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Caso Vittoria Dal rapporto della DIA, Direzione investigativa antimafia, riguardante il secondo semestre 2000 |
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Provincia di Ragusa Nel territorio ibleo è tuttora irrisolto il problema della successione ovvero della continuità operativa e criminosa del gruppo mafioso DOMINANTE, localmente il più rappresentativo. La criminalità presente sul territorio vive una fase di transizione e gli accadimenti verificatisi nella provincia sembrano dovuti ad un assestamento delle organizzazioni mafiose ivi presenti. Il gruppo DOMINANTE è riuscito a difendere il proprio territorio, che si identifica con la zona di Vittoria, bisogna tuttavia tenere conto che l’area in parola si colloca al confine tra la provincia di Ragusa con quelle di Caltanissetta e di Catania, ove operano “famiglie" di “cosa nostra” di rilevante spessore criminale che hanno sempre mostrato interesse a creare una propria "base operativa" nel vittoriese. Sul fronte interno il gruppo DOMINANTE, non essendo in grado di mantenere il monopolio delle attività illecite nel territorio di Vittoria, potrebbe essere stato costretto ad accettare la convivenza con l’altro gruppo mafioso facente capo ai PISCOPO, legato alla “famiglia” EMMANUELLO di “cosa nostra” gelese, che già in passato si è mostrata interessata ad estendere la propria influenza fino alla provincia di Ragusa, in particolare nella zona di Vittoria. Ciò posto l’apparente tranquillità che ha caratterizzato questo periodo sembra attribuibile alla necessità da parte del gruppo DOMINANTE di riorganizzare i propri ranghi. Allo scopo di assicurare al sodalizio una guida prudente ed affidabile Carmelo DOMINANTE avrebbe disposto l’affidamento della direzione del gruppo ad elementi anziani, poiché le esperienze fatte in passato hanno dimostrato la scarsa affidabilità dei giovani che, una volta arrestati, facilmente decidono di collaborare con la giustizia. I rapporti tra gli “stiddari” vittoriesi e i criminali albanesi, attivi nei settori della prostituzione e del traffico di sostanze stupefacenti (marjiuana) nella zona di Ragusa, non hanno ancora fatto registrare situazioni di contrasto e questi ultimi sembrerebbero ancora in grado di sottrarsi al pagamento di tangenti all’organizzazione mafiosa, probabilmente perché ancora troppo impegnata nel proprio sforzo riorganizzativo. Nella ricerca di nuovi spazi i vittoriesi sembrerebbero anche interessati ad agire nella zona di Scicli. E’ stato infatti registrato un incremento del numero degli incendi dolosi in danno di operatori economici, perlopiù del settore agricolo, nella cittadina di Scicli e nel suo hinterland. Ciò, potrebbe essere determinato dallo spostamento del raggio d’azione di alcuni soggetti originari del vittoriese, legati al gruppo DOMINANTE, che avrebbero individuato nuove risorse economiche nel controllo del mercato dei primaticci e dei fiori. Gli episodi in questione non sarebbero tanto riconducibili ad una attività estorsiva quanto ad indurre gli operatori economici locali a servirsi di imprese controllate dai vittoriesi per il rifornimento e per la vendita dei prodotti finiti. Altro settore di finanziamento è quello del contrabbando di t.l.e., attraverso un accordo con le organizzazioni malavitose pugliesi, che avrebbero individuato nelle coste del basso Ionio (Siracusa e Ragusa) i luoghi più idonei per effettuare gli sbarchi di t.l.e.. Infine, nel semestre in esame si è intensificato il fenomeno degli sbarchi di immigrati clandestini sulle coste del ragusano e della vicina provincia di Siracusa. Le coste iblee fungono da basi di transito per il Nord Europa per gli immigrati clandestini provenienti dal nord-Africa e dal Pakistan. Le organizzazioni criminali, utilizzando l’isola di Malta come base di appoggio, provvedono all’attraversamento del canale di Sicilia con potenti motoscafi in grado di compiere la traversata in meno di un’ora. Ne è conferma, ad esempio, lo sbarco avvenuto nel mese di ottobre sulla costa di Marina di Modica di 24 extracomunitari, in gran parte magrebini e pakistani, ed il rinvenimento di tre cadaveri, quasi sicuramente di cittadini marocchini, presumibilmente appartenenti allo stesso gruppo. Quest’ultima circostanza richiama alla memoria l’altra relativa al ritrovamento di altri cadaveri nella spiaggia di Scicli nello scorso mese di maggio.
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