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31 ottobre 2004 L'inchiesta "perfetta" La stupefacente versione del procuratore di Ragusa Agostino Fera sui fatti del 1972 che portarono all'uccisione del giornalista de "L'Ora" Giovanni Spampinato Esulando dagli aspetti direttamente processuali, nel caso non pertinenti, si riportano, dalla trascrizione ufficiale, le parti più significative della testimonianza del procuratore di Ragusa, avvenuta presso il tribunale di Messina il 16/3/2004. Vengono evidenziati in rosso i passaggi più offensivi del diritto di cronaca e della memoria di Spampinato, ma pure i più opachi e inattendibili nel merito delle indagini svolte e delle contestualità.
Il Pubblico Ministero chiede al magistrato di dire sulle funzioni che svolgeva all'epoca dei fatti. Agostino Fera: Io ero sostituto a Ragusa, sono stato per quindici anni sostituto a Ragusa e allora ero l'unico sostituto, e mi sono interessato ovviamente di questo fatto, sono intervenuto io quando c'è stato questo omicidio Tumino eccetera ... ma bisognerebbe andare a prendere il fascicolo, il fascicolone direi, perché tutto quello che è stato scritto e perché poi avvenne anche una questione di carattere politico perché si trattava, si diceva del fatto che era intromesso in questa questione il figlio dell'allora presidente del tribunale di Ragusa, che poi purtroppo uccise, addirittura (Spampinato ndc), che scriveva delle delle cose su di lui. Allora c'era una avocazione un po' diversa da quella che esiste adesso ... e fece le indagini la Procura Generale, l'allora sostituto Tommaso Auletta, una persona assolutamente al di fuori di qualsiasi possibilità di critica, e non rilevò assolutamente nessuna carenza nell'operato della Procura. Pubblico Ministero: Che esito ebbe questo processo? Fera: Ignoti, ignoti. P.M.: Quindi venne archiviato? Fera: Purtroppo ci sono stati degli elementi a carico di una certa persona che venne arrestata, non faccio il nome, potrei farlo però ... venne arrestata allora soltanto per favoreggiamento e però poi non venne acquisito nessun altro elemento a suo carico, e dopo qualche mese è stato rilasciato e comunque il processo venne definito dall'allora giudice istruttore Angelo Ventura a seguito di una inchiesta che durò molti ma molti mesi. P.M.: E come vi fu questa avocazione? Fera: l'avocazione avvenne quando ci fu il secondo omicidio, cioè quello del giornalista Spampinato ad opera del figlio del presidente del tribunale Campria ... . . . . . . . . P.M.: Diciamo che questa vicenda gudiziaria ebbe una sua evoluzione ... Fera: scusi dottore, ebbe uno svolgimento un po' diciamo anomalo dal punto di vista pubblico, della critica pubblica, perché si trattava del figlio del presidente del tribunale e allora si partiva dal punto di vista che sarebbe stato il figlio del presidente del tribunale coinvolto nell'omicidio Tumino, siccome lui era amico di questo professionista, di questo Tumino che era stato ucciso, e quando io sono intervenuto in campagna perché andai a rilevare il cadavere del Tumino, sono intervenuto io personalmente, chiesi immediatamente, lì c'era il fratello del morto, i parenti eccetera, ho detto come si fa in questi casi ... scusate, chi frequentava questo signore, con chi era amico? Perché io non lo conoscevo per niente. ... E mi hanno detto che era amico del figlio del presidente del tribunale, erano sempre assieme. La prima cosa che feci, tornando in caserma a Ragusa, caserma dei carabinieri, feci convocare immediatamente il figlio del presidente del tribunale al quale chiesi determinate cose e francamente non c'è stato, non è emerso nessun elemento a suo carico, nel modo più assoluto. Erano due, cioè l'ucciso e il Campria, che si interessavano di oggetti antichi eccetera, quindi erano insieme, stavano sempre insieme per questo discorso. Devo dire che il Campria, in un secondo momento, venne incriminato, giudicato e condannato dal pretore allora di Ragusa per falsa testimonianza perché era stato visto uscire insieme al Tumino, in un primo momento, e lui invece aveva detto che non era vero, cioè che era stato per i fatti suoi eccetera. E' stato visto uscire, avevano fatto rifornimento presso una stazione di servizio, adesso non ricordo, mi pare in Corso Italia a Ragusa, qualcosa del genere. Comunque erano tutti elementi di contorno, che potevano essere importanti per quanto riguardava il percorso fatto dal Tumino prima del delitto, ma che non rilevavano assolutamente responsabilità, corresponsabilità del Campria.Ebbene, ci fu allora una critica perché si pensò che si volesse salvare il Campria quale figlio del presidente del tribunale, e ci fu questa campagna, lo devo dire, questa campagna giornalistica nei confronti del presidente del tribunale, allora Campria, e del figliuolo Roberto, il quale poi, a un certo punto, purtroppo, ebbe la bruttissima idea di convocare il giornalista, di uscire con lui in macchina e lo ammazzò. E allora logicamente si gonfiò ancora di più il caso ... Avvocato Carmelo Di Paola (patrocinatore del Fera): Furono avviate le indagini nella immediatezza e siccome, lei l'ha già detto prima, siccome il Tumino era amico di Roberto Campria, figlio dell'allora presidente del tribunale, diciamo la voce pubblica o in qualche modo una campagna giornalistica, di cui era portavoce un certo Spampinato, cominciò a insinuare il sospetto che il Campria fosse, in qualche modo, legato all'omicidio del Tumino. Sono questi i termini, come dire, iniziali della vicenda? Fera:sì. Avv. Di Paola: Successivamente che cosa avvenne? Il Campria siccome tale Spampinato, giornalista se non ricordo male de "L'Ora" di Palermo, era in qualche modo assillato da questo Spampinato e faceva articoli sulla vicenda e gli chiedevano, eccetera, eccetera ... ecco, ci vuol dire che cosa avvenne? Chiese un incontro con Spampinato? Fera: Chiese un incontro con Spampinato per chiedergli da chi avesse avuto delle notizie e perché ce l'avesse con lui, insomma una spiegazione, diciamo un chiarimento, e andarono in macchina, a fare un giro in macchina, poi proprio arrivati daventi al carcere di Ragusa il Campria mise fuori la pistola, sparò e uccise lo Spampinato, quindi Campria fu ovviamente condannato per ... . . . . . . . . . Avv. Di Paola: (...) In particolare si dice che i carabinieri avrebbero richiesto 5 mandati di arresto tra cui quello di Campria e che, ovviamente, la Procura di Ragusa non volle firmare questi mandati di arresto in ossequio al presidente dell'allora tribunale perché era coinvolto il figlio. Le risulta questa circostanza, è vera o non è vera? Fera: No, non mi risulta affatto, mi risulta soltanto una polemica giornalistica perché ci fu riferito, non so se è vero o meno però, che il presidente Campria si era lagnato che io avessi emesso cinque ordini di fermo ... il fermo nei confronti del figlio, no cinque ordini è un'altra cosa, il fermo. Io feci ... allora il presidente già si era dimesso, era andato via da Ragusa, purtroppo per le circostanze che lo travolsero, travolsero pure lui, e che stavo dicendo? Stavo dicendo se è vero o no ... Giudice Maria Arena: del fermo che aveva fatto ... Fera: ah sì, sì, ho fatto un altro invito ufficiale sul giornale e ricordo che venne addirittura in prima pagina su "La Sicilia" la mia smentita perché sa, erano momenti effettivamente in cui essendoci stata la ... politica, allora le cose ... perché si vedevano i neri, i rossi apparire a Ragusa, dice questo era rosso, quest'altro era nero, sa com'è in questi casi. Noi allora eravamo, come dire? Cercavamo di stare lontani da questa critica, da questa polemica. Però quando si scrisse su un giornale che avevo emesso questo ordine di fermo nei confronti del Campria, che poi avevo revocato perché era il figlio del presidente del tribunale, logicamente feci una smentita lì al giornale. . . . . . . . . . Dal controesame al Fera, condotto dall'avvocato Giuseppe Arnone. L'avvocato prende spunto dalle gravissime accuse che il presidente del tribunale Saverio Campria rivolse ai magistrati di Ragusa, coinvolgendoli nello scandalo, esibendo un articolo a nove colonne pubblicato dal quotidiano "L'ora" nel novembre 1972. E a partire da tale dato, rivolge alcune domande al Fera. Avv. Arnone: ... lei sarà certamente a conoscenza delle dichiarazioni del Campria che scatenarono, in ordine al funzionamento dell'autorità giudiziaria ragusana di cui lei faceva parte, diciamo una notevole attenzione. Fera: Avvocato non ricordo ... credo di non esserne a conoscenza, più di questo non posso dire, credo di non esserne a conoscenza, non lo ricordo perché non mi è stato contestato ... (voce fuori microfono) ... no, ma a parte il tempo trascorso, non mi è stato contestato nulla, quindi che cosa devo dire? I giornali potevano scrivere quello che volevano, i giornali purtroppo hanno causato poi il secondo episodio, scusi avvocato se lo dico, ma è così. Avv. Arnone: Mi perdoni, il secondo episodio a cui lei fa riferimento ... Fera: Il secondo omicidio. Avv. Arnone: Spampinato? Fera: Eh sì. . . . . . . . . Avv. Arnone: Se ricorda che il Campria padre dichiarò in varie sedi, anche di carattere istituzionale, che lei avrebbe sentito, avrebbe incontrato il figlio, che poi verrà arrestato per omicidio, e il figlio le avrebbe confidato, chiesto consiglio, in ordine a un episodio nel quale volevano coinvolgerlo di corruzione della Guardia di Finanza al fine di favorire dei traffici di contrabbando di sigarette. Lei ricorda questo episodio? Fera: no non ricordo assolutamente, ma è di pura fantasia una circostanza del genere, assolutamente. Io non ho incontrato più Roberto Campria dopo averlo interrogato immediatamente dopo il delitto Tumino, e poi in carcere assieme al procuratore Puglisi, se non ricordo male andammo tutti e due, quando si costituì dopo aver ucciso Spampinato, e poi all'udienza di appello del processo per falsa testimonianza. Io non ho avuto nessun rapporto né col presidente che allora, proprio per togliere i colleghi del tribunale di Ragusa da qualsiasi imbarazzo, se ne andò immediatamente da Ragusa, e né con Campria (Roberto ndc), assolutamente nessun rapporto. . . . . . . . Avv. Arnone: ... Io voglio capire se il procuratore Fera è in grado di ricordare se da parte dei carabinieri vi fu diciamo una indicazione rispetto a responsabilità che potevano avere ... Fera: No, rispetto a responsabilità no. I carabinieri mettevano in rilievo i rapporti che l'ucciso, l'ingegnere Tumino, aveva con il Campria, con un certo Arpa, con un certo Campise e compagnia bella, cioè con tutti coloro che facevano lo stesso mestiere suo, perché lui credo che fosse ingegnere solo perché laureato in ingegneria ma non esercitava e si interessavano di commercio di roba antica. Avv. Arnone: Specifico ulteriormente, non ricorda se nell'ambito di questa focalizzazione di rapporti ... Fera: No, non è che non ricordo, sono portato ad escluderlo. Avv. Arnone: La mia domanda è un'altra cosa. Se nell'ambito di questa formalizzazione dei legami, fra il Tumino e il Campria vi era anche la comune militanza in movimenti politici di estrema destra? Fera: Sì, sì, tanto è vero che un signore ... aspetti che me ne ricordo ... giunse a Ragusa ... Avv. Arnone: Quintavalle? Fera: ... Era il nominativo di una persona che venne fatta presente da un giornalista de "L'Unità", da Frasca Polara, un articolista, un giornalista, Frasca Polara, che disse che si aggirava a Ragusa uno della Decima Mas di Borghese, Quintavalle, il quale fece una querela nei confronti di Frasca Polara (Giorgio n.d.c.) a Roma, e credo che abbia avuto buon successo da parte sua. Avv. Arnone: Lei è al corrente delle memorie dello Spampinato, prima del suo omicidio, in cui ricostruiva la vicenda nella quale, a suo dire, sarebbe maturato ... Fera: No, no, io ricordo soltanto che dopo l'omicidio dello Spampinato, Campria si difendeva, cioè si difendeva? Intendeva giustificarsi dell'omicidio perché lo Spampinato in pratica lo voleva incontrare continuamente per estorcergli, tra virgolette, una confessione, una confessione sull'omicidio Tumino, e gli telefonava continuamente a casa, almeno questa fu la difesa di Campria su ... Avv. Arnone: Lei diciamo (ebbe) notizia ... Fera: No, no. Avv. Arnone: sia per la sua attività ... Fera: No, io purtroppo di Spampinato, dell'esistenza di Spampinato, sono venuto a conoscenza purtroppo dopo l'omicidio. Avv. Arnone: Lei è al corrente di un libro pubblicato da tale giornalista Bonina, che si è occupato di questa vicenda? Fera: Sì, me ne parlò esattamente la moglie del collega Ventura, che mi disse: ma tu lo sai che c'è un libro e.... E io gli dissi: e che cosa dice? No, niente, fa la ricostruzione dell'omicidio Tumino, eccetera. Però confesso di non averlo assolutamente letto. Avv. Arnone: Non l'ha letto? Fera: Siccome non c'erano, almeno che io sappia, non c'erano le espressioni offensive o calunniose o diffamatorie ... Avv: Arnone: Lei ha mai saputo se il Campria, figlio in questo caso, aveva inviato una nota al procuratore generale della Corte d'Appello nella quale parlava di rapporti tra lei e il Campria? Posso leggere il passaggio del libro se il giudice mi autorizza. Fera: ... non ne sono a conoscenza. . . . . . . . . Giudice Maria Arena: Era a conoscenza di questo memoriale (...) a cura del presidente del tribunale che riguardava la vicenda del figlio e che riguardava una sua partecipazione? Fera: No, no dottoressa, no.
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