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19 dicembre 2002 Il diritto di fare storia Cari amici, il 31 gennaio del 2003, alle ore 9.00 presso i locali della ex-pretura di Partinico, riprenderà il processo intentato dal generale dei Carabinieri Roberto Giallombardo nei confronti del prof. Giuseppe Casarrubea, uno storico che da anni si batte per la ricerca della verità sulle stragi di Portella della Ginestra (Primo Maggio 1947) e di Partinico (22 giugno 1947). Dopo anni di studi (realizzati ascoltando decine di testimoni e di storici e consultando i principali archivi italiani e gli atti desecretati della Commissione Nazionale Antimafia), Casarrubea ha sostenuto che alcuni elementi chiave di quelle stragi, come Salvatore Giuliano, Salvatore Ferreri e Gaspare Pisciotta, ricoprirono un ruolo a dir poco ambiguo: collusi con le più alte autorità della pubblica sicurezza in Sicilia, i banditi vennero in un primo tempo utilizzati senza scrupolo per le manovre stragiste, per poi essere eliminati in tempi diversi a causa della loro potenziale pericolosità. Giuliano, Ferreri e Pisciotta sapevano troppo sui complessi e sotterranei rapporti tra Stato, banditismo e mafia. Le stragi siciliane del 1947 furono un punto di svolta nella storia della giovane repubblica italiana. L’onda montante delle forze popolari (diventata inarrestabile dopo le elezioni del 20 aprile del 1947, data che vide la vittoria in Sicilia del Blocco del Popolo costituito da Pci e Psi) doveva essere assolutamente fermata, a qualsiasi costo, anche con il sangue. Lasciamo alla magistratura il compito di chiarire i fatti: ci limitiamo appena a evidenziare che, a distanza di 55 anni da quei tragici avvenimenti, nessuna spiegazione credibile è stata ancora fornita, tantomeno è stata raggiunta la verità sui mandanti politici e sugli esecutori materiali. La querela per diffamazione intentata dal generale Giallombardo nei confronti di Casarrubea (querela che difende la versione ufficiale secondo cui, il 27 giugno 1947, Salvatore Ferreri, i fratelli Pianello, Antonino Coraci e Vito Ferreri sarebbero stati uccisi in uno scontro a fuoco con i Carabinieri di Alcamo) mina la libertà della ricerca storica in Italia. La nostra associazione, afferma il sacro principio costituzionale che la ricerca storica non può essere trascinata nelle aule dei tribunali e che il diritto alla libertà della ricerca scientifica non può essere messo in discussione in maniera così clamorosa. Per discutere l’inaccettabile situazione in cui viene a trovarsi lo storico partinicese, vi invitiamo a partecipare al pubblico incontro di giovedì 30 gennaio 2003. Antonella Azoti, Nico Miraglia, Associazione “Non solo Portella”, Partinico (Pa), 16 dicembre 2002
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