17
novembre 2005 Alleanza
nazionale in sostegno del palio di Acate Apprendiamo
dai quotidiani di oggi che l'on.Carmelo Incardona (Commissario Regionale Antimafia)
ha chiesto con gran fragore all'assessore Fabio Granata (anch'egli di A.N.) l'inserimento
del Palio di Acate nel calendario delle manifestazioni di carattere regionale.
Si evocano, come al solito, "tradizione - religione - turismo". Tre
caratteristiche che secondo il nostro punto di vista sono ormai state completamente
superate dalla realtà dei fatti.
La
"tradizione" tanto tirata in ballo non ha nessuna attinenza alle corse
che si svolgono sul tracciato attuale: pericoloso, scivoloso, privo di garanzie
per l'incolumità degli animali e degli stessi spettatori. Il Palio di una
volta non era affatto una gara con cavalli super stimolati, super eccitati e a
rischio doping. La competizione non era l'elemento prioritario, l'accanimento
cronometristico era del tutto inesistente; a correre erano cavalli locali, di
gente che si conosceva, del paesino stesso e non come ora provenienti da ogni
parte della Sicilia (anche da quelle province, Palermo-Agrigento-Siracusa-Trapani-Caltanissetta,
dove tantissime corse di cavalli organizzate dai Comuni sono state vietate dai
Prefetti per la certezza dell'infiltrazione mafiosa). Lo stretto "legame
con la religione" è anch'esso frutto di forzature dal carattere populistico
e profano. La Chiesa Cattolica locale e la Diocesi di Ragusa (anche grazie alle
chiarissime dichiarazioni di contrarietà rilasciate negli scorsi anni da
Don Mario Cascone) ha assunto una posizione di assoluta distanza da queste manifestazioni
oltraggiose della solennità delle celebrazioni in onore di San Vincenzo
Martire. Basta rileggere gli articoli pubblicati negli scorsi anni dai giornali
locali o le trasmissioni televisive che ebbero come ospite proprio Don Mario Cascone. La
Chiesa non partecipa infatti a nessun momento organizzativo del Palio stesso. Anche
l'enfasi mostrata nei confronti del fattore "turismo" è frutto
di speculazione politica priva di conferma concreta. Come denunciammo per il Palio
di Vittoria il rischio che si corre di anno in anno è quello di attirare
"turisti mafiosi" provenienti da quei paesi dove le corse dei cavalli
sono state completamente proibite. D'altronde tutti sanno che anche nella nostra
provincia abbondano i fatti di cronaca relativi a corse di cavalli illegali,
di scommesse clandestine, di tragiche morti di cavalli lungo i percorsi di gara
etc
etc
etc
.(indimenticabili rimarrano nella nostra memoria i
numerosi blitz portati a buon fine fra il 2002 e il 2003 dalla Polizia e dai Carabinieri
di Ragusa anche nel territorio di Acate !). Quindi
non riusciamo proprio a comprendere come il Commissario Regionale Antimafia Carmelo
Incardona possa pronunciarsi in maniera così decisa in favore di manifestazioni
che invece, o quantomeno, necessiterebbero di maggiore attenzione da parte di
rappresentanti istituzionali che operano in ambiti così delicati come la
lotta alla mafia. Forse nella nostra provincia la mafia non esiste? Il
Delegato Provinciale Biagio Battaglia (tel. 340.0031368) prima
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