29 aprile 2003

Caso Carbone. La testimonianza di Bartolomeo Mililli, responsabile provinciale della Confesercenti

 

Preg.mo Dr. Carlo Ruta, sono il Dr. Bartolo Mililli, Responsabile provinciale della Confesercenti e Presidente della ConfeserFidi. Anche io, come Lei, sono convinto che Umberto Carbone non sia solo stato un imprenditore in difficoltà finanziario e basta. Anzi leggendo uno dei suoi libri ... mi sono sempre più convinto che taluni riferimenti già esistessero negli scritti già da Lei pubblicati.

(...) Il Carbone, sciclitano come me, nel 1999 era ai miei occhi, forse un po' sprovveduti, (sono classe 1967 e quindi un po' giovane per sapere delle sue passate scorribande) un "normale imprenditore" con numerosissimi clienti nel settore agricolo, e come tale fu da me invitato a segnalare quache cliente per sviluppare il servizio credito, inizialmente aperto anche all'agricoltura. La curiosità del Carbone a conoscere lo strumento e il relativo impegno con cui svolgeva il suddetto ruolo, non mi facevano insorgere sospetti di alcun tipo.

Nel marzo del 2000 la svolta. Viene fuori completamente il suo disegno, Le assicuro ben lontano dal nostro: convince alcuni suoi amici imprenditori a costituire il CONSORZIO FIDI MERIDIONALE (CONFISI), non prima di essersi assicurato la convenzione con l'unico istituto bancario disponibile a collaborare con lui, e di cui Lei, a conferma, già cita nei suoi precedenti scritti, e ci sottrae qualche collaboratore già istruito. Da quel momento, improvvisamente ci trovammo un concorrente pericoloso per tutta la piazza, in quanto venditore di fumo e di false aspettative che ingenerava specie ai più piccoli agricoltori. Ovviamente, di Carbone non volevo più sentir parlare e anzi, ogni volta che mi raccontavano delle sue peripezie, come Lei, mi convincevo che sicuramente non sarebbe morto di morte naturale.

Appena eletto all'antiracket con false elezioni e il cui risultato era già stato confezionato, come Lei ricorderà, ho immediatamente rassegnato le mie dimissioni dal suddetto organismo, poi rientrate perchè mi fu promesso che si sarebbero rifatte le elezioni in maniera "regolare". E così fu. Da quel momento il Carbone mi ricambiava il mio odio per lui, forse perchè un ingenuo era riuscito a fargliela pagare, facendolo scomparire dalla scena dell'Antiracket. Questa è la verità.

Preg.mo Dr. Ruta, giornalmente, con il duro lavoro mio e dei miei collaboratori, abbiamo raggiunto dei traguardi insperati anche grazie alla serietà e alla capacità professionale. Per questo motivo, forse, ci pregiamo di intrattenere rapporti di collaborazione con Istituti bancari quali la Banca Agricola Popolare di Ragusa, il Banco di Sicilia e la Banca Monte dei Paschi di Siena (come vede manca l'Istituto che collaborava con Confisi al quale, i suddetti istituti, avevano chiuso da sempre la porta in faccia ...). Ma il valore a cui tengo di più non è quello del ConfeserFidi né a quello della Confesercenti, ma del mio onore e della mia famiglia, indissolubilmente legato a quello delle due Sigle, il cui sviluppo è un vero cruccio per i concorrenti e aspiranti dirigenti.

Per questo motivo mi sono deciso a scriverLe, per far si che la Confesercenti e la ConfeserFidi che danno lavoro a diverse unità di persone, non vengano collegate per nulla al Carbone (il cui contatto lo può paragonare ad una meteora o ad un oggetto caldissimo, che appena toccato, costringe il malaugurato ad allontanarsi quanto più è possibile).

(...) Dr. Bartolomeo Mililli.

Scicli, 28 aprile 2003

 

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