
settembre (900). Allo scorcio di quest'anno fu presa Reggio il dieci giugno
(901). L'anno 6416 (907-8) venne d'Affrica nel mese di maggio un grande (o
vecchio) emir: e fatto esercito di Siciliani, e di Affricani, prese Taormina il
primo di agosto, giorno di domenica. L'anno 6417 (908-9) l''Amir 'al Mâminîn
(il primo califfo fatemita) s'insignorì dell'Affrica [propria]. I Siciliani,
sollevatisi con (Ali 'ibn Muhammad) 'Ibn 'abî Fawâris, cacciarono
in Affrica ('Ahmad 'ibn 'abî 'al Husayn) 'Ibn Rabbâh, il primo aprile
(909) giorno di domenica. L'anno 6421 (912-3) fu ucciso in Palermo cImrân,
preposto alla Quinta, il dì ventisette di gennaio (913). Questo medesimo
anno il diciotto del mese di maggio (913), giorno di lunedì, fu fatto emiro
('Ahmad) 'Ibn Qurhub. L'anno 6422 (913-4), il nove luglio (913), salparon
le navi d''Ibn Qurhub, e il diciotto dello stesso mese incendiarono le navi d'Affrica
ed uccisero 'Ibn 'abi Hinzir. L'anno 6423 (914-5), a dì primo settembre
(914), le navi d''Ibn Qurhob andarono contro i Rûm in un luogo detto H.lâ.â..h
(Galâyânuh?), e perirono in mare. L'anno 6424 (915-6), a dì
quattordici luglio (916), giorno di domenica, i Siciliani deposero 'ibn Qurhub
e lo cacciarono in Affrica, dov'ei morì insieme col suo figliuolo. A dì
quindici agosto del medesim'anno venne in Sicilia, con grande esercito, 'Abû
Sacîd (Mûsâ 'ibn 'Ahmad soprannominato) 'ad Dayf. L'anno
6425 (916-7), a dì ventotto settembre, gli eserciti di 'Abû Sacid
e la sua armata entrarono dalla parte di mare in Palermo, e il diciassette ottobre
(816), giorno di giovedì, i Siciliani giurarono [la lega] con con 'Ibn
cAli ed 'Aw 'as Sacâri contro 'Abû Sacid 'ad Dayf. Palermo fu assediata
per sei mesi [tanto strettamente] che il prezzo del sale montò a due carrube
l'oncia7. Il dodici 'Abû Sacid dié lo 'amân (amnistia) ai cittadini,
ed essi gli apriron le porte. L'anno 6426 (917-18) del mese di settembre (917)
l'esercito e l'armata fecero ritorno in Affrica, e fu messo sopra il paese un
emiro, [per nome] Sâlim ('ibn 'Asad 'ibn Râsid). In su lo scorcio
dell'anno medesimo (agosto 918), venute le barche dall'Affrica, s'impadronirono
nottetempo di Reggio. L'anno 6427 (918-9) il sultano d'Affrica armò
per terra e per mare, ed osteggiò Alessandria. Su lo scorcio del medesimo
anno (agosto 919) fu stipulata la tregua tra Sâlim, emir di Sicilia, e il
popolo di Taormina e delle altre rôcche [tenute dai Cristiani]. L'anno
6432 (923-4) venne d'Affrica un [condottiero] Schiavone, per nome Mascûd
il quale prese la rocca di Sant Agâth (Sant'Agata). L'anno 6433 (924-5)
venne d'Affrica (Gafar 'ibn 'Ubayd) hâgib, (ciambellano) dei Credenti, e
prese .r.sâ.h (Bruzzano). L'anno 6434 (925-6) l'hâgib andò
in persona al luogo detto 'Awrah (Oria); la prese e fermò una tregua col
popolo di Calabria, dal quale ebbe statichi Lâwuh (Leone), vescovo di Sicilia,
e il wâlî (prefetto) di Calabria. L'anno 6435 (926-7) vennero
con 'Ibn Sâlim due sayh, per nome, l'uno 'Al Balazmî (da Balaznah
anche in Affrica), e posero la taglia sul popolo di Sicilia. L'anno 6436 (927-8)
venne d'Affrica un altro [condottiero] Schiavone, che si chiamava Sâyn (corr.
Sâbir, e prese T.z..ûh (corr. 'Utruntûh, Otranto) il diciassette
agosto (928). L'anno 6437 (928-29) lo Schiavone passò in 'Al 'Ankabardah
(Longobardia), dove fe' molti prigioni, senza impadronirsi d'alcuna città.
E fermò la tregua col popol di Calabria per un anno. L'anno 6438 (931-2)
venner di nuovo con 'Ibn Sâlim due sah per nome 'Ibn Salmah e 'Ibn 'Ad Dâyah;
i quali levarono una grave taglia su i Siciliani. Essi andarono in Affrica l'anno
seguente, e caddero in disgrazia del Commendator de' Credenti. L'anno 6442
(933-4), morì in Affrica il Comandator de' credenti: di che arrivò
la notizia in Sicilia il dì venticinque di agosto (934). Successe nel trono
(a quel principe) il suo figliuolo Abû 'al Qâsim; il quale mandò
[un'armata] in G.nûah (Genova) e se ne insignorì. Quest'anno medesimo
Randâs, wâli (prefetto) di Taormina, fu ucciso di faccia al castello
di Sâlim [in Palermo?] il 10 marzo (934). L'anno 6443 (934-5), il diciannove
ottobre (934), giorno di domenica, un gran temporale fece riversare su la città
[di Palermo] i fiumi de' dintorni: onde annegò della gente e furono distrutte
molte case dentro la città e fuori. L'anno 6444 (935-6) l'undici di
luglio (936), un furioso vento meridionale col samûm arse le viti e le frutta;
sì che quest'anno non si fece vendemmia. L'anno 6445 (936-7), il diciassette
aprile (937) i Girgentini sollevaronsi contro l'emir Sâlim; cacciarono 'Ibn
cImrân da Qalcat al Ballût (Caltabellotta), e svaligiarono gli 'Al..rd.ârîn
(?). L'emir mandò contro di loro, sotto un capitano per nome 'Abû
Daqâq 'al Kutâmî (della tribù berbera di Kutâmah),
un esercito di Kutamii e di Siciliani, insieme coi fanti di Maymûn 'ibn
Mûsâ. Mossero [verso Girgenti], e arrivati ad un luogo che si chiama
cAsrah, piantaron quivi le tende e cominciaron a stringer d'assedio la terra.
Ma i Girgentini, risaputo ciò, vennero alla riscossa; e scontratisi con
'Abû Daqâq il sabato, ventiquattro del mese di giugno (937), sbaragliarono
i Kutamii; ne fecero strage, nella quale cadde [anco] il lor condottiero, e presero
le bagaglie. [I vincitori] tiravan diritto su Palermo per assalirla; ma il due
luglio (937), giorno di domenica, trovatisi in M.sîd .âlays a fronte
di que' della capitale, che erano condotti da Maymûn 'ibn Mûsâ
e dall'emiro Sâlim, fu combattuta una grande battaglia, nella quale i Girgentini
andarono in rotta. [Que' di Palermo] li inseguirono sino a' mulini di M.r.nuh
(Marinco?). L'anno 6646 (937-8) i Siciliani capitanati da 'Ibn 'as Sabâyah
e da 'Abû Târ, sollevaronsi contro l'emiro Sâlim, il diciassette
di settembre (937), giorno di domenica: e venuti alle mani [con le genti dell'emiro]
uccisero il negro 'Abû N.târ. Il mercoledì [poi], venti dello
stesso mese, l'emiro Sâlim li uccise come cani nell'arsenale. Ma il sabato,
sette di ottobre, avendo grossi stuoli [di cittadini] prese le armi contro Sâlim,
questi loro uscì all'incontro [dal castello?] e fecene strage: che fu grande
rotta pe' Siciliani e rimasero nel Cassaro vecchio stretti d'assedio. [Poscia],
a dì ventitrè dello stesso mese entrò in Palermo Halîl
('ibn 'Ishâq 'ibn Ward) con grossi eserciti e incominciò a demolir
le mura ed a tor via le porte. All'intender questo caso, i Girgentini chiarisconsi
ribelli: Halîl [dal canto suo] fatta oste Siciliani ed Affricani, muove
contro i Girgentini con grande sforzo. Il venerdì, nove di marzo (938),
le due parti vengono alle mani; i Girgentini ammazzano 'Ibn 'abi Hinzîr
ed cAlî 'ibn 'abìi 'al Husayn, genero di Sâlim; e gli Affricani
sono sbaragliati. [Nonostante la sconfitta] Halîl assediò i [Girgentini]
per otto mesi; ma sempre invano. L'anno seguente (938-9), a dì ventidue
di ottobre (938), ritornava Halîl in Palermo; ponea taglia sopra i Siciliani;
mandava poi in Affrica [a chiedere rinforzi]: e n'ebbe [altre] schiere, capitanate
da Wasâmâ e da 'Ibn Mudû. [Così] gli si sottomessero
tre rocche, cioè Caltavuturo, Qalcât 'as Sirât (Golisano) e
'Isqlâf.nah (Sclafani). Dopo alcun tempo [ebbe] .lb.rh (Mazara; prese l'isola
di F.q.f (Foca?), e fece morir Foca stesso tra i tormenti. L'esercito poi passò
a Caltabellotta ed osteggiolla. Seguì in questo luogo una grande strage
il dieci luglio (939). Que' che ne camparono ebbero l'amân [del capitano
fatemita]. L'anno seguente (939-40) l'esercito andò a B.lât.n.h
(leg. Balatanuh, Platano), e si messe ad assediarla. Ma nel novembre (939) i Girgentini,
piombando nottetempo su i nemici ch'erano a campo presso Caltabellotta, ne li
cacciarono e presero gli alloggiamenti loro. Il medesimo anno morì nel
proprio castello l'emiro Sâlim. Di questo tempo seguì una grande
carestia nella capitale, al par che nelle campagne, [si spaventevole] che de'
genitori mangiarono i propri figliuoli. Nel mese di marzo [910] fu presa B.lâ.n.h
(Platano). L'anno seguente (940-1) a dì venti novembre (940) fu presa
Girgenti; rincrudì la fame; rimasero abbandonate e deserte le rôcche
e le campagne della Sicilia. Allora Halîl mandava in Affrica un grande numero
di prigioni. L'anno 6450 (941-2), il venerdì dieci settembre (941)
Galîl passò di Sicilia in Affrica, lasciando in Palermo due mutawallî
(delegati), un de' quali [per nome] 'Ibn 'al Kûfî e l'altro 'Ibn Attâf.
Erano cresciuti intanto [nel paese] i ladronecci e i misfatti, e il forte si mangiava
il debole. L'anno 6456 (947-8) arrivò d'Affrica un emiro che avea per
nome Hasan 'ibn Alî 'ibn 'abî 'al Husayn, figliuolo di quell'cAlî
ch'era stato ucciso [sotto] Girgenti. Egli ristorò il paese; lo assettò:
l'indirizzò per bene. L'anno seguente (948-9) i Siciliani fecero una
congiura per rivoltarsi contro di lui. Ma il giorno di Natale, che cadde in lunedì,
ei chiappolli alla rete, e scoperti i capi della trama, fece loro mozzar le mani
e i piè, e appiccare [i cadaveri] a' pali. Era tra loro M.r.s e i suoi
compagni. E allora in Sicilia andò bene ogni cosa. L'anno 6459 (951-1)
il mercoledì due luglio (951) venne d'Affrica in Palermo uno schiavone
per nome Farag Muhaddad, recando de' cameli e delle poderose forze di terra e
di mare. L'emiro Hasan, il dodici dello stesso mese, giorno di sabato, mosse,
con le forze unite dei Siciliani e degli Affricani, contro Reggio, la quale ei
trovò già abbandonata. Si volser quindi i Musulmani sopra Gerace,
e dierle aspra battaglia, senza alcun frutto. [Alfine] l'emiro concedette a quei
[Cristiani] una tregua; prese degli statichi da loro, e procedendo sopra Cassano,
osteggiolla senza pro'. Fatta tregua anche con costoro, e presine statichi, egli
ritornò [in Sicilia]. L'anno appresso (951-2) Hasan svernò in
Palermo, lasciate le navi in Messina. L'anno appresso (952-3) ritornati gli
eserciti [musulmani] in Calabria, scontrandosi con Malgan (Mataceno); lo sconfissero,
fatta grande strage delle sue genti; assalirono le popolazioni di R.m.ts e di
.trah.ûqah (Petracucca), e fatti molti prigioni, mandaronli in Affrica.
Inviaronvi ancora, in ceppi, il capitano dell'armata 'Abû Mahall, il quale
fu quivi dato al supplizio. L'anno 6562 (953-4) venne [in Palermo] il monaco
'As.rû.l.s (Assiropulo, Asdrubale?) e fermò la tregua coi [Musulmani];
[onde] gli eserciti ritornarono in Affrica. L'anno 6464 (955-6), a dì
9 agosto, venne cAmmâr con un'armata e svernò in Palermo. Al principio
della [nuova] stagione egli passò in Calabria. Nel medesimo anno, sbarcato
in Reggio Bâsîluh 'al 'Abrutûqârabus (Basilius Protoca-rebus),
distrussevi la moschea; poscia prese Tirmah (Termini), e scontratosi in Mazara
con l'emiro Hasan, uccise molti Musulmani. L'anno 6466 (957-8), ritornò
Hasan, il quale, unito al suo fratello Ammâr, pose in fuga lo stratego (Mariano
Argirio); [ma nel combattimento] fu presa una nave dell'armata musulmana.
L'anno 6467 (958-9), il ventiquattro di settembre, naufragò l'armata [siciliana]
mentre facea ritorno: ed Hasan ne allestì un'altra il medesimo anno.
L'anno 6468 (959-60) fu preso '..r..h (Afrinah?), e i Rûm fatto prigione
'Ibn B.slûs, recandoselo a Costantinopoli. L'anno 6469 (960-1), venuto
per riscattare i prigioni S..r.t (Socrate?), i Rûm ripresero '..r..h, pagatone
il riscatto ai Musulmani. [Indi] Hasan ritornò in Affrica, recando seco
gli ottimati siciliani, e iniziolli alla setta del Comandator dei Credenti
e lor fece larghezza. Dal canto loro eglino spinsero il sultano [all'impresa]
contro Taormina. L'anno 6470 (961-2), del mese di maggio, 'Ahmad 'ibn Hasan,
fatta oste di Siciliani e d'Affricani, assediò Taormina. Allo scorcio di
quest'anno [e per l'appunto] il dì 1° di agosto, che era venerdì,
venne con un esercito il qâyd (condottiero) 'Ibn Ammâr, e andò
a trovare il suo fratello sotto Taormina. L'anno 6471 (962-3), del mese di
dicembre (962), un giovedì, fu presa Taormina. Dal mese di agosto (963)
'Ahmad tornossene in Affrica, e il qâyd ('Ibn) Ammâr pose l'assedio
a Rametta l'anno seguente (963-4). L'anno 6473 (964-5) Hasan, venuto con eserciti
di Berberi, svernò in Palermo, dov'ei morì nel mese di novembre
(964). Il medesimo anno, del mese di ottobre, un lunedì, era sbarcato Manuele
in
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