Un tunnel a cielo aperto nel Palermitano

Oltraggio all'ambiente e spreco

Un gigantesco sottovia nei pressi di Bolognetta, a 23 km da Palermo, ha richiesto una spesa di oltre quattro miliardi di lire. Ritenuto assai pericoloso, dopo otto mesi dal completamento non è ancora collaudato. Ecco l'esposto presentato da Giuseppe D'Amico, a nome del comitato che si occupa della vicenda, e da Giuseppe Zaso, della segreteria regionale di Legambiente

 

 

On.le Salvatore Cuffaro Presidente della Regione Sicilia Palermo - On.le Ministro per le Infrastrutture Pietro Lunardi Roma - On.le Assessore Regionale ai Lavori Pubblici Palermo - On.le Assessore Regionale al Territorio ed all'Ambiente Palermo - Sig. Procuratore Regionale della Corte dei Conti Palermo - Sig. Prefetto Palermo - Sig. Procuratore della Repubblica Palermo - Sig. Dirigente Ufficio Trasparenza Regione Sicilia Palermo - Sig. Ingegnere Capo del Genio Civile Palermo - Sig. Capo Compartimento ANAS Palermo - Ispettorato regionale dei lavori pubblici Palermo

 

I sottoscritti: Giuseppe D'Amico, nato a Palermo il 19-7-1966, residente in Bolognetta via Bivio s.n.c., tel. 091-8724026, a nome e per conto del "Comitato per un Bivio sicuro" di Bolognetta; Giuseppe Zaso, nato a Bagheria il 26-4-1951, ivi residente in via Cusina n.28, tel.339 5297859, in qualità di coordinatore dei circoli Legambiente della Provincia di Palermo e membro della segreteria regionale Legambiente;

fanno presente alle SS.LL. quanto segue:

a) Negli anni 1985-87 il periodico "Città nuove" di Corleone ed associazioni di cittadini di Bolognetta, Villafrati ed altri paesi della zona raccolgono firme perché il Parlamento nazionale ed il governo stanzino le somme occorrenti per un progetto che elimini il pericolo costituito dallo svincolo di Bolognetta sulla scorrimento veloce Palermo Agrigento (Strada statale 121, "la strada della morte") in quanto l'immissione dei veicoli provenienti da Corleone-Marineo-Bolognetta in direzione Palermo, essendo in curva e dovendo intersecare la corsia opposta, è causa di frequenti incidenti, anche mortali.

b) Il 7 giugno 1990 la Giunta Municipale di Bolognetta dà incarico all'ing. Antonino Bevilacqua e ad altri professionisti di redigere il progetto relativo ai lavori per la realizzazione di "uno svincolo della SS.121 (Palermo-Agrigento) verso la SS. 118 Corleonese-Agrigentina, nonché del collegamento tra il centro abitato di Bolognetta e lo stesso".

c) Il 7 marzo 1991 viene approvato dalla Giunta municipale di Bolognetta (delibera n.64) il progetto generale per l'ammontare di 7.400.000.000 di lire, nonché il primo stralcio dell'opera (Cavalcavia sulla Palermo-Agrigento) per l'importo di lire 4.850.000.000.

d) Il 7 luglio1992 la Regione Sicilia delibera il finanziamento del primo stralcio per l'importo di lire 4.322.773.495.

e) Nel novembre 1994 la Giunta municipale di Bolognetta approva il "progetto esecutivo di Completamento dei lavori di costruzione allo svincolo Bolognetta della SS. 121 nonché collegamento tra il centro abitato e lo stesso" (delibera n. 194 del 24.11.1994), redatto dall'arch. prof. Antonino Bevilacqua docente al Politecnico di Torino per un importo complessivo di Lit. 4.200.000. Il progetto è inserito tra le opere dell'azione organica 6.3 della legge 64/86 prima revocate, ma poi reinserite tra gli interventi di cui il governo regionale ha riproposto il finanziamento CIPE.

f) Negli anni 1993 e 1994 le rilevazioni giornaliere di traffico effettuate dal personale ANAS registrano nei giorni feriali all'imbocco della Bolognetta-Corleone (SS.118) un massimo di 1600 autovetture dalle ore 7 alle ore 19 e circa 800 veicoli dalle 19 alle 7 del mattino. L'ing. Bevilacqua nella relazione illustrativa del progetto scriverà dell'alta percentuale di incidenti nel quadrivio e dichiarerà nell'aula consiliare del Comune di Bolognetta che arrivano a 12.000 autovetture al giorno nella zona (sommando evidentemente in modo discutibile l'intero traffico della Palermo Agrigento, della SS.118 Corleonese e della Strada Provinciale 77 Misilmeri-Villafrati).

g) Nella primavera 1995 il secondo stralcio del megaprogetto ("Sottovia scatolare" o tunnel a cielo aperto tra la SS.118 (Corleonese) e la Strada Provinciale 77 (Misilmeri-Villafrati) è approvato dal Consiglio Comunale ed inserito dallo stesso nel Piano triennale per le opere pubbliche.

h) Nel marzo 1996 si forma il "Comitato per un bivio sicuro" che contesta durante assemblee e incontri e con esposti al TAR, al CGA, alla Provincia di Palermo, al Prefetto, al presidente della Camera dei Deputati, alla Procura della Repubblica di Palermo la necessità del secondo stralcio, ritenuto un "canalone inutile e dannoso" per la vita civile, per l'ambiente e l'economia di Bolognetta. Il comandante del Distaccamento di Lercara Friddi della Polizia Stradale, su richiesta del Comitato, comunica che nel tratto dove è previsto il sottovia, "non risultano essere stati rilevati incidenti stradali".

i) Nell'aprile 1996 il "Comitato per un bivio sicuro" che ha raccolto circa 700 firme su una petizione rivolta a tutte le autorità competenti, organizza una pubblica assemblea per denunciare lo sperpero del "sottovia scatolare" ; la Giunta municipale al completo lascia la sala dichiarando che non ritiene giusto intervenire in quella sede, ma organizzerà un'assemblea con il progettista. L'opera viene approvata dagli organi dirigenti dell'ANAS.

l) Il 10 giugno 1996 undici cittadini del quartiere "Bivio" di Bolognetta fanno ricorso al T.A.R. (avvocato Mistretta), che darà ragione al Comune di Bolognetta. Secondo tale organismo l'opera non arreca alcun danno perché… ancora non finanziata. Anche il successivo appello al CGA e la richiesta di sospensiva viene rigettato.

m) Il 27 luglio 1996 i deputati regionali Franco Piro e Manlio Mele, con interrogazione parlamentare, chiedono agli organismi regionali la revoca del finanziamento perché l'opera è "inutile e dannosa quanto al merito, e perché approvata con iter procedurale non pienamente legittimo sotto il profilo formale". Infatti il lavoro non è inserito né nel Piano di fabbricazione comunale (redatto e approvato nel 1970) né nel Piano regolatore Generale (approvato dal CRU nel 1995). Il 26 febbraio 1998 l'assessore regionale al Territorio e Ambiente comunica al Comune di Bolognetta e alla Procura della Repubblica presso la pretura di Palermo che da un atto ispettivo del dicembre 1997, seguito all'interrogazione parlamentare, si evince che "il visto di conformità allo strumento urbanistico rilasciato dal sindaco… non risultava legittimo in quanto alla data di approvazione del progetto il PRG risultava approvato con delibera consiliare n. 131 del 05.12.1990." L'Assessore concludeva con una frase al condizionale: "In atto le opere in questione risulterebbero invece conformi al suddetto PRG approvato con D.A n. 660/95" e dà via libera all'opera pubblica.

n) Nel Febbraio 1997 il CIPE (Comitato interministeriale programmazione economica) delibera di inserire la costruzione del "sottovia" nel programma delle opere finanziate con i fondi europei.

o) Nel mese di aprile 1997 il Consiglio Comunale all'unanimità inserisce il lavoro nel piano triennale delle opere pubbliche - settore viabilità.

p) Nell'ottobre 1997 l'Assessorato Regionale ai Lavori Pubblici emana il decreto di finanziamento dell'opera.

q) Nel 1997 la magistratura fa sequestrare dalla Guardia di finanza tutti gli incartamenti presenti al Comune riguardanti il sottovia. Dovrebbe svolgersi la gara d'appalto. Il sindaco Incagnone (ed eletto nel dicembre 1997) non si decide a firmare il bando di gara. La Regione Sicilia invia diffida al sindaco, evidenziando il rischio di incorrere nell'accusa di omissione di atto d'ufficio per mancato impiego delle somme stanziate. La magistratura, interpellata dal sindaco, dà il Nulla osta allo svolgimento della gara d'appalto, non avendo riscontro illeciti procedurali nell'iter burocratico. La gara di appalto del "sottovia scatolare" effettuata nell'agosto 1998 viene vinta dal consorzio ATI, capofila l'impresa Gaetano Virga di Marineo.

r) Dal 2000 al 2001 i lavori per la costruzione del sottovia procedono a rilento. I terreni utilizzati per realizzare l'opera sono di estensione enormemente superiore a quanto previsto nel piano di esproprio allegato al progetto. Effetto di tale situazione, la presentazione da parte della Direzione dei lavori di due perizie di variante una nel 2000 e una nel 2002.

s) Nel maggio 2002 i lavori sono infine conclusi, viene accesa per qualche tempo l'illuminazione, ma il collaudo nessuno vuol farlo. Il sindaco dichiara alla stampa che le intersezioni tra le bretelle laterali e le corsie che passano nel sottovia sono ad alto rischio e non intende aprire l'opera al traffico automobilistico. I dirigenti dell'ANAS ritengono sia compito del Comune effettuare il collaudo. Il Comune ritiene che il Codice della strada assegni tale compito all'ANAS.

t) Alla data odierna, a circa otto mesi dalla conclusione dei lavori, l'opera pubblica non risulta collaudata né aperta al traffico.

Alla luce di quanto sopra sommariamente sposto, il sottoscritto chiede alle SS. LL.

1) di verificare l'opportunità che venga sottoposta a revisione l'intero iter procedurale seguito per verificarne eventuali responsabilità o comportamenti omissivi da parte delle autorità competenti;

2) che venga esaminata la rispondenza tra il progetto esecutivo e la realizzazione dell'opera stessa, viste le attuali posizioni dell'Amministratori Comunali di Bolognetta e della Direzione Compartimentale dell'ANAS;

3) che venga valutata la possibilità di considerare l'opera frutto ed occasione di sperpero di pubblico denaro, con ogni conseguenza da ciò derivante;

4) che, fin tanto che mantenga le attuali caratteristiche costruttive, venga evitata l'apertura al traffico di un'opera viaria della quale il Sindaco del Comune di Bolognetta ha pubblicamente dichiarato il carattere di grave pericolosità per gli utenti.

Fiduciosi nelle istituzioni democratiche della Repubblica italiana e nell'attenzione delle SS. LL., gli scriventi porgono distinti saluti

Bolognetta-Palermo, 19 gennaio 2003

Giuseppe D'Amico - Giuseppe Zaso