Agenda civile

Iniziative, appuntamenti e progetti di interesse civile, in Italia e fuori

 

22 maggio 2007

Addiopizzo.org e il pericolo del silenzio

La mafia in Sicilia ha attraversato molte stagioni. Oggi cerca di farsi dimenticare, vuole tornare a fare i suoi affari in silenzio senza clamore e anche se non riempie più le prime pagine dei quotidiani, la sua pericolosità non è assolutamente diminuita. La storia della mafia, se qualcosa ci deve insegnare, è proprio a diffidare dei lunghi periodi di silenzio. Il silenzio dei mafiosi dopo il ventennio fascista. Il silenzio dei mafiosi dopo la guerra di mafia del primo sacco edilizio di Palermo. Il silenzio che è seguito alla fine della seconda guerra di mafia degli anni ottanta. La mafia ogni volta che ha avuto dalla sua il "silenzio" si è riorganizzata ed è tornata alla ribalta più forte, violenta e spregiudicata di prima.

La mafia con la sua enorme potenza economica condiziona il mondo politico locale e nazionale, e i molti processi di mafia che hanno visto nel tempo tra i protagonisti amministratori locali, onorevoli regionali e deputati e senatori nazionali la dicono lunga sulla pericolosità infiltrante di tale fenomeno criminale. Bisogna allora sostenere senza indugi i comitati spontanei sorti in seno alla popolazione locale, la prima ad avvertire sulla propria pelle la crudeltà e il sopruso della mafia.

I comitati di ADDIOPIZZO a Palermo ea Catania fanno nel loro piccolo questo: urlare ad alta voce lo sdegno della società civile, un urlo forte per lacerare il silenzio che nasconde ai nostri occhi la mafia. Peppino Impastato diceva "la mafia uccide, il silenzio pure". Questo è un invito a visitare il sito di www.addiopizzo.org, perché anche la nostra voce contribuisca a lacerare il silenzio.

Luca Drudi

5 novembre 2005

Quarta Giornata ecumenica del dialogo cristianoislamico del 28 ottobre 2005
Vincere la paura per costruire la pace

Nonostante la paura il popolo del dialogo c’è. La festa e l’incontro fra cristiani e musulmani continuano alla riscoperta delle comuni radici abramitiche e di un dialogo che deve e può riguardare tutte le religioni.

Comunicato stampa n. 7 del 5 Novembre 2005

A distanza di una settimana dalla celebrazione della Quarta Giornata ecumenica del dialogo cristianoislamico del 28 ottobre 2005, possiamo dire con soddisfazione che le iniziative svolte hanno di nuovo messo in luce come la voglia di pace e di incontro fra le persone di diversa religione e cultura non è stata fiaccata dalle reiterate campagne di odio e di istigazione alla violenza razzistica che da alcuni anni caratterizza la realtà politico-sociale del nostro paese e del mondo intero e che proprio in questi ultimi giorni ha di nuovo fatto sentire la sua voce. Come già nelle altre passate edizioni, gli incontri sono andati molto al di la di quelli che noi stessi abbiamo segnalato o direttamente organizzato. Alcune agenzie di stampa, come il SIR, hanno parlato di “migliaia di iniziative” non tanto per indicare un numero preciso bensì per segnalare come la giornata ecumenica del dialogo cristianoislamico legata all’ultimo venerdì del Ramadan sia ormai entrata nelle consuetudini degli uomini e delle donne di pace del nostro paese. Le iniziative hanno riguardato realtà importanti come Roma e Torino, ma anche tante piccole e medie città del nostro paese come, solo per citarne alcune, Desio, Caserta, San Severo(Fg), Carrara, Padova, Bolzano, Cento, Firenze, Cuneo, Carpi, Bari. Bologna, Genova, Novellara, Pescara,
Napoli - Fiorano(Mo), Venezia-Mestre, Chieri (To), Pinerolo(To), Galliera(Bo), Città di Castello (PG), Verona, Avellino, Novellara(Re), Reggio Calabria, Faenza , Sesto Calende (Va), Cagliari.... Dappertutto l’affluenza è stata consistente. I profeti di guerra e di sventura non sono riusciti a fiaccare la volontà di pace e di dialogo che anima gli uomini e le donne del nostro paese. Dappertutto si è ricordata la felice coincidenza fra la celebrazione della giornata e il quarantesimo anniversario della promulgazione del documento “Nostra Aetate” del Concilio Vaticano II sul dialogo interreligioso. In molte occasioni gli incontri sono stati caratterizzati proprio in senso interreligioso ed in alcune realtà comincia a farsi strada l’idea di promuovere giornate di dialogo interreligioso che coinvolgano tutte le religioni presenti sul territorio.
Rimandiamo al sito www.ildialogo.org per i già numerosi e significativi resoconti delle iniziative svolte.
Abbiamo altresì la segnalazione che iniziative analoghe alla nostra si stanno sviluppando anche in altri paesi europei come la Francia, dove è programmata una settimana di incontri fra cristiani e islamici di cui daremo segnalazione prossimamente. Iniziative continuano a svolgersi anche in questo mese sempre nell’ambito della Quarta Giornata Ecumenica del dialogo cristianoislamico,
Anche quest’anno le iniziative sono servite per fare il punto di un lavoro svolto e per programmare iniziative future. In molte realtà comincia ad essere praticato con costanza l’incontro fra cristiani e musulmani anche nei periodi di festa specificamente cristiani come il Natale e la Pasqua. Non sono solo i cristiani che vanno in visita alle moschee ma anche i musulmani che vanno in visita alle chiese e si confrontano e riscoprono le comuni radici abramitiche. Sono in programma infatti iniziative comuni sia per il prossimo Natale che per la prossima Pasqua (per info dettagliati vedi il sito www.ildialogo.org). La festa e l’incontro continuano. Gli uomini e le donne del nostro paese e del mondo vogliono la pace e si organizzano per realizzarla e promuoverla. Segnaleremo con appositi comunicati stampa le prossime iniziative comuni che dureranno tutto il prossimo anno e fino alla Quinta Giornata del prossimo ramadan che cadrà il 20 ottobre del 2006.
Formuliamo a tutti i più sinceri auguri di
Shalom - Salaam - Pace Il comitato organizzatore
--------- Notizie Utili --------- Sottoscrivono e promuovono l’appello le seguenti riviste e associazioni a cui ci si può rivolgere e per adesioni o segnalazione di iniziative ADISTA Via Acciaioli n.7 - 00186 Roma Telefono +39 06 686.86.92 +39 06 688.019.24; Fax +39 06 686.58.98 E-mail info@adista.it http://www.adista.it Confronti
Roma, 06 4820503; 06 48903241; fax 06 4827901; redazione@confronti.net http://www.confronti.net/ CEM - Mondialità,
Via Piamarta 9 - Brescia 25121; tel 030-3772780; fax 030-3772781 ; e - mail: cemmondialita@saveriani.bs.it http://www.saveriani.bs.it/cem Cipax - Centro interconfessionale per la pace,
Via Ostiense 152, 00154 Roma; tel./fax 06.57287347; e.mail: cipax-roma@libero.it ; www.romacivica.netcipax. EMI - EDITRICE MISSIONARIA ITALIANA Via di Corticella 181 - 40128 Bologna tel. 051326027 - fax 051327552 Ufficio Stampa: stampa@emi.it www.emi.it "Forum Internazionale Civiltà dell’Amore" Via Roma, 36 02100 RIETI Tel. 0746. 750127 fax: 0746. 751776 Email: forum@forumreligioni.it il dialogo - Periodico di Monteforte Irpino,
Via Nazionale, 51 83024 Monteforte Irpino (Avellino) tel. 3337043384 Sito: http://www.ildialogo.org/ Email: redazione@ildialogo.org
Isla Negra & Isola Nera - Casa di poesia e Letteratura,
Via Caprera, 6, 08045 Lanusei - www.giovannamulas.it - poesia@argentina.com
La nonviolenza è in cammino Foglio quotidiano del Centro di ricerca per la pace di Viterbo, Direttore responsabile: Peppe Sini.Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it Missione Oggi Via Piamarta 9 - Brescia 25121 tel 030-3772780 ; fax 030-3772781 e - mail: missioneoggi@saveriani.bs.it http://www.saveriani.bs.it/Missioneoggi Mosaico di Pace,
Via Petronelli n.6 70052 Bisceglie (Bari), tel. 080/3953507 fax: 080/3953450, email: info@mosaicodipace.it, Sito: http://www.mosaicodipace.it Notam, Lettera agli Amici del Gruppo del Gallo di Milano Corrispondenza: Giorgio Chiaffarino - Via Alciati, 11 - 20146 MILANO e-mail: notam@sacam.it - web: www.ildialogo.org/notam QOL, una voce per il dialogo tra le religioni e le culture,
Piazza Unità d’Italia 8 42017 NOVELLARA (RE), tel.0522-654251; fax 059-650073; E Mail: torrazzo@libero.it http://www.qolrivista.it Tempi di Fraternità,
Torino , c/o Centro Studi "Domenico Sereno Regis" - Via Garibaldi 13,10122 Torino - tel. 0141- 218291 ; 011 - 9573272 ; fax 02700519846, http://www.tempidifraternita.it/ tempidifraternita@tempidifraternita.it Volontari per lo Sviluppo Corso Chieri, 121/6, 10132 - Torino Tel. : 0118993823; Fax : 0118994700 redazione@volontariperlosviluppo.it http://www.volontariperlosviluppo.it/

Agnese Ginocchio

http://www.agneseginocchio.it Per l’elenco completo dei firmatari dell’Appello, per tutti i materiali ad esso relativi e per le iniziative in corso si può visitare il sito: http://www.ildialogo.org/ Email: redazione@ildialogo.org
Sabato, 5 Novembre 2005

Lettera aperta sul futuro di Ibla Buskers, festa di artisti di strada

 

Ragusa 20/10/2005

La undicesima edizione di Ibla buskers festa di artisti di strada, si è conclusa, riportando ancora una volta grande successo. Una parentesi piacevole ed improvvisa seppur attesa che anche quest'anno ha consumato il suo tempo,lasciando in molti una sensazione leggera di vuoto.

Decine di migliaia di visitatori hanno affollato l'intera cittadella barocca. Alberghi, bed & breakfast e le altre strutture ricettive del territorio provinciale, hanno registrato un rilevante afflusso di ospiti. Tanti visitatori, anche stranieri hanno avuto contatto con una iniziativa gradita, trasformandosi essi stessi in veicolo pubblicitario diretto fatto di un passa parola efficace perché convinto. Ristoranti, bar e altre strutture economiche hanno beneficiato del notevole afflusso determinatosi. Il tutto in un periodo turistico di bassa stagione, contribuendo ad incentivare quella destagionalizzazione così tanto decantata. Una manifestazione complessa, che si sviluppa su un territorio vasto, particolare, sempre in mutazione, con cantieri aperti e esigenze territoriali diverse, faticosa da gestire, onerosa da realizzare, che anno per anno risulta essere per noi, una piccola grande impresa. Eppure abbiamo sempre stretto i denti, anno dopo anno, convinti, a questo punto ingenuamente, che avere riscontri evidenti, calore, partecipazione, raramente paragonabili con altri eventi, nel territorio ed in Sicilia, ci avrebbe consentito di fare un salto di qualità, di poter lavorare programmando l'evento, migliorando le condizioni complessive del nostro intervento.

Anno per anno abbiamo compilato moduli, avanzato richieste, presentato progetti, rispettando le scadenze, alla Regione, alla Provincia, all'Azienda per il turismo, all'Amministrazione Comunale, ad enti economici ed aziende di prestigio, alla ricerca di fonti di contribuzione adeguate e di risposte in tempi certi. Paradossalmente, al crescere dell'interesse e del riscontro, è coinciso un progressivo ed inesorabile calo di attenzione da parte degli enti chiamati a sostenere le iniziative culturali di valenza e richiamo turistico. Mai la Regione Siciliana, in tutte le sue articolazioni, (Turismo, Cultura, ecc.) si è degnata di prestare attenzione alle richieste puntualmente avanzate.

L'Amministrazione Provinciale, da diverso tempo, scopre a settembre, puntualmente di non avere fondi per questa iniziativa, e non la sostiene. L'Azienda Provinciale al Turismo, è intervenuta in questi anni a singhiozzo e con poca determinazione. L'Amministrazione Comunale, a cui dobbiamo dare atto di sostegno, non riesce comunque a definire e quantizzare nei tempi opportuni, il suo impegno. Eppure il rilancio del quartiere barocco, è proceduto in parallelo alla crescita ed affermazione di Ibla buskers ed il nome di Ibla anche per il tramite del Festival corre di voce in voce in Europa. Le locandine della manifestazione, biglietto da visita originale e di qualità, si trovano in pareti di bar di Londra, di Barcellona, di Parigi come di Berlino.

Questo stato di cose, l'oblio, il disinteresse, il distacco, che, in larga parte le istituzioni in questi anni hanno dimostrato, è un fatto demoralizzante. La fatica diventa più pesante, l'entusiasmo viene a mancare. Con profonda amarezza ed un velo di tristezza, negli ultimi giorni del festival, abbiamo deciso,di rendere noto questo nostro travaglio per condividerlo con i tanti amici di Ibla Buskers. Con il perdurare di queste condizioni, la undicesima edizione molto probabilmente è stata anche l'ultima; la festa di artisti di strada, le sue mongolfiere , le sue locandine, il suo calore, le sue atmosfere, diventeranno un ricordo, bello, struggente, ma lontano.

Scusandoci per questo sfogo ringraziamo comunque l'amato pubblico, chiediamo venia ai residenti di Ibla per i fastidi provocati e consegniamo alla buona volontà di chi può ed al contempo dei cittadini il futuro di Ibla Buskers.

L'Assemblea dei soci dell'Associazione Culturale Edrisi

www.iblabuskers.it info@iblabuskers.it

 

4 ottobre 2005

Ibla buskers festa di artisti di strada 2005 dal 5 al 9 di ottobre a Ragusa Ibla, undicesima edizione

 

La "gente del viaggio"

I buskers, assorbono nelle strade del mondo, gli odori, i suoni, gli umori della cultura globale e popolare. Con la loro arte generano cultura meticcia, métissage, mescolanza, ibridazione, contaminazione, divenendo crocevia di un nomadismo artistico senza confini, tra memoria e sperimentazione. Fini facitori di una identità culturale non omologata, pregni di energia, saperi, arte, ritornano ancora, per l'undicesimo anno a Ibla che li attende, aperta e ospitale, ad evocare orizzonti sognanti, a tratti vicini. L'intreccio si delinea forte, la metamorfosi si compie, l'aria si impregna, il souk rinasce, lo spettacolo si accende, la passione lieve e struggente coinvolge, prende. Torna il tempo di Ibla Buskers. L'undicesima edizione va a cominciare.

 

La manifestazione

ormai divenuta l'evento culturale che caratterizza l'inizio d'autunno siciliano, con energia insospettata, senza supporti promozionali significativi, con la forza di un passa parola evidentemente fitto e convinto, si è conquistata un suo originale spazio.
L'appuntamento è divenuto ritrovo amato dai buskers che, tra chiassi, rue, piazze e squarci mozzafiato aperti sull'esuberanza del tardo barocco, qui all'apice della sua fioritu
ra, trovano prestigioso palcoscenico.
L'inserimento nella World Heritage List dell'Unesco, di Ibla e del Val di Noto, la successiva e più recente "scoperta" del fenomeno cosi detto "Iblashire", da parte di un turismo internazionale ricercato, hanno nei fatti reso ancora più accattivante l'evento, determinando un rilevante flusso di presenze, inconsueto per il periodo.
La suggestione dei luoghi, la possibilità di godere degli ultimi tepori mediterranei, propri di questo estremo lembo di Europa prima del letargo invernale, rendono l'evento, piacevole richiamo.
Un festival "dal gusto artigiano" dagli allestimenti curati ma semplici, trova, ancor di più quest'anno, punto forte nella ricchezza e qualità delle proposte artistiche.
Ritroveremo nelle cinque serate del festival, tanti artisti di spessore internazionale; dalla Vecchia Inghilterra arrivano i raffinati "Invisible Circus" street performers completi e sapienti; dalla Spagna tra gli altri, il duo Rene y Sanbasilio acrobati ed abili giocolieri, la Compagnia Malasangre affiatato gruppo di Flamenco tutto al femminile, Laura Bolòn , dolcissimo clown ; e poi il Guri Group compagnia Europea (provengono da Spagna, Svezia, Germania) di giocoleria acrobatica ed ancora un due ispano- scandinavo i Dancing Marabù, e poi, direttamente dall'Argentina, il Circo Circacho, interprete autentico e sanguigno del circ noveau e la coppia di frizzanti acrobati Fernando y Silvia.
Non mancherà la musica, tanta, vivace e struggente, ricercata e popolare; segnaliamo, tra l'altro, i Fratelli La Strada, ironici e sensibili musicisti - narratori, la marching band Contrabbanda, energica ed inesauribile, lo spiazzante cabaret musicale del duo Sasofone&Ukulele, non mancherà la musica siciliana con i Folkabola, ensemble strumentale popolare, reduce dai successi nelle maggiori piazze americane ed europee.
Tra le performance di teatro di strada ci piace segnalare la bella novità proposta dal ragusano Carlo Ferreri, attore di teatro ormai completo, che si cimenta in strada con il cuntu, e propone una originalissima "cronaca in forma di cuntu" di un accadimento locale, in dialetto ragusano.
Circa cento gli artisti attesi, con spettacoli che toccano i generi propri della tradizione buscadora.
Questa la carovana girovaga, la "gente del viaggio", che lungo le strade del mondo assorbe i suoni e gli umori della cultura globale , con versatile sensibilità genera meticciato culturale e produce un nomadismo artistico sospeso lieve tra memoria e sperimentazione e, che quest'anno approderà nelle tiepide latitudini mediterranee, ad evocare orizzonti sognanti, a tratti vicini.
L'intreccio si delinea già forte, suadente. La cittadella barocca adagiata placidamente "a forma di pesce" tra le spettacolari "cave" dell'altopiano Ibleo, aperta e ospitale, li attende; la metamorfosi si compie, l'aria si impregna di suoni, il souk di colori, odori e musica, rinasce; lo spettacolo si accende , la passione lieve e struggente coinvolge, prende. Torna il tempo di Ibla Buskers.


Il Progetto

L'ideazione e realizzazione di Ibla Buskers festa di artisti di strada, giunta alla sua undicesima edizione, sono dell'Associazione Culturale Edrisi di Ragusa.
Edrisi, Al Idriss è stato il più valente tra i cartografi arabi del Medioevo.
Soprannominato Al Kartubi, il Cordovaro, dalla città dove aveva imparato l'arte ed insieme Al Sakali, il Siciliano, perché nell'isola realizzò la sua opera; era nato a Ceuta, per gli Arabi Sebta.
A Palermo, sotto Ruggero II° nel XII° secolo, disegnò "le carte per divertimento e svago, per chi vuol viaggiare nel mondo" e illustrò i più bei giardini arabi di cui si ha conoscenza, "i giardini della Gioia".
Elaborò l'enorme "Tavola di Ruggero" , tutta d'argento, lunga tre metri larga un metro e mezzo.
Il cerchio mediterraneo era nella sua suddivisione il quarto clima nel quale dominano il colore verde, l'azzurro come il mare, il giallo come il deserto, il rosso dal tono chiarissimo a quello bruno, le tinte del sorgere e del calar del sole sul mare e sul deserto.
Le carte di Al Idrisi non hanno pari sul Mediterraneo Medioevale :la sua arte sembra essere mudèjar.
Edrisi, apparteneva a diverse culture, conosceva le fonti greche, latine, come altresì quelle medio- orientali, fu artefice di tolleranza, stimolò piacere e curiosità, fu testimone di integrazione e conoscenza, in una Sicilia posta a crocevia di incontro al centro del Mediterraneo.
In linea con la sua filosofia, l'Associazione culturale Edrisi cerca di porre, con le sue iniziative e con Ibla Buskers in particolare, l'isola nell'isola del sud est siciliano, al centro di relazioni ed integrazione, favorendo incontri e scambi, per il tramite dell'intrattenimento, non banale e causale, ma ricercato, eppur semplice e popolare.
Da undici anni questo piccolo progetto, anche se supportato a singhiozzo, da Enti ed istituzioni, procede, tenace e trova gradito e caloroso riscontro.


Per ulteriori informazioni visitate il sito
www.iblabuskers.it
info@iblabuskers.it
Cell. 338-1256820

 

 

Undicesima Settimana Alfonsiana
Palermo 24 settembre / 2 ottobre 2005

"Il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà fede sulla terrà?" Luca 18.8


Programma

Lunedi 26 h. 17:00 - Sala delle Lapidi - Palazzo Comunale di Palermo
Nino Fasullo Direttore di Segno
Michele Perriera Scrittore e regista Palermo
Franco Lo Piparo Università di Palermo
Michele Figurelli già Senatore della Repubblica
Gian Carlo Caselli Procuratore Gen. della Repubblica di Torino

Martedi 27 h. 17:00 - Padri Redentoristi, via Badia 52
Serafino Fiore Vicario Generale dei Padri Redentoristi
Vincenzo Consolo Scrittore, Milano
Massimo Cacciari Università S. Raffaele, Sindaco di Venezia

Mercoledì 28 h. 17:00- Padri Redentoristi, via Badia 52
Giuseppe Silvestri Rettore dell'Università di Palermo
Alberto Maggi Biblista, Montefano
Luisa Muraro Università di Verona
Giulio Giorello Università di Milano

Giovedì 29 h. 17:00 - Padri Redentoristi, via Badia 52
Paolo De Benedetti Facoltà Teologica Italia Settentrionale
Remo Bodei Università di Pisa
Fausto Bertinotti Segretario del Prc

Venerdi 30 h. 17 - Padri Redentoristi, via Badia 52
Tullio De Mauro Università La Sapienza Roma
Claudio Fava Deputato al Parlamento europeo
Cataldo Naro Arcivescovo di Monreale

Gli studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia e dei Corsi di Laurea in Scienze della Comunicazione che partecipano alla Settimana Alfonsiana possono fruire dei Crediti formativi universitari (Cfu).

La 11a Settimana Alfonsiana è stata riconosciuta dal Provveditorato agli Studi di Palermo quale corso di aggiornamento per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado.


PER INFORMAZIONI:
Padri Redentoristi - Rivista Segno: Tele-Fax 091228317 - e-mail: rivistasegno@libero.it

 


Presentazione del tema della 11A Settimana Alfonsiana


"Il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà fede sulla terra?" (Luca 18,8). Questa domanda di Gesù è il tema della 11A Settimana Alfonsiana. Contiene il senso dell'avventura di Dio iniziata quando, creandolo, si compromise con e per l'uomo. Costituisce un passo privilegiato per conoscere la personalità e il dramma di Gesù. Rispondervi è difficile, forse impossibile, sia perché la risposta deve misurarsi col significato ultimo, finale della domanda, sia perché è nascosta nel cuore di Dio. Ma va tentata, anche se l'interrogativo è destinato a rimanere tale fino al ritorno del Figlio.
Il primo punto su cui riflettere è la particolare natura della fede evangelica, al fine di coglierne la differenza dal bisogno di assoluto, dalla religiosità. Non a caso è sulla fede, degenerata in fanatismo fondamentalismo miracolismo, che si addensano gli equivoci più inquietanti della storia non solo cristiana. Fede evangelica non è credere genericamente in Dio e aderire ai suoi comandamenti. Ancora meno è tenersi aggiornati sui discorsi del papa o partecipare ai suoi funerali. Fede è accoglimento intelligente e sequela responsabile di Gesù Cristo e del suo Vangelo: di tutto ciò che vi rappresenta; delle parole che vi pronuncia, dei gesti che vi compie e delle prospettive che vi apre. Fede evangelica è il potere di dire a questo gelso "sràdicati da qui e trapiantati nel mare"; è credere che una sua porzione, piccola quanto un granellino di senape, basti per ordinare a questo monte di spostarsi da qui a lì; è camminare sulle acque; è volare liberi come gli uccelli del cielo, è vestire come i gigli dei campi. Infine, è comprendere il motivo per cui Gesù finì in croce e fu resuscitato da Dio. Senza questa comprensione non esiste fede evangelica. La quale, pertanto, non germoglia dalla terra, non nasce dall'uomo, non è un risultato di ragionamenti filosofici o teologici. Proviene dall'alto, da Dio. E conduce inevitabilmente in croce. Tenue come un filo di ragno, cui è appeso impossibilmente il mondo e il destino di grazia dell'umanità, è il potere di Dio nella mani dell'uomo. È, come l'amore, il miracolo più incantevole che possa vedersi in terra.
Per questo la fede, se da un lato non è escludente, dall'altro è dichiaratamente elettiva: è riservata ai piccoli, ai poveri, agli esseri umani privi di titoli sociali, culturali o morali. Perciò, la misura della fede è la "piccolezza": basta una "piccola" fede per appianare montagne, colmare fossati, far crollare muri, sgretolare strutture. Pertanto, se proviene da Dio e ha i poveri per prediletti, la fede è puro dono. Né potrebbe essere diversamente. Solo che dall'idea di dono bisogna espungere quella di arbitrio o di capriccio, e includere quella di grazia, liberalità, benignità, misericordia. Tutti possono credere, se pronti a far propria la logica di Dio, che è logica di grazia e di amore senza condizioni. Perciò, è toccante la preghiera di Gesù (Matteo 11,25-26): "Ti benedico, Padre, signore del cielo e della terra, perché hai tenute nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai fatte capire ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te".
Quale può essere il senso della domanda di Gesù? Forse la tristezza e la preoccupazione, il dubbio o lo scoraggiamento. Sembra che Gesù si sia chiesto pubblicamente se non stava sbagliando tutto, se il Vangelo non era troppo alto per gli esseri umani, se pochi o nessuno l'avrebbero seguito fino in fondo: come dimenticare che nel momento più drammatico della sua passione fu lasciato solo dai suoi intimi? Allora, è possibile immaginare che davanti agli occhi di Gesù siano scorsi i fotogrammi della futura storia umana e cristiana, piena di guerre massacri crociate violenze di ogni specie. Che intravedeva i suoi cristiani, di ogni ordine e grado, alti e bassi, strumentalizzare senza scrupoli la sua autorità per fini che con lui non avrebbero avuto nulla da spartire e sarebbero stati l'esatto contrario del suo Vangelo. Trasaliva di gioia pre-vedendo la limpida figura di Francesco d'Assisi, ma non si nascondeva che, almeno in quella forma, sarebbe stata pressoché unica. Vedeva anche quella di Alfonso de Liguori, il vescovo napoletano del '700 che avrebbe speso tutte le sue energie, non nel frequentare i palazzi dei principi e nel competere con i parlamenti su scelte e leggi discutibili, ma nel perorare, come un avvocato appassionato, una morale moderata e benigna, non rigorista e non adirata, e soprattutto nell'insegnare agli umili a pregare Dio con fiducia chiedendogli solo di poterlo amare con cuore libero e responsabile. Vedeva con amarezza che uomini e donne come questi sarebbero vissuti ai margini e diventati modelli inimitati, specie ai livelli alti, di stile cristiano.
Ecco perché, ascoltando la domanda di Gesù, è difficile non pensare alla tristezza di Dio per un cristianesimo, oggi come mai, in crisi, non a causa del Vangelo (sarebbe una Beatitudine!), ma perché sordo ai mutamenti della storia (ai segni dei tempi) e resistente alle iniziative in cui è coinvolto lo Spirito santo, come il Concilio ecumenico vaticano secondo.
Se questa ante-visione del cristianesimo ha motivato la tristezza e la preoccupazione di Dio, allora la domanda di Gesù è anche un appello, umile e disarmato, a non deludere le sue attese: trovare uomini e donne evangelicamente in piedi, con nelle mani la lampada accesa della fede (Matteo 25,1).

Nino Fasullo

 

 

31 marzo 2005

18° CORSO DI SPELEOLOGIA DEL CIRS RAGUSA


Nell'ambito delle attivita' per l'anno 2005 dal CDNA (Centro Comunale di Documentazione e Attivita' Naturalistiche), presso la sede del Palazzo Floridia a Ragusa Ibla, in via Torrenuova, 87, si svolgera' dal 21 aprile al 22 maggio il 18mo Corso di Speleologia organizzato dalla Scuola di Speleologia Iblea del C.I.R.S. Ragusa.

Il Corso si prefigge di fornire ai partecipanti gli elementi di base sulle tecniche di esplorazione del mondo carsico sotterraneo (progressione in grotte verticali, cartografia, tecniche di documentazione satellitare, rilievo ipogeo, ecc.) e sulle discipline scientifiche applicate nell’ambito speleologico (geomorfologia, idrogeologia, biospeleologia, ecc.).

Per informazioni e iscrizioni rivolgersi a: Segreteria del C.I.R.S., via Carducci 165 Ragusa, dalle 19,00 alle 20,30 feriali; tel. 0932 669062 – 621699.

l'ufficio stampa

Info: CIRS
0932 621699 - 339 4115099
0932 669062 - 338 6328195
email: cirsggr@inwind.it
http://www.avvenimentiiblei.it/cirs


 

Forum sociale antimafia “Peppino Impastato”

1978-2004. Mafia e antimafia a 26 anni dall’assassinio di Peppino Impastato

 

A 26 anni dall’assassinio di Peppino Impastato rinnoviamo l’appuntamento del Forum sociale antimafia a lui intitolato per discutere dei problemi che abbiamo di fronte, socializzare le esperienze e dare un contributo a un progetto di futuro possibile.
Rivisiteremo la memoria, alla luce di nuove acquisizioni e per riaffermare le ragioni della resistenza antifascista che sono alla base della democrazia nel nostro Paese.
Parleremo dell’intreccio tra guerra e terrorismo che ha reso il mondo sempre più invivibile. Le mafie prosperano sull’intensificarsi dei traffici di droghe e di armi, sul riciclaggio del denaro sporco, favorito dal neoliberismo, sulle nuove schiavitù, sull’immigrazione clandestina che ha condannato circa mille persone a morire nelle acque dei nostri mari.
Metteremo a fuoco i temi dell’antimafia sociale, dall’uso dei beni confiscati al saccheggio del territorio, all’aggravarsi della precarietà e al sempre più massiccio ricorso al lavoro nero e sommerso.
Porteremo alla luce le forme che il fenomeno mafioso assume attualmente, rilanciando il dominio territoriale e allacciando legami con il potere, senza distinzione di colore politico ma con l’unico scopo di condizionare le decisioni e accaparrarsi il denaro pubblico.
In Italia è in atto una sorta di golpe, che affianca a una dissennata devoluzione il rafforzamento dei poteri del capo del governo, per dare vita a un regime blindato, che legalizza l’illegalità ed è sicuro dell’impunità, presidiato da un’informazione monopolizzata.
Il movimento che si è sviluppato in questi anni, da Seattle a Porto Alegre, da Genova a Firenze, da Parigi a Bombay, è la grande risorsa per contrastare guerre e terrorismi, difendere e diffondere la democrazia, costruire concrete alternative fondate sulla partecipazione e l’impegno di ciascuno. E non è un caso che buona parte di esso si riconosca nell’esempio di Peppino.
Il programma di quest’anno prevede le seguenti iniziative:
Venerdì 7 maggio, ore 9: iniziative nelle scuole di Cinisi e Terrasini. Ore 16: Forum La memoria rivisitata: resistenza antimafia e resistenza antifascista tra emergenza e revisionismo. Ore 21: L’ultima violenza, di Giuseppe Fava, a cura dell’Associazione “Giuseppe Fava”.
Sabato 8 maggio, ore 10: Forum Uso sociale dei beni confiscati ai mafiosi. Esperienze e problemi. Ore 15: Forum Mafia, precarietà e salario sociale. Ore 17: Forum Il saccheggio del territorio. Dalla terza pista al ponte sullo Stretto. Ore 21: spettacolo di musica popolare.
Domenica 9 maggio, ore 10: Forum Mafie e potere nel villaggio globale. Questione morale, crisi della democrazia, nuovo protagonismo. Ore 15: Corteo da Radio Aut di Terrasini a Cinisi. Ore 21: concerto in piazza.


Promotori: Famiglia Impastato, Centro siciliano di documentazione “Giuseppe Impastato” di Palermo, Associazione “Peppino Impastato” di Cinisi-Terrasini, Associazione “Radio Aut”, Arci Palermo, Libera Palermo, Forum sociale Palermo, Laboratorio Zeta di Palermo, Box 4 Aula “Carlo Giuliani” di Palermo, Ciss-Cooperazione Internazionale Sud-Sud, Centro sociale “S. Saverio” di Palermo, Gruppo Nemo Marsala, Circolo Metropolis di Castellammare del Golfo, Csoa ex carcere di Palermo, Attac Palermo, Unione degli Universitari, Laboratorio Coska, Lega ambiente di Partinico, Patto per la salute e l’ambiente di Partinico,

Per informazioni: Centro Impastato Palermo: tel. 0916259789, fax 091348997, e-mail: csdgi@tin.it, sito internet: www.centroimpastato.it; Associazione “Peppino Impastato” Cinisi-Terrasini: tel. 0918667052, e-mail: salvo_vitale@virgilio.it, sito: www.peppinoimpastato.com; Associazione Radio Aut: 3336394387, e-mail: radioaut@neomedia.it, sito:www.radioaut.org; Giovani comunisti: tel. 0916121588, e-mail: palermo@giovanicomunisti.net, sito: www.giovanicomunisti.net.

 

 

 

In memoria di Rita Bartoli Costa

"La lotta dell'uomo contro il potere è la lotta della memoria contro l'oblio".( M. Kundera )

Per amore o per forza

.........."Mi lega a Rita Bartoli Costa, e ne sono onorata, una affettuosa amicizia, nata per caso in una giornata torrida, sotto l'ombra di un pino, in riva al mare. Si parlava di Palermo, della faticosa transizione verso nuovi valori".......

Un incontro nato fuori da qualsiasi contesto che ci imponesse una sorta di adeguamento formale o psicologico. E' stato dunque nella piena libertà del nostro primo approccio, in quel fluire generoso delle sue osservazioni e riflessioni, che ho amato subito il suo "alto incedere".

Conoscendo le radici del suo dolore, le sue parole acquistavano una ulteriore luce e non è superfluo dire che quel giorno speciale, Rita, così come si pose, intensa e autentica come poi fu sempre, mi attraversò l'anima . Era seduta, immobile, con accanto il suo bastone ma il suo straordinario dinamismo interiore mi costringeva a inseguirla con passi agili e giganti. Aveva una voce spezzata, intrisa di lettere fioche, eppure il suo pensiero delineava un continuum di orizzonti nitidi e tersi. Orizzonti sospesi fra cielo e terra, per quella sua leggerezza esistenziale nata - "per amore o per forza" - dalla violenza di chi le aveva strappato, un mattino come un'altro, con un atto brutale, il compagno adorato. Entrambe, lo scoprimmo in seguito, avevamo un amore speciale per il "silenzio", il fedele custode di ciò che ci è più sacro.

Oggi mi rimane l'immensa gratitudine per ciò che non si stancava mai di "costruire" insieme: "Ci piaceva liberare il terreno dai rovi, fissare punti cardinali, delineare percorsi, scavare fondamenta ...... Rita aveva un grande amore per l'architettura .....di una società più giusta. Un giorno , un po' provocatoriamente, le chiesi : " Ma insomma Rita , perchè mi vuoi bene?? Mi rispose: " Perchè tu sei sempre in "missione".

E tu Rita, ora, dove sei? Il mio desiderio è che tu sia, finalmente, accanto alla Verità che hai invocato tanto e che pochi amano seguire.

Nadia Scardeoni

Verona 23 gennaio 2003 per " Mezzocielo"

fonte: http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/in_memoria_di_rita_costa.htm

 

Comitato Ibleo fermiamo la guerra - Ragusa

La drammatica attualità dei nostri giorni, la guerra, ancora una volta annunciata ed ormai data per imminente, incombe come un macigno sulle nostre coscienze. La rilegittimazione della guerra come strumento di governo del mondo, produrrebbe inoltre una regressione dell'ordine mondiale che finirebbe per compromettere le forme stesse dello stato di diritto e della democrazia. Cittadini, associazioni, soggetti sociali, stanno esprimendo in tutto il mondo, in modo visibile il dissenso verso questa “ guerra preventiva” che si prefigura come giuridicamente illecita , moralmente ingiustificabile, politicamente inefficace e che rappresenterebbe una vera tragedia umanitaria. Anche nella nostra città e provincia si stanno organizzando iniziative visibili di dissenso ed azioni che contribuiscano a scongiurare il paventato incombente conflitto.

Ragusa 12/02/2003

L’ufficio stampa

agafar@email.it

 

 

Comunicato del Movimento per la democrazia locale

Via Roma 75 Ragusa

 

Il coordinamento del movimento per la democrazia locale, presieduto da Franca Carpinteri, si è riunito nei giorni scorsi, per definire la sezione conclusiva del percorso per le ELEZIONI PRIMARIE, per la scelta del candidato a Sindaco di Ragusa per l'elezione amministrativa della primavera del 2003.

La coordinatrice ha ribadito che con le elezioni primarie, il movimento si è dato due obiettivi: rimettere al centro della vita politica e sociale della città il vero sovrano: IL CITTADINO, restituendogli il potere non tanto di votare per il candidato che gli attuali schieramenti politici gli sottopongono, ma di scegliere direttamente chi deve essere candidato a Sindaco. In secondo luogo, suscitare una nuova e più convinta partecipazione politica, essenziale per sostenere reali processi di cambiamento e di miglioramento della qualità della vita a Ragusa.

La coordinatrice ha quindi informato il coordinamento che, attraverso manifesti murari, comunicati stampa, interviste e spot televisivi, contatti diretti con gruppi ed associazioni politiche culturali della città , si è data l'opportunità a chiunque di indicare possibili candidati per le PRIMARIE.

A seguito di questo prima fase di lavoro, cinque cittadini ragusani hanno dato la propria disponibilità a candidarsi a Sindaco di Ragusa: Elio Accardi, Giorgio Arezzi, Giovanna Di Paola, Gianni Iurato, Davide Prestana.

La coordinatrice ha infine illustrato il sistema di votazione per le primarie.

Ad ogni famiglia ragusana (circa 20.000) sarà inviata, nei prossimi giorni, una busta contenente il regolamento delle primarie, il programma politico amministrativo del movimento, sottoscritto dai candidati, i curricula dei candidati e UNA SCHEDA ELETTORALE, nella quale sono già stampati i nomi dei candidati.

Tutti i cittadini che vogliono esprimere il proprio voto per le primarie potranno mettere una croce su uno dei cinque nominativi indicati.

Franca Carpinteri ha inoltre ribadito con forza che l'attività messa in atto non è un sondaggio , ma una vera e propria elezione, nel senso che il candidato che avrà riportato il maggior numero di voti sarà indicato dal movimento come candidato ufficiale a Sindaco di Ragusa.

Ragusa 4/9/2002

La coordinatrice Franca Carpinteri

 

Cos'é Cuntrastamu

"Come va?" "Cuntrastamu!". Era una risposta in uso nella Sicilia rurale della metà dell'Ottocento per dire "resistiamo", "andiamo avanti". Anche nel 2001, per noi, si tratta di resistere, di andare avanti, di non chiudere gli occhi di fronte a ciò che ci succede intorno e di porci delle domande.

Cuntrastamu nasce come luogo di confronto tra persone di idee diverse, anche opposte, e come contenitore di informazioni che spesso vengono relegate dai media in secondo piano. Riteniamo in questo senso fondamentale porre un particolare accento sulle vicende legate alla mafia in Italia, a nostro parere la piaga che impedisce - a livello politico, sociale, economico - uno sviluppo effettivo del mondo del lavoro ma anche della coscienza civile e della democrazia.

I contributi dei lettori sono e saranno parte fondamentale di questo progetto, proprio per favorire lo scambio (e a volte lo scontro) di idee diverse, che a nostro parere sono fonte di un arricchimento personale nonché della società in cui viviamo.

Chi siamo

Allo stato attuale lavora a questo progetto un piccolo gruppo di persone di diversa estrazione politica e sociale. Il sito non riceve finanziamenti e si basa esclusivamente sul lavoro volontario.

Luigi Natoli, www.cuntrastamu.org

 

 

Appello dell'Associazione Intercondominiale Quartiere Brancaccio di Palermo alle associazioni e ai semplici cittadini

Recuperare il quartiere Brancaccio di Palermo si può, nonostante i drammatici eventi di questi giorni che ci spingono a pensare che questo territorio abbia un destino ormai segnato. Ricordare i fatti che hanno coinvolto Brancaccio, il duplice omicidio di due pregiudicati della via Hazon 18 e i casi di pedofilia, ci fanno provare vergogna ma non possiamo chiuderci in essa, rassegnarci. C'è bisogno di reagire se non vogliamo che un intero agglomerato abitativo continui ad essere sentito dall'opinione pubblica come l'inferno dal quale stare il più possibile lontano. E' questa, vi assicuro, la sensazione che prova, ancora di più oggi, il resto della città nei confronti della via Hazon e dintorni del quartiere Brancaccio. Il sacrificio di padre Puglisi non è servito ? In questi otto anni chi aveva preso l'impegno di farsi carico del riscatto di Brancaccio nel nome del sacerdote assassinato dalla mafia ha portato il quartiere a sprofondare sempre di più. Quanta ipocrisia e quanti ipocriti ancora in giro per Palermo ! Scusatemi lo sfogo. Ma ora la cosa importante è provare a ripartire e in questo l'Associazione Intercondominiale ha bisogno del sostegno e dell'aiuto di molti.

Abbiamo lanciato la nostra proposta al Comune di Palermo e ad altri enti istituzionali, di acquistare i locali abbandonati ubicati nell'edificio di civile abitazione della via Hazon 18 ... per adibirli a strutture recettive per le attività istituzionali che favoriscano il controllo del territorio (per esempio, un nucleo distaccato di vigili urbani).

Sarebbe importante in questi giorni fare arrivare la vostra voce di sostegno alla nostra richiesta al Sindaco di Palermo. Potreste inviare il seguente Fax : sosteniamo la richiesta dell'Associazione Intercondominiale Quartiere Brancaccio (acquisto locali piano terra e cantinato della via Hazon 18) contenuta nella lettera datata 24 aprile 2002, dal titolo "Recuperare Brancaccio" trasmessa a lei e ad altri tre assessori della sua giunta. Il numero di Fax del Sindaco di Palermo è: 091 333267. Per conoscenza vi prego di inviarlo all'Associazione Intercondominiale Quartiere Brancaccio al seguente numero di Fax: 0916682083.

Profitto dell'occasione per informarvi che il 2 maggio ha avuto luogo la sesta udienza del processo per le porte di casa bruciate a tre componenti della nostra associazione (Romano, Guida e Martinez) il 29 giugno del 1993, tre mesi prima dell'omicidio di padre Puglisi con il quale abbiamo intensamente collaborato. Imputati i fratelli Graviano, boss mafiosi di Brancaccio, + altri quattro, contro i quali ci siamo costituiti "parte civile". Per maggiori informazioni sull'attività di padre Puglisi e il Comitato Intercondominiale contattare il sito web www.angelfire.com/journal/puglisi.

Pino Martinez per l'Associazione Intercondominiale Quartiere Brancaccio.

 

Il progetto "Recuperare Brancaccio"

Auspichiamo che dietro la nostra proposta contenuta nel documento "Recuperare Brancaccio" del 24 aprile 2002 ci sia un consenso, il più ampio possibile, di tutte le forze politiche e sociali.

In questo modo l'impegno per "Recuperare Brancaccio" potrà essere avvertito come un contributo di tutte le forze sane della nostra città.

La presenza dei locali abbandonati della via Hazon 18, diventati simbolo della sconfitta delle istituzioni a Brancaccio e della vittoria della cultura mafiosa, certamente non offrono speranza alla gente; pertanto e` necessario operare per cominciare a dare ai tanti rassegnati il diritto di realizzare un avvenire dignitoso nel luogo dove vivono.

Secondo il nostro intendimento, l'acquisto da parte del Comune dei locali della via Hazon 18 deve essere il presupposto perché possa iniziare l'opera di recupero del quartiere Brancaccio. E` chiaro che non serve comprarli e basta.

Il recupero, secondo la nostra idea, può essere legato alla ricchezza del patrimonio storico del quartiere: dal periodo arabo e normanno, passando per il risorgimento, al periodo recente legato al ricordo degli avvenimenti che hanno visto protagonista padre Puglisi a Brancaccio. Una ricchezza da sfruttare per dare impulso ad una economia di tipo turistico.

Per favorire l'attivita` turistica nel quartiere Brancaccio è importante stabilire un percorso storico-turistico: Chiesa di San Ciro sotto il monte Grifone; Castello di Maredolce; chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi; Ponte Ammiraglio; chiesa di San Gaetano e padre Puglisi.

A supporto di questo itinerario nei locali ristrutturati del