2 settembre 2002

Per la difesa dei diritti della ricerca storica

Appello di “Non solo Portella” Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Portella della Ginestra, della mafia e di altre stragi compiute in Sicilia

 

Il prossimo 4 ottobre presso la Pretura di Partinico (Palermo) si aprirà il processo intentato dal generale dei Carabinieri in pensione Roberto Giallombardo contro Giuseppe Casarrubea, uno studioso che da anni si batte per la ricerca della verità sui mandanti della strage di Portella della Ginestra e degli attacchi contro le sedi di sinistra e le Camere del Lavoro, nella provincia di Palermo (1° maggio- 22 giugno 1947).

Tra i caduti anche suo padre, uno dei tanti sindacalisti ammazzati dalla mafia in quegli anni bui della nostra Repubblica. Diverse sue pubblicazioni sono testimonianza del suo impegno di ricerca. Tra le tante, Portella della Ginestra. Microstoria di una strage di Stato, edita a Milano da Franco Angeli nel 1997 (50° delle stragi) nella collana di studi di storia contemporanea diretta dal prof. Franco Della Peruta.

L’autore, sulla scorta di una lunga bibliografia, di atti processuali e di documenti della Commissione Antimafia, aveva sostenuto che alcuni elementi chiave di quelle stragi, come Salvatore Ferreri, alias Fra' Diavolo, ne erano stati gli esecutori materiali pur essendo, al contempo, confidenti delle più alte autorità di pubblica sicurezza in Sicilia, e come tali, chiusa la manovra stragista, erano stati premeditatamente eliminati. Cosa che Casarrubea aveva ribadito in un’intervista concessa a una emittente televisiva locale in occasione del cinquantenario di quelle stragi.

Lasciamo alla magistratura il compito di chiarire i fatti, anche se a distanza di oltre mezzo secolo nessuna verità ufficiale e credibile sappiamo né sulle stragi del 1947, nè sulla morte del bandito Salvatore Giuliano e del suo luogotenente Gaspare Pisciotta.

In un’epoca che troppo facilmente è propensa a rimuovere passato e memoria di quelle lotte che videro il movimento sindacale e contadino alla testa del processo di rinnovamento democratico del nostro Paese, Casarrubea è un testimone di ricerca della verità e della giustizia. Non lasciamolo solo e attiviamo in suo favore ogni nostra iniziativa: scrivendo un articolo per un giornale, una e-mail, presenziando al processo, formando dei gruppi di solidarietà concreta, telefonando a un amico, a una rivista, ecc.

Affermiamo il principio costituzionale che la scienza non può essere processata, la conoscenza storica non può essere trascinata nelle aule dei tribunali, né può essere surrogata dai monopoli dell’informazione. E’ intollerabile che oggi il diritto della libertà della ricerca scientifica debba essere messo in discussione persino contro gli stessi familiari delle vittime, alle quali lo Stato non ha consegnato, neanche dopo cinquantacinque anni, né verità né giustizia.

(Se aderisci, copia questa lettera, inserisci il tuo nome e spediscila a un amico e, in copia, a Giuseppe Casarrubea, al seguente indirizzo email: icasar@tin.it)

ASSOCIAZIONE “NON SOLO PORTELLA”

 

 

I fascicoli non arrivano, il processo differito

nota di Giuseppe Casarrubea

Il processo del 4 ottobre non si è potuto avviare perchè la procura di Palermo non ha inviato le carte relative al processo e il giudice non aveva nulla da fare, di conseguenza. Misteri! Ha fissato la data del 31 gennaio 2003, nella speranza che in quattro mesi i fascicoli arrivino. In tribunale con me si sono presentati i familiari delle vittime di Portella,e di vari sindacalisti ammazzati dalla mafia. Erano presenti: Nico Miraglia, figlio di Accursio di Sciacca, Antonella Azoti, figlia di Nicolò di Baucina, tutti i figli di Vincenzo Lo Jacono ucciso con mio padre, i rappresentanti di Calogero Cangelosi, Placido Rizzotto, Epifanio Li Puma, Michelangelo Salvia. Erano inoltre presenti Enza Albini per il sindacato regionale CGIL-Scuola, Italo Tripi, Dino Paternostro, Raffaele Turtula, Ernesto Burgio, la Monastra, consigliere comunale a Palermo e molte altre persone la cui presenza è stata per me di grande sostegno morale.

 

 

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