Il caso Vittoria

Interventi

 

Appalti a Vittoria

Dall'intervento di Niki Vendola, segretario della Commissione parlamentare antimafia, in occasione di un convegno tenuto a Vittoria il 21 ottobre 1995.

Vittoria, che è un comune di grande e antichissima tradizione rossa, è oggi amministrata dal Pds, quale forza prevalente, e per parafrasare un famoso adagio, mi è amico il Pds, ma mi è molto più amica la verità. Allora io credo che le carte riservate che ho letto e il senso comune che interessa la parte più avvertita della popolazione, meritino un'attenzione che non faccia sconti a nessuno. Ci sono molti interrogativi e inquietudini sugli appalti che chiamano in causa il municipio di Vittoria. Sempre gli antichi dicevano "dev'essere immacolato Cesare, ma dev'essere immacolata anche la moglie di Cesare".

Io non sono in grado di entrare nel merito di una delibera, di un appalto, delle vicende del mercato ortofrutticolo o del mercato dei fiori, o di quel parco, o di quella ditta che costruisce palazzoni in una città come Vittoria, dove si è costruito molto, e dove del costruire si è fatto una bandiera, e persino deòagogica in alcuni momenti. Io non sono in grado di entrare nel merito, dicevo, ma c'è un pezzo di Vittoria che vive con angoscia queste delibere e questi appalti. C'è un pezzo di Vittoria che vive con angoscia che la destra ha diffuso in maniera strumentale, come quel rapporto dei carabinieri sulle dichiarazioni del boss Bruno Carbonaro riguardanti i presunti rapporti con il sindaco Aiello.

Un comune governato dalla sinistra dovrebbe battersi con le barricate contro la mafia, e qui invece si registra perlomeno una situazione di pigrizia culturale, ed è già una colpa, perché siamo in Sicilia, in una zona di confine, in un territorio nel quale non è possibile essere latitanti o perdere tempo in polemiche che sanno d'antico. Se una porzione della sinistra e della società civile vede nell'amministrazione comunale di Vittoria non il proprio alleato naturale ma un avversario sul terreno della lotta contro i poteri criminali, qualcosa non funziona, perlomeno bisogna aprire una discussione, che dovrà farsi qui e a Roma, e io mi permetterò di farla con l'onorevole Violante, parlerò con i massimi vertici del Pds.

E' noto che il Pds in Sicilia tante volte inciampa. E' avvenuto penosamente a Terrasini, ma lì i dirigenti regionali e nazionali hanno avuto il coraggio di andare nella cittadina del Palermitano e dire: "i dirigenti locali del Pds sono sconfessati e appoggiamo Manlio Mele in questa battaglia contro i boss D'Anna e Forza Italia". Noi pensiamo che la vicenda di Terrasini non abbia macchiato il Pds, perché nessuno possiede in eterno il certificato dell'antimafiosità. Le organizzazioni politiche sono fatte di persone in carne e ossa, sempre esposte al rischio di infiltrazione e pure al timor panico, che può può paralizzare.

Il Pds è un partito encomiabile perché a Terrasini ha avuto il coraggio di fare quell'atto di rottura. Allora discutiamo a Vittoria, e pure a Roma. Sarebbe bello che, prima che la chieda io, la visita della Commissione parlamentare antimafia la chiedesse subito il sindaco di Vittoria, a dimostrazione che non ha sceletri nell'armadio. Sarebbe bello che avesse il coraggio di aprire le porte del municipio alla massima autorità politico-istituzionale in tema di lotta alla mafia, ed io sarei felice di sostenere in Commissione questa proposta. Io sono in fiduciosa attesa di un gesto di tale natura.